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Covid, ecco tutti gli eventi superdiffusori: così il coronavirus ha viaggiato nel mondo

Incontri in spazi affollati e chiusi e le attività svolte come il canto e l’attività fisica hanno facilitato la diffusione del contagio. Mattatoi, carceri, case di riposo e feste i luoghi più a rischio …

In media una persona positiva a Sars-CoV2 infetta 2,5 individui (R0) se non vengono adottate misure di contenimento (mascherine, lavaggio mani, distanziamento sociale).

Tuttavia a volte una persona infetta trasmette il virus a molti più individui e diventa un «superpreader», cioè trasmette il virus a molte più persone rispetto alla media. A determinare il ruolo di questi soggetti superdiffusori la biologia c’entra fino a un certo punto.

L’alta carica virale (particolarmente elevata nei due giorni precedenti alla manifestazione dei sintomi) può certamente avere un ruolo ma contano soprattutto le circostanze come gli eventi in spazi affollati e chiusi, e le attività svolte, come il canto o un’intensa attività fisica dove avviene una maggiore diffusione di goccioline potenzialmente infette.

A essere pericolosi sono dunque più che altro «superspreading events», ovvero eventi di supercontagio. Sebbene qualsiasi persona infetta possa diffondere il virus ci sono circostanze in cui i contagi possono diventare incontrollabili.

Prevenire queste situazioni (evitandole) o comunque indossando la mascherina può contribuire in modo decisivo a fermare la diffusione di Covid-19.

L’ultimo evento «registrato» è avvenuto, per ammissione del professor Anthony Fauci, alla Casa Bianca, quando Donald Trumppoi risultato positivoha annunciato la scelta della giudice Amy Coney Barrett per la Corte Suprema. Le grafiche che vedete qui sotto sono state realizzate sulla base di un database compilato da professori e studenti di dottorato della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

Il più grande evento superspreading del mondo, a Milano

Eventi di supercontagio in tutto il mondo hanno creato focolai di infezione da coronavirus che si sono diffusi a macchia d’olio, tanto da rendere spesso quasi impossibile un tracciamento completo. I focolai più grandi in genere si verificano in ospedali o case di riposo e le cronache hanno raccontato storie da tutto il mondo. Ma anche cerimonie religiose come matrimoni e funerali, riunioni di lavoro, ristoranti, palestre, aziende agricole, macelli, call center, feste, collegi, carceri sono stati «superspreading events» in tutto globo.

Quasi tutti i contatti si sono svolti al chiuso dove la mancanza di un importante ricambio d’aria, la vicinanza delle persone (spesso senza mascherina), il contatto prolungato hanno facilitato la diffusione del virus.

Eppure il più grande «evento superspreading» conosciuto si è svolto all’aperto. Si tratta della partita di Champions League del 19 febbraio scorso quando allo stadio di San Siro a Milano l’Atalanta ha ospitato il Valencia. L’evento è stato battezzato «game zero» perché il match si è svolto appena due giorni prima della conferma in Italia (e al di fuori della Cina) del primo caso positivo di Covid-19 . Quella partita è stata definita dal responsabile della Pneumologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo una «bomba biologica». Nessuno sapeva che il virus avesse varcato i confini cinesi. È molto probabile che 40 mila bergamaschi sugli spalti di San Siro, tutti insieme, si siano contagiati tra di loro. E anche chi si è riunito a casa o al bar per vedere la partita ha fatto lo stesso. Allo stadio erano presenti anche 2.500 tifosi del Valencia: poche settimane dopo il 35% della squadra spagnola è risultata positiva al nuovo coronavirus. A quella partita sono state collegate 7.000 infezioni.

I primi casi di superdiffusione

Lo stadio di Milano è un’eccezione. All’epoca non si sapeva nulla del coronavirus e quanto successo è stato inevitabile. Da allora si sono susseguiti in tutto il mondo eventi simili ma su scala ridotta e quasi sempre al chiuso. A febbraio una donna sudcoreana di 61 anni che ha frequentato un luogo di culto è stata ritenuta responsabile del contagio di una cinquantina di persone presenti all’evento. Negli Stati Uniti un corista asintomatico ha contagiato 53 suoi colleghi durante le prove di canto nello stato di Washington e due persone sono morte. In seguito si sono contati altri contagi tra membri di altri cori (cantare è considerata un’attività a rischio). A fine febbraio la riunione annuale dell’azienda farmaceutica Biogen a Boston è stata una dei primi casi di superdiffusione del Covid-19 negli Stati Uniti: dopo l’incontro tra 175 dirigenti i partecipanti sono saliti a bordo di vari aerei e hanno portato il virus in sei diversi Stati degli Usa e in tre Paesi stranieri.

Sport al chiuso

Gli sport in ambiente chiuso sono considerati luoghi particolarmente pericolosi perché se un atleta è infetto, sotto sforzo fisico espira in modo più intenso ed emette un numero maggiore di particelle potenzialmente infette. Allo stesso modo gli altri presenti impegnati in attività sportiva inspirano con maggiore vigore, rischiando di introdurre alti livelli di virus nel proprio organismo. In una gara di curling, sport tipicamente canadese, un super diffusore ha contagiato ben 72 partecipanti. Il curling prevede lo stretto contatto tra i giocatori e le squadre giocano in un ambiente fresco, al chiuso, con respirazione intensa per un periodo di tempo prolungato. Il torneo si è concluso con 24 contagiati su 72 presenti.Una lezione di Zumba ad alta intensità in Corea del Sud in spazi ristretti ha causato una catena di contagi: al 9 marzo i ricercatori avevano rintracciato 112 casi di Covid-19 legati a quelle lezioni di danza in dodici diverse palestre della città di Cheonan.

Gli ambienti di lavoro

La ricerca ha scoperto a più riprese che il rischio di trasmissione del coronavirus è maggiore all’interno in spazi scarsamente ventilati dove molte persone hanno un contatto prolungato. Gli open space degli uffici, dove i dipendenti sono in contatto per molte ore possono rappresentare un serio problem di contagio se non viene indossata correttamente la mascherina, come è successo in un call center in Corea del Sud dove un solo positivo ha contagiati 94 colleghi. Tra le occasioni di superdiffusione anche le aziende di produzione e confezionamento della carne: in questi impianti, gli operai lavorano a stretto contatto tra di loro e sono costretti a parlarsi in un ambiente molto rumoroso per i macchinari in azione, e a basse temperature (che facilitano la sopravvivenza del virus). Negli Stati Uniti sono centinaia le industrie alimentari coinvolte nei focolai con migliaia di casi positivi e decine di morti. In Germania maxi-focolai nei mattatoi hanno causato il contagio di oltre duemila persone. Anche l’Italia ha registrato focolai nei salumifici del Mantovano con un conteggio finale di una settantina di casi. Per lo stesso motivo, contatto stretto tra i lavoratori anche lo stabilimento dell’Aia di Vazzola, in Veneto, è diventato un luogo «superspreading» con 184 contagi.

Come evitare gli eventi superspreading

Alcuni Paesi come il Giappone o la Corea del Sud hanno già dimostrato che è possibile affrontare un focolaio senza limitare drasticamente i movimenti dei cittadini o chiudere tutti i negozi, scuole e ristoranti grazie all’adesione alla regola delle 3C. I governi infatti hanno invitato la gente a evitare : Closed spaces, Crowded places, Close-contact settings ovvero spazi chiusi, luoghi affollati e contesti di contatto ravvicinato, che sono tutti ideali per eventi di superspreading. L’ultimo evento conosciuto, sicuramente tra i più famosi, è la cerimonia del 26 settembre scorso quando nel Giardino delle Rose (all’aperto) Donald Trump ha nominato Amy Coney Barrett giudice della Corte Suprema. In quell’occasione non è stata rispettata alcuna regola di distanziamento e quasi nessuno tra gli invitati indossava la mascherina. Come per lo stadio di San Siro, nonostante lo spazio aperto il virus ha viaggiato proprio grazie alla vicinanza degli invitati. Così il virus sarebbe entrato nella Casa Bianca, contagiando fra i tanti anche il presidente.

10 ottobre 2020 (modifica il 10 ottobre 2020 | 10:08)

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