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Covid, Massimo Boldi: «Non sono un negazionista, anche io ho paura. Uso la mascherina, ma senza ossessione»

L’attore si difende dopo le polemiche per lo spot della campagna per i ristori alle aziende: «Ho detto subito sì perché la Lombardia è la mia terra. Mi sono sempre comportato rispettando le regole» …

In molti l’hanno trovato incompatibile con certe sue esternazioni sul Covid. Ha detto che i potenti del mondo vogliono terrorizzare le persone con la scusa del Coronavirus.

«E spiego perché: la mattina in cui l’ho scritto mi ero svegliato ed ero a Roma, avevo appena iniziato le riprese del film di Natale che chissà dove uscirà… comunque, avevo appena ricevuto un video da parte delle mie figlie in cui si vedevano loro, i miei nipoti che crescevano… mi è venuto il magone. Mi sono detto: ma che atmosfera stiamo regalando a queste nuove generazioni? Provavo un grande disagio. Io se devo morire posso anche morire, ho fatto la mia vita, ma loro perché devono passare tutto questo?».

Perché è in corso una pandemia: un evento certamente sconvolgente ma colpisce tutti, no?

«Sì, lo so. Quella cosa mi è venuta di getto, non dando una colpa a qualcuno, né a un politico né a un medico o a uno scienziato. Ho solo parlato della speranza: se dopo 2000 anni è venuto un salvatore ad aiutarci, magari anche adesso un nuovo Cristo arriverà sulla Terra».

Quel post, in particolare, è poi stato cancellato.

«Su centinaia di assensi c’erano i soliti venti, trenta che hanno sparato a zero. E allora ho preferito di cancellarlo».

Ma non è stata la sola volta che ha parlato del Covid. Ha detto anche che ci vogliono tappare la bocca con le mascherine

«Io sono molto amico della dottoressa Gismondo e di Zangrillo i quali mi hanno sempre consigliato come comportarmi, dicendomi che certi accorgimenti non sono essenziali per non prendere il virus…».

Le hanno detto che le mascherine non sono essenziali?

«No, infatti le uso. Ma mi hanno detto di non ossessionarmi, che dovremmo vivere tutti una vita normale, solo rispettando le regole. Ma senza ossessionarsi, altrimenti ci rimette la mente. Poi, quando la gente mi incontra per strada e mi dice di fare una foto come faccio? Non posso continuare a mettere e togliere la mascherina».

No, dovrebbe solo tenerla indossata infatti.

«Ultimamente faccio così, basta vedere anche le foto di me che pubblicano su Instagram. Si parla, si parla ma gli italiani sono diligenti: ieri sono tornato da Roma e ho visto le città tutte vuote».

Ha scritto anche di una pioggia capace di disinfettare l’aria.

«…questo non lo ricordo, no direi no».

Al presidente Fontana non è venuto il dubbio che sceglierla come testimonial avrebbe potuto innescare tutto questo?

«Assolutamente no. Quando me lo ha chiesto pensavamo solo di fare una cosa bella per la Lombardia, incisiva. Come facevo a dire di no?».

E ha parlato con lei delle sue posizioni social?

«Non posso dire quello che ci diciamo, ma in generale è d’accordo con me».

E Zangrillo?

«Mi ha detto che è bello il mio impegno e che sperava fosse più forte della solita invidia che anima i più. E che per me ci sarà sempre».

Non crede che, vista la sua popolarità, sia meglio stare alla larga da certi argomenti?

«Ma io mi pongo delle domande. Spiegatemi ad esempio perché le mascherine erano obbligatorie in strada, anche se non c’era nessuno, e invece al ristorante, al tavolo la puoi togliere. Devi mangiare, ma allora lì il virus non c’è? Burioni commentando una cosa che avevo scritto aveva detto: Boldi fa bene il comico ma non lo scienziato, meglio che faccia il comico».

E non ha ragione?

«Secondo me ha ragione fino a un certo punto. Faccio delle domande lecite per capire cosa succede».

Ma a lei il Covid fa paura?

«Sì, specie questa seconda ondata ha preoccupato anche me. Vedo un sollievo nel vaccino».

Quindi non si considera un negazionista?

«Non lo sono assolutamente. Abito a Milano 3 e anche le mie figlie, eppure non ci vediamo quasi mai per non rischiare. Certe cose che ho scritto erano più dettate dall’impulso, da un mix di sentimenti di paura e sconforto. Ma io mi sono sempre comportato rispettando le regole: anche sul set, facevamo un tampone ogni due giorni, ci misuravano sempre la febbre… Il mio invito se mai era a vivere in un modo normale, rispettando le regole. Questo ho sempre detto».

22 novembre 2020 (modifica il 22 novembre 2020 | 12:48)

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