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I numeri in chiaro, Pregliasco: «I contagi aumenteranno, ma il Green Pass rallenterà la diffusione del virus» – Il video

Il virologo ha commentato a Open i dati dell’ultimo bollettino diffuso dalla Protezione Civile: «È un film che abbiamo già visto. Per fortuna la correlazione con i casi gravi è più bassa»
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L’aumento del numero di vaccinati, il crollo dei casi, le regioni in zona bianca. Fino a poche settimane fa sembrava che il Coronavirus si stesse comportando come l’anno scorso concedendoci una tregue estiva. L’arrivo della variante Delta ha scompaginato le carte, mettendo i Paesi dell’Europa davanti a una nuova risalita dei casi che ha reso necessarie nuove norme per arginare l’epidemia. I numeri del bollettino diffuso dalla Protezione Civile sono ancora bassi: nelle ultime 24 ore ci sono stati 15 decessi e 5 mila nuovi contagi, con un tasso di positività del 2,3%. Il rischio però è che questo, come spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, sia l’inizio di una nuova ondata. «Questi dati sono solo l’inizio di una risalita che ci accompagnerà nei prossimi mesi», spiega Pregliasco nella nostra rubrica I Numeri in Chiaro.

La differenza però è che nonostante i nuovi contagi, i casi gravi di Coronavirus non sono nemmeno paragonabili a quelli delle ondate precedente: «Siamo davanti a un film che abbiamo già visto in altri Paesi. L’elemento positivo è che non c’è quella proporzionalità con i casi gravi che abbiamo visto le altre volte». Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che rende il Green pass obbligatorio nei ristoranti al chiuso dal 6 agosto: «È un provvedimento necessario. Nei luoghi chiusi il rischio di contrarre il Coronavirus è elevato. La variante Delta poi coinvolge di più i giovani che poi diventano vettori di questo virus». Green pass o no, la nuova ondata è partita: «Questo virus ci rimarrà in mezzo ai piedi per qualche anno. Temo che il Coronavirus diventerà endemico e che saranno necessari richiami vaccinali continui. Vedremo se saranno richiami universali o se saranno dedicati solo alle parti più fragili della popolazione».

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