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Giuliani positivo al Covid  e i viaggi senza mascherina: «Potrebbe aver contagiato centinaia di persone»

L’avvocato di Donald Trump è stato ricoverato domenica, ma nei giorni precedenti ha viaggiato e incontrato persone in Arizona, Michigan e Georgia, dove si era recato per sostenere le battaglie legali del presidente …

Rudy Giuliani è risultato positivo al coronavirus, ed è stato ricoverato domenica al Georgetown Medical Center di Washington. Le sue condizioni non sono ancora chiare ma di certo, spiegano i media americani, potrebbe aver esposto al contagio «centinaia» di persone. A 76 anni, e dopo aver superato un tumore alla prostata, l’ex sindaco di New York rientra sicuramente nella categoria più a rischio, ma a preoccupare i medici è anche la frenetica attività delle ultime cinque settimane: avvocato personale di Donald Trump e della sua campagna elettorale, dopo la sconfitta alle urne Giuliani ha promosso senza sosta le cause legali del presidente, sostenute con un tour infinito — e rigorosamente senza mascherina — negli Stati contestati.

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Il legale aveva superato indenne i due precedenti focolai della Casa Bianca, quello di inizio di ottobre che aveva colpito anche Trump e quello di inizio novembre, e non si è fermato neanche quando — il 20 novembre, il giorno dopo aver partecipato a una conferenza stampa insieme a lui — il figlio Andrew, consigliere della Casa Bianca, è risultato positivo al Covid-19. E così, il tweet con cui Trump ha annunciato domenica che «il miglior sindaco della storia di New York» aveva contratto il «virus cinese» ha scatenato un’immediata reazione a catena: chi lo ha incontrato ha cominciato immediatamente a prendere precauzioni, mentre i media americani ne stanno tracciando gli spostamenti e mostrano immagini di Giuliani che incontra e abbraccia decine di persone senza curarsi di distanziamento e protezioni.

Solo nei giorni precedenti ai primi sintomi, Giuliani è stato in almeno tre degli Stati contestati, nel tentativo di capovolgere il risultato delle urne: lunedì e martedì ha avuto incontri con i deputati repubblicani all’Hyatt Regency hotel di Phoenix, in Arizona, dove si è fatto scattare una foto di gruppo; mercoledì ha partecipato a una sessione legislativa a Lansing, capitale del Michigan, dove ha chiesto a una funzionaria elettorale locale seduta vicino a lui se poteva togliersi la mascherina; giovedì ha preso parte a un’udienza nel parlamento di Atlanta, Georgia, dove è stato ripreso mentre abbracciava e scattava fotografie con alcuni sostenitori nei corridoi. Il 25 novembre, invece, era stato in Pennsylvania per un altro incontro con i parlamentari repubblicani, due dei quali avevano poi annunciato di essere positivi al virus. Ogni volta, l’avvocato era senza mascherina.

Mentre Giuliani rassicura amici e sostenitori con un tweet dall’ospedale, garantendo di sentirsi bene e di essere in ottime mani, c’è una scia di preoccupazione che ripercorre tutti i suoi spostamenti. Il parlamento dell’Arizona, ad esempio, ha annunciato una settimana di chiusura. Lunedì l’avvocato del presidente ha organizzato infatti una riunione di circa 10 ore con 13 parlamentari repubblicani locali, con i quali ha discusso delle potenziali frodi elettorali. A loro volta i conservatori hanno incontrato i colleghi democratici, mettendoli così a rischio. Martedì, poi, ha avuto una serie di incontri riservati con i leader repubblicani.

Appena si è diffusa la notizia, la campagna di Trump ha sostenuto che Giuliani fosse risultato negativo al tampone subito prima di partire per Arizona, Michigan e Georgia, e che non abbia avuto sintomi per almeno 48 ore dopo il viaggio. Secondo queste indicazioni, dunque, l’avvocato avrebbe cominciato ad avvertire i primi sintomi sabato: sarebbe però stato contagioso nel periodo di incubazione, che può arrivare fino ai 14 giorni precedenti.

7 dicembre 2020 (modifica il 7 dicembre 2020 | 12:45)

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