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Coronavirus Milano - Cronaca

Deborah Iori, la malattia rara e l’appello: «Morirò se non riesco a volare negli Usa entro il 21 gennaio»

La 44enne è affetta da una e rarissima sindrome genetica che colpisce in tutto il mondo una trentina di persone. Ha bisogno di un volo speciale che la porti in un centro specializzato a Dallas e si rivolge al governo …

Deborah Iori, 44 anni, è affetta da una grave e rarissima malattia genetica che colpisce in tutto il mondo una trentina di persone. Ogni anno la donna, che vive a Sangiano, un paesino del Varesotto, deve volare a Dallas, negli Stati Uniti, per ricevere specifiche cure salvavita disponibili soltanto in un centro specializzato di quella città. A marzo 2020, durante la prima ondata della pandemia, è riuscita a raggiungere l’Enviromental Health Center a bordo di un volo militare del 31° Stormo dell’Aeronautica militare italiana. Quest’anno però la procedura per attivare un volo di Stato è ancora in ritardo per via della mancata risposta delle autorità sanitarie interpellate da Deborah.

«Solo con il via libera di Ats posso beneficiare dei rimborsi per le cure, che sono molto costose, e viaggiare a bordo di un volo sanitario che permetta, senza scali, di raggiungere la clinica: per muovermi ho bisogno di quattro grandi valigie contenenti farmaci che necessitano di una rigorosa catena del freddo affinché non perdano efficacia, oltre all’assistenza medica a bordo. Nessuna compagnia di linea può fare questo servizio».

Mercoledì Deborah, assistita dall’Associazione Luca Coscioni, ha lanciato un appello indirizzato al Governo per velocizzare le pratiche volte ad attivare il volo speciale per il prossimo 21 gennaio, data concordata con l’ospedale americano per le terapie. L’appello è stato rilanciato giovedì anche in un video in cui la donna si rivolge ai ministri di Esteri, Sanità e Difesa oltre che al presidente del Consiglio: «Senza il mio viaggio annuale negli Usa vado incontro a morte certa: qui è in gioco la mia vita, e come cittadina chiedo un intervento diretto per poter proseguire le cure che mi mantengono in vita per affermare il diritto alla tutela della salute previsto dall’art. 32 della nostra Costituzione».

14 gennaio 2021 | 15:48

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Sorgente articoli: Vai

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