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Coronavirus, terapie intensive in aumento, soglia critica in 10 Regioni. Cartabellotta: «Subito il lockdown duro» – Il rapporto Gimbe

Secondo il monitoraggio settimanale, la pressione sulle strutture sanitarie non accenna a diminuire e anche i contagi salgono. «Il vaccino non è soluzione immediata», ha continuato il presidente della Fondazione
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Arriva con un trend di nuovo in aumento il rapporto settimanale della Fondazione Gimbe sui dati da Coronavirus in Italia. Dal 6 gennaio al 12 gennaio sono stati registrati 121.644 casi positivi contro i 114.132 della settimana precedente, con una percentuale di incremento pari al 6,6%. Sul rapporto tra positivi e casi testati si assiste invece a un leggero calo: dal 30,4% al 29,5%, in parallelo a un aumento dei tamponi effettuati con quasi 90 mila tamponi totali e 36 mila persone testate in più.

FONDAZIONE GIMBE |  I nuovi casi giornalieri di infezione da Coronavirus in Italia a partire dal 1 settembre 2020 al 13 gennaio 2021
FONDAZIONE GIMBE | Casi testati e percentuale di casi testati positivi per giorno

Cresce la pressione ospedaliera, 10 Regioni oltre la soglia critica del 30%

Secondo il monitoraggio Gimbe, oltre al dato preoccupante dei contagi, è anche sul fronte ospedaliero che le cose non migliorano. La risalita è di 23.712 ricoverati con sintomi (23.395 nel report precedente), e di 2.636 pazienti in area critica a fronte dei 2.569 monitorati nella settimana dal 29 dicembre al 5 gennaio. «L’occupazione da parte dei pazienti Covid in 10 Regioni va oltre la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensive» ha aggiunto il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, sottolineando come il Paese non sia lontano da scenari di seri peggioramento.

FONDAZIONE GIMBE | Ricoverati in area non critica e in terapia intensiva di pazienti positivi a COVID-19 in Italia
FONDAZIONE GIMBE | Distribuzione regionale dei casi attualmente positivi alla Covid-19 (ricoverati in terapia intensiva, ricoverati con sintomi, isolamento domiciliare

Aumentano anche i decessi, Cartabellotta: «Soluzioni immediate»

I dati non appaiono incoraggianti neanche sul fronte dei decessi: nella settimana dal 6 al 12 gennaio si sono registrate 3.490 vittime rispetto alle 3.300. Una situazione ancora molto delicata per cui lo stesso presidente di Gimbe, invita a prendere misure serie e tempestive. «Adesso serve il lockdown» ha detto commentando i numeri dell’ultimo report, «il vaccino non è una soluzione immediata». Senza una stretta rigorosa, secondo Gimbe, la ripresa non sarà possibile.

In alternativa, quello che ci attende potrebbe essere un anno «con ospedali ciclicamente al limite del collasso, continui tira e molla sull’apertura di scuole e attività produttive, un aumento inesorabile dei decessi», ha continuato Cartabellotta. L’unica strategia da poter ora mettere in atto secondo il presidente è quella «oppressiva», sul modello di un lockdown simile a quello della prima ondata. «Solo così potremo ridurre in maniera rilevante gli attualmente positivi e appiattire la curva epidemica», ha concluso l’esperto.

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