Categorie
Coronavirus Giappone Nuoto Olimpiadi Tokyo 2020 Sport

Due volte positivo al Coronavirus, poi la medaglia d’oro a Tokyo: l’impresa di Tom Dean nei 200 stile libero

Tom Dean ha preceduto il connazionale Duncan Scott, per una doppietta nella disciplina che al Regno Unito mancava dal 1908
L’articolo Due volte positivo al Coronavirus, poi la medaglia d’oro a Tokyo: l’impresa di Tom Dean nei 200 stile libero proviene da Open. …

Già contagiarsi con il Coronavirus due volte in 12 mesi, nonostante gli anticorpi della prima infezione, non è cosa comune. Tornare in vasca in eccellente condizione psicologica per allenarsi e recuperare il tempo perso in isolamento, arrivare alle Olimpiadi e vincere l’oro, è un’impresa. Tom Dean è il numero uno di Tokyo 2020 nei 200 stile libero maschili. Dietro di il 21enne, si è piazzato il connazionale Duncan Scott, per una doppietta che, nella disciplina, il Regno Unito non realizzava dal 1908. «Sono stato positivo al Covid due volte in 12 mesi, una cosa inaudita. In tutti quei giorni chiuso in casa, un medaglia mi sembrava lontana un milione di miglia – ha raccontato Dean subito dopo la gara -. Per mesi non mi sono potuto allenare, e ora mi sembra tutto incredibile».

La storia incredibile di Tom Dean: l’oro a Tokyo dopo due contagi con il Coronavirus

Dean, che ha chiuso la gara in 1’44”22, soltanto 4 centesimi davanti a Scott, ha battuto il suo record personale di carriera limandolo a ribasso di 0,36 secondi. Una vittoria che il 21enne si è costruito negli ultimi 50 metri dei 200della gara: dalla terza posizione, è riuscito a scavalcare il brasiliano Fernando Scheffer e il sudcoreano Sunwoo Hwang nell’ultima vasca. «Il mio allenatore, Dave McNulty: non posso ringraziarlo abbastanza – ha aggiunto poco prima della premiazione – per quello che ha fatto. Mi ha detto che quest’anno avremmo scritto una storia incredibile arrivando alle Olimpiadi nonostante la positività al Covid. Ho trascorso sei o sette settimane fuori dalla piscina, durante un anno olimpico. È una cosa inaudita, ma lui – l’allenatore – mi ha aiutato a superarla: non potrò mai ringraziarlo abbastanza per questo – ha concluso – come non potevo chiedere una fine migliore per questa storia».

Leggi anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *