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Coronavirus Milano - Cronaca

«Fatturato azzerato dal virusora mi arrabatto con i petardi»

Da manager a tuttofare, la parabola del 58enne Muscinelli …

«A gennaio stavamo organizzando un grande evento per la Settimana della Moda e in parallelo altre tre campagne tra cene di gala, premiazioni, fiere e convention aziendali». Da lì, pare passato un secolo: «Con il coronavirus nel mio settore si è azzerato tutto — racconta Roberto Muscinelli, 58 anni, vedovo e con due figli —. Da un fatturato a cinque zeri sono piombato improvvisamente, ormai da marzo, allo zero tondo». Faceva il manager, era un affermato professionista nel campo della comunicazione. Ora si arrabatta come può, «con un po’ di tristezza ma senza vergogna»: svuota-cantine, facchino, autista, magazziniere, giardiniere.

Ha la passione per l’arte e si è dato anche ai quadri, con un metodo tutto suo: «Realizzo opere astratte mediante l’utilizzo di esplosivo, così come è esplosa in un certo senso la mia vita — spiega —. Con i petardi faccio “scoppiare” i colori sulla tela, il risultato delle tinte sovrapposte crea un effetto di profondità molto particolare». Il bar Magenta, di cui era frequentatore, ha accettato di esporgli le opere, «la cosa incredibile è che diversi avventori del locale sono venuti a chiedermi se le vendevo, e in poche ore le hanno acquistate tutte».

Elogio della flessibilità e anche di una certa umiltà indispensabile per superare le tempeste che capitano nella vita: «Sto facendo gli adempimenti per pagare le tasse che sono commisurate al mio reddito dell’anno scorso, quando facevamo le vacanze e i weekend. Adesso dobbiamo contenere ogni voce, dalla spesa ai trasporti».

Certo quello di Muscinelli non è un caso isolato. Nella Città metropolitana, secondo le stime di Afol (l’Agenzia formazione orientamento lavoro), potrebbero essersi già bruciati con il virus almeno 70 mila posti di lavoro in pochi mesi. Lui però, rispetto a tanti altri, ha una risorsa in più. Si è sempre fatto in quattro, nel tempo libero, come volontario, in particolare con i senzatetto: «So cosa si prova ad essere spiantati, tanti anni di servizio civile aiutano a vedere le cose in prospettiva e a farti sentire meno solo — dice —. Dopo ogni momento di sconforto che è inutile negare, non so bene perché ma mi torna la fiducia che riuscirò a rimanere in piedi».

Si è pazientemente messo ad aggiornare il curriculum e lo distribuisce in giro vedendo sempre il bicchiere mezzo pieno e con la fortuna immensa di avere una casa di proprietà. Uno dei due figli ha iniziato a lavorare e dà una mano, l’altra aveva perso il lavoro in questi mesi e non senza fatica ne ha trovato un altro: «Quando ho raccontato loro cosa stava succedendo, si sono guardati e mi hanno risposto “Papà ci siamo noi, non ti preoccupare”, in una strana inversione di ruoli. Io cerco di seguire il loro consiglio anche perché l’ansia toglie energie e invece, per ricominciare a 58 anni, ho bisogno di tutta la mia intelligenza e forza di volontà».

6 ottobre 2020 | 09:02

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Sorgente articoli: Vai

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