Categorie
Coronavirus Sport

Correre in zone rosse e lockdown: attenzione a distanziamento, mascherine e respirazione

Non serve l’autocerticazione: chi esce per andare a correre deve rispettare i due metri di distanza e basta che abbia la mascherina con sé. Ecco consigli e suggerimenti del professor Beltrami, vicepresidente della Federazione Medici Sportivi …

Nuove regole dettate dal Dpcm, zone di emergenza con un semaforo che va dal giallo al rosso, divieti di spostamenti tra Comuni: le nuove disposizioni a livello nazionale e le ordinanze regionali per arginare la diffusione dell’epidemia in realtà non pongono ulteriori limiti a chi esce per un allenamento o una passeggiata. Certo, occorre rispettare distanziamenti (due metri) e non l’orario del coprifuoco (le 22)
Allenarsi comunque resta un elemento fondamentale per allentare la tensione e l’ansia che questo periodo di difficoltà genera. Ma lo sport va fatto nel rispetto delle regole ancora più stringenti imposte dal nuovo Dpcm che, nelle zone rosse in particolare, autorizza «attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale».

No all’attività sportiva con la mascherina

«In questo periodo storico, si deve sempre mantenere il distanziamento sociale, anche quando si fa sport» spiega il dottor Gianfranco Beltrami, vicepresidente della Federazione Medici Sportivi. Che approfondisce nel dettaglio indicazioni e suggerimenti, soprattutto per chi corre.
Nelle zone rosse – recita il Dpcm – è consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale. Limitazioni meno stringenti nelle fasce a livello 2 e 3.
Come per il lockdown di marzo e aprile, viene facile associare la corsa all’unica attività autorizzata all’aria aperta. Ed è lì che si concentrano i suggerimenti di Beltrami: «Bisogna sempre pensare che si corre per respirare bene e migliorare l’efficienza cardio respiratoria e la salute. Anche in un periodo di emergenza sanitaria come questo, correre con la mascherina è un assurdo perché si finirebbe per respirare l’anidride carbonica che si produce e, anziché avere un vantaggio si otterrebbe un danno. Se si corre, si deve correre senza mascherina».

Correre mantenendo il distanziamento sociale

Per chi vive nelle zone rosse, la corsa in solitaria è imposta dalle norme del Dpcm valido fino al 3 dicembre. E per chi abita in zone arancioni o gialle? «La cosa fondamentale è di non correre in compagnia. Mai mettersi nella scia di una persona davanti o correre in posti affollati dove ci può essere tanta gente. Se però capita di imbattersi in gruppetti di altri sportivi o si devono superare persone, l’ideale è fermarsi, indossare la mascherina (che bisogna avere obbligatoriamente con sé anche quando si corre), superare il capannello di persone o l’impedimento e poi, quando non c’è più nessuno, togliere la mascherina e ricominciare a correre. Tenete presente che per chi corre non bastano due metri, ne servono almeno 4 o 5. Ci sono tanti asintomatici che possono correre perché se la sentono: ci possono essere asintomatici che sono in perfetta salute, ma quando respirano sotto sforzo producono molte più “droplets-goccioline” che vengono respirate da chi sta loro vicino. Per questo serve tanta distanza»

Una regola banale

«Va poi sempre ricordato che è raccomandato correre in luoghi isolati e non inquinati – continua Beltrami – In questo particolare periodo, poi, ancora di più vale la pena di fare runing in posti poco frequentati, in parchi in campagna o non in centro città. Già correre nei parchi in inverno con i livelli di pm10 che ci sono non fa bene. In questo periodo in cui le attività sono ridotte, le palestre chiuse e, in molte zone del Paese, i parchi sono aperti ma più affollati, gli sportivi si riversano lì dove è più facile incontrare gente»

Fondamentale è la respirazione

«Per tutti, valgono poi alcune considerazioni generali. Bisogna ricordare che il naso è fatto per respirare, la bocca per mangiare: quindi si deve respirare con il naso perché il naso fa da filtro. E’ chiaro è una cosa che va raccomandata a tutti al di là del periodo: la respirazione è una pratica deve essere in sincrono con il movimento. Ci sono alcuni esercizi da provare per raggiungere una respirazione che contempli anche quella diaframmatica» dice il professor Beltrami che suggerisce di imparare a fare respiri profondi respirando con il naso. «E’ una respirazione di pancia. Si parte da una espirazione profonda. Poi si cerca di riempire i polmoni non bloccando l’aria con la respirazione superficiale. Per allenarsi si usa la respirazione in quattro tempi: inspirazione polmoni-pancia, espirazione pancia-polmoni oppure facendo l’esercizio di trattenere il respiro per evitare respirazioni troppo frequenti o superficiali che sono dannose».

5 novembre 2020 (modifica il 5 novembre 2020 | 13:04)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente articoli: Vai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *