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Coronavirus, verso il milione di vittime. L’Oms: «Possono raddoppiare»

Per l’Organizzazione mondiale della Sanità «se non facciamo tutto il possibile, i due milioni sono molto probabili». Si aggrava l’Argentina, migliora l’India. Mosca invita gli anziani a chiudersi in casa …

Mancano poche ore perché i morti per il coronavirus nel mondo raggiungano lo spaventoso numero di un milione. E il rischio è che l’umanità si trovi soltanto a metà del tunnel. L’allarme è stato lanciato da Michael Ryan, direttore del programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, che a Ginevra non ha escluso che nel corso della pandemia il bilancio totale possa raggiungere i 2 milioni di vittime: «Se non facciamo tutto il possibile, il numero non è solamente immaginabile ma purtroppo e tristemente anche molto probabile». Per evitarlo bisogna «fare i test e continuare con il tracciamento, le cure cliniche, tenere il distanziamento, curare l’igiene, usare le mascherine: e non fare solo alcune di queste cose, ma tutto insieme». L’argine ultimo per scongiurare che le vittime raddoppino è il vaccino, per il quale è partita da tempo una corsa che — secondo Ryan — non è certo possa dare un risultato efficace «nei prossimi 9 mesi», cioè il tempo che ci è voluto per raggiungere il primo milione di vittime: «È una richiesta enorme per tutti quelli coinvolti».

E non è detto che poi i Paesi arrivino tutti al traguardo nello stesso momento. All’Assemblea generale dell’Onu, l’America Latina e l’Australia hanno sollevato il tema dell’accesso libero al futuro vaccino, visto che Stati Uniti, Europa e Giappone hanno da sole prenotato più della metà delle dosi che ci si aspetta saranno disponibili nei primi tempi: «Una volta che l’avremo trovato dovremo condividerlo», ha detto il premier di Canberra Scott Morrison, «è una responsabilità morale: il mondo giudicherà molto duramente chi proverà ad avvantaggiarsi sugli altri». Ma è uno scenario ancora lontano.

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Oggi il mondo parla ancora di curve, contagi, decessi. In costante aumento i nuovi positivi nel mondo, al ritmo di 295 mila al giorno (+3% rispetto alla settimana precedente), in particolare in Europa, balzata in avanti con il 22% di casi in più di 7 giorni fa, e tornata a preoccupare: «In molti Paesi va peggio che a marzo — ha detto la commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides — questa può essere la nostra ultima occasione per evitare che si ripeta quel che è avvenuto in primavera». Anche ai confini europei il virus si espande: l’Ucraina ieri ha battuto il suo record (quasi 4 mila casi), la Russia ha raggiunto il livello peggiore da fine giugno (7 mila e 500 in un giorno, con invito ai cittadini di Mosca a lavorare da casa e agli anziani a non uscire).

Sono stagnanti ma non salvi gli Stati Uniti, primi sia per casi (oltre 7 milioni sui 32,6 globali) che per morti (superati i 200 mila: una vittima di Covid su 5 nel mondo è americana). Ieri New York ha registrato oltre mille nuovi infetti per la prima volta da giugno. Calano lievemente i contagi in India, e va meglio anche in Perù — lo Stato con il maggior numero di vittime per abitanti, davanti a Belgio, Bolivia, Spagna e Brasile — che dal 5 ottobre riaprirà le frontiere ad alcuni Paesi. Non all’Argentina, che nell’ultima settimana ha avuto 11 mila infetti da coronavirus al giorno, con oltre 350 morti ogni 24 ore: è il Paese che più di tutti ora tiene alta la curva sudamericana.

26 settembre 2020 (modifica il 26 settembre 2020 | 22:35)

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