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G7, compromesso Usa-Ue sulla Cina. Chiesta una nuova indagine sull’origine della pandemia di Coronavirus

Biden ha annunciato un progetto alternativo alla Belt and Road. Mentre sul fronte del cambiamento climatico, i Paesi presenti in Cornovaglia si sono impegnati ad azzerare le emissioni nette entro il 2050
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Ambiente, cambiamenti climatici, Cina e vaccini. Sono questi i temi affrontati durante la terza e ultima giornata del G7. In Cornovaglia, a Carbis Bay, il padrone di casa, Boris Johnson ha annunciato – sul fronte climatico – rigorosi impegni per ridurre le emissioni. «Sulla strada per la Cop 26. I partner del G7 stanno firmando un importante impegno congiunto per l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 (come ultimo termine) e per mantenere alla portata l’aumento della temperatura di 1,5 gradi. Faremo tutto il possibile per attenerci all’1,5%», ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Dagli Uiguri alla pandemia: trovato il compromesso sul dossier cinese

Ma oggi è stata soprattutto la giornata della Cina. L’obiettivo di Joe Biden era ed è quello di rafforzare il legame con gli alleati europei nel contrasto a Pechino. Un dossier, quello cinese, su cui negli ultimi due giorni non sono mancate divergenze. Se Washington ha proposto un approccio molto più duro verso la Cina, gli Stati europei, Germania e Italia in testa, hanno voluto frenare, preferendo un canale più di cooperazione che di scontro con la potenza cinese. Un compromesso è stato però raggiunto proprio oggi. Nel testo la Cina viene indicata come «rivale» sui diritti umani, con riferimenti alla denuncia del lavoro forzato imposto alla minoranza musulmana degli Uiguri nella regione autonoma dello Xinjiang. Dall’altra parte, seguendo la linea europea, non sono mancati richiami ad aree di cooperazione (in particolare sul clima), mentre sul piano commerciale ed economica si parla di concorrenza. Approvata inoltre l’idea del piano lanciato da Washington alternativo alla Nuova Via della Seta denominato «Build Back Better World» o B3W.

Promesso un miliardo di vaccini da donare ai Paesi più poveri

Sempre guardando al dossier cinese, i leader dei Paesi del G7 hanno dichiarato l’intenzione di lanciare una nuova indagine tempestiva e trasparente sulle origini della pandemia. E proprio per far fronte all’emergenza sanitaria globale, il G7 ha promesso un miliardo di ulteriori vaccini contro il Coronavirus da donare ai Paesi più poveri il prossimo anno.

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