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I Giochi Militari di Wuhan a ottobre e il coronavirus: il caso degli atleti svedesi confinati in una base militare

Rotta la consegna del silenzio, chi è stato in Cina accusa, Tra i tentativi di copertura delle autorità militari, filtrano i racconti di chi ha avuto sintomi della malattia …

Dell’edizione dei Giochi Sportivi Militari 2019, le «olimpiadi» a stellette, si era finora parlato come di una bomba batteriologica fortunatamente disinnescata in tempo utile. Diecimila tra atleti e accompagnatori di 110 nazioni a stretto contatto tra loro (e con la popolazione cinese) dal 18 al 27 ottobre scorso a Wuhan, epicentro mondiale della pandemia. Tutti a casa, sani e salvi, un attimo prima che il contagio iniziasse e senza portare il virus nei 110 paesi di provenienza. Ma ora, in parallelo alla retrodatazione dei primi casi da parte degli scienziati, si moltiplicano le testimonianze di chi, al ritorno dalle gare (tra il 29 ottobre e il 3 novembre), avrebbe manifestato seri problemi di salute che, in almeno un caso, sarebbero stati coperti dalle autorità militari.

Ieri la vicenda è esplosa anche in Italia ma le prime testimonianze sono state raccolte a metà aprile dal Norrländska Socialdemokraten (Ns), antico quotidiano del nord della Svezia. L’infettivologo del servizio sanitario regionale Anders Nystedt e alcune infermiere hanno riferito che almeno 12 militari, dai 20 ai 45 anni, presenti alla spedizione (gli svedesi erano 118) hanno manifestato gravi problemi respiratori. Nystedt inviò alla responsabile medica del corpo, Helena Stjärnholm, campioni di sangue dei malati per test sierologici di cui non ha mai avuto i risultati. I reduci di Wuhan sono poi stati confinati nella base militare di Boden e obbligati a non parlare con nessuno del caso.

Alcuni si sarebbero ristabiliti completamente solo a febbraio, tre mesi dopo i fatti. Dalla Svezia alla Francia, dove le testimonianze — raccolte dall’Équipe — di due stelle del pentathlon moderno, Elodie Clouvel (argento olimpico) e Valentin Belaud, 5 volte campione del mondo, rivelano problemi respiratori che un medico militare avrebbe diagnosticato come «evidenti sintomi di coronavirus, simili a quelli mostrati da altri partecipanti». La Difesa francese ha affermato di non conoscere i fatti e di «non aver effettuato test», imponendo il silenzio alla coppia.

Il fronte italiano si è aperto ieri con Matteo Tagliariol, (aviere, oro olimpico individuale e bronzo a squadre nella spada a Pechino 2008) con un’intervista alla Gazzetta dello Sport e un video su Instagram. Tagliariol ha descritto un forte stato influenzale e seri problemi respiratori sia in Cina che al ritorno in Italia, estendendoli a un’altra stella della scherma, Valerio Aspromonte, finanziere, oro a Londra 2012. Aspromonte però ha negato: «La mia salute era ottimale. A letto ho passato solo poche ore dopo l’arrivo in Cina per recuperare il fuso orario. Mai avuto febbre».

I gruppi sportivi militari (200 gli azzurri presenti a Wuhan, tra atleti e accompagnatori) hanno imposto diffuso un comunicato in serata: «Non è stata riscontrata alcuna criticità individuale o collettiva collegabile al contagio da coronavirus». Il generale Vincenzo Parrinello, comandante delle Fiamme Gialle: «Tutti i finanzieri in gara a Wuhan sono sempre stati bene, Aspromonte compreso, e quindi non è stato necessario fare test per il virus».

I postumi del mondiale militare hanno avvelenato l’atmosfera negli Usa. Clamoroso il caso di Maatje Benassi, riservista americana di 52 anni, che a Wuhan ha gareggiato nel ciclismo. Da settimane Maatje vive blindata nella sua casa in Virginia, inseguita da minacce di morte. Secondo un gruppo di complottisti deliranti che hanno largo seguito sul web, Maatje sarebbe la «paziente 0» scelta dai cinesi per portare il virus negli Usa, complice l’assenza di controlli del governo statunitense.

A sostenere la più realistica voce di positività occultate tra i 280 membri della spedizione americana c’è Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese, che chiede al governo americano trasparenza sui positivi per disegnare una geografia corretta del contagio. Il Pentagono? Tace.

8 maggio 2020 (modifica il 8 maggio 2020 | 07:15)

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Sorgente articoli: Vai

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