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Elezioni Milano, da Paragone a Sollazzo, Goggi e Mariani: la pattuglia (tutta al maschile) degli outsider

In attesa del centrodestra e delle scelte del Movimento 5 stelle, per ora sono sei gli sfidanti di Beppe Sala. Incontro Conte-sindaco, senza accordo il M5S potrebbe lanciare una donna: in lizza la senatrice Simona Nocerino e la consigliera del Municipio 2 Alice Perazzi …

Mancano ancora due big in gara e quattro mesi di tempo. La corsa degli outsider è cominciata invece da settimane. Il traguardo è a ottobre, in palio Palazzo Marino. In attesa del centrodestra e delle scelte del Movimento 5 stelle, per ora sono sei gli sfidanti di Beppe Sala. Tutti uomini. Il primo a iscriversi alla corsa è stato l’architetto Gabriele Mariani, che sfiderà Sala «da sinistra» col sostegno di una fitta rete di comitati civici e ambientalisti. Mariani promette battaglia soprattutto in difesa dell’ambiente e del territorio, contro il consumo di suolo e le colate di cemento che dice essere pericolosamente in arrivo, dall’ipotesi del nuovo stadio di San Siro alla realtà degli scali ferroviari.

In ordine cronologico è toccato poi a Simone Sollazzo iscriversi alla corsa. Consigliere comunale eletto col M5s, ha salutato la compagnia grillina già un anno fa per fondare un movimento («Milano concreta») con cui proverà a dare l’assalto al municipio. I temi forti sono anche in questo caso «ambiente, lavoro, cultura, partecipazione». Il terzo aspirante sindaco è invece una vecchia conoscenza della politica milanese. Si tratta di Giorgio Goggi, ex assessore al traffico delle giunte Albertini. Docente del Politecnico, Goggi sarà oggi il portabandiera dei socialisti. «Milano deve tornare a essere una città aperta, libera e solidale. Ora rischiamo un declino», ha scolpito nella conferenza di candidatura.

Un volto ancora più noto è quello di Gianluigi Paragone. «Milano sarà il laboratorio politico dove declinare in chiave locale i temi internazionali di ItalExit», il suo partito lanciato un anno fa dopo l’uscita dal M5s. La missione si preannuncia ambiziosa: seminare il suo «No Euro» nella città per vocazione più internazionale d’Italia.

Qualche settimana prima era stata lanciata la candidatura del valdostano Alessandro Pascale, 35 anni, insegnante liceale «e ricercatore impegnato da anni nella lotta contro il revisionismo storico borghese che associa in maniera illegittima comunismo e nazismo». È lui il profilo giusto per conquistare Milano con le bandiere rosse del Partito Comunista di Marco Rizzo. Anche il «Partito Gay per i diritti Lgbt+» avrà un suo candidato di bandiera. Si tratta di Mauro Festa, avvocato di 46 anni. «Le persone Lgbt non vogliono più delegare le loro istanze a terzi. Vogliamo creare un nuovo soggetto politico, che traduca le nostre idee e i nostri valori per un Paese moderno, inclusivo, solidale, ambientalista e liberale, insieme a chi Lgbt non è», ha raccontato al Corriere Festa annunciando la sua candidatura.

Il centrodestra si è preso un’altra settimana di tempo per ultimare il casting, ma ancora più profonda è l’incertezza che aleggia dalle parti dei Cinque stelle, dove c’è chi continua a credere possibile un’alleanza con Beppe Sala, che però resiste da mesi al «corteggiamento». Oggi pomeriggio peraltro il sindaco si confronterà con Giuseppe Conte in un dibattito sull’«Italia verde e giusta» organizzato da un gruppo di parlamentari di Leu. Al’ex premier sono comunque affidate le residue speranze del M5s di raggiungere un accordo anche a Milano col centrosinistra. In caso contrario gli ex grillini candideranno a sindaco una donna. In lizza ci sono per ora la senatrice Simona Nocerino, la consigliera del Municipio 2 Alice Perazzi, oltre a una figura proveniente dalla società civile.

10 giugno 2021 | 07:48

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