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Covid, la ricerca di Pavia e Milano: un farmaco per la cura del diabete contrasta il virus

I risultati di una ricerca delle Università di Pavia e Milano insieme all’Ospedale Sacco di Milano, l’Istituto Clinico Humanitas, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Ospedale dell’Angelo di Mestre, l’Ospedale Maria Vittoria di Torino e la Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia …

In attesa della scoperta di un vaccino efficace contro il Covid-19, l’individuazione di farmaci in grado di curare il virus resta la via principale per fronteggiare la malattia. Una ricerca coordinata da Sebastiano Bruno Solerte e Paolo Fiorina, professori rispettivamente all’Università di Pavia e Milano, ha dimostrato che la Sars-CoV2 (Cil Covid-19) si può contrastare efficacemente con un farmaco commerciale usato da tempo per il trattamento del diabete mellito: il Sitagliptin. Alla ricerca hanno partecipato anche l’Ospedale Sacco di Milano, l’Istituto Clinico Humanitas, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Ospedale dell’Angelo di Mestre, l’Ospedale Maria Vittoria di Torino e la Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia.

La ricerca

Sebastiano Bruno SolerteSebastiano Bruno Solerte

Lo studio è stato condotto tra marzo e aprile ed eseguito in un’area geografica dove la pandemia da coronavirus ha avuto gli effetti più devastanti (in Lombardia e Veneto). La ricerca è stata appena pubblicata sulla rivista americana Diabetes Care, organo ufficiale dell’American Diabetes Association. «Il Sitagliptin viene utilizzato nel diabete mellito — spiega il professor Solerte — per controllare l’iperglicemia e appartiene alla classe degli inibitori del sistema enzimatico DPP4/CD26 che è un sistema che anche il Covid-19 può utilizzare per infettare le nostre cellule sane e diffondersi in maniera aggressiva nell’organismo. E proprio da questa coincidenza di azioni è nata la nostra ipotesi iniziale di utilizzare Sitagliptin come farmaco anti Covid-19 magari anche in associazione con altre molecole attive sul virus». Lo studio ha dimostrato che i pazienti diabetici con il coronavirus ricoverati in regime acuto o intensivo che hanno assunto il farmaco hanno avuto la mortalità dimezzata e un più rapido miglioramento di tutti i dati clinici e di laboratorio rispetto ai pazienti a cui non era stato somministrato il farmaco.

Gli effetti

L’uso del Sitagliptin ha portato a meno morti e a una più rapida guarigione — osserva Solerte — e in prospettiva anche a minori effetti collaterali a medio e lungo termine, che potranno essere verificati nel prossimo futuro: «Quindi, non solo un effetto curativo immediato del Sitagliptin, ma anche un’azione sul contenimento delle complicanze croniche dell’infezione e quindi anche sulla mortalità in fase post acuta». «Il blocco DPP4/CD26 impedisce di fatto al virus di utilizzare uno dei canali attraverso cui penetra all’interno delle cellule — prosegue Solerte — e di attivare maldestramente il processo infiammatorio polmonare, e anche cardiaco, renale e intestinale (la tempesta citochinica), che se non controllato conduce irreversibilmente a morte i soggetti infettati. Questa evidenza è quindi di grande importanza specie in attesa di un vaccino».

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