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I numeri in chiaro, Pregliasco: «La terza dose è necessaria. Il Coronavirus durerà per anni»

L’età media dei ricoverati in ospedale è scesa a 49 anni. Secondo il virologo, stiamo andando verso un’epidemia a due velocità: una per i vaccinati, una per i non vaccinati
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Il numero dei decessi è ancora basso. Nelle ultime 24 ore sono 10 i casi di morte collegati al Coronavirus, anche se nella conta ufficiale risultano 18 per gli aggiustamenti di Lazio e Campania. Quello che invece è iniziato a salire in modo è il numero dei nuovi contagi e soprattutto il tasso di positività. Come spiega il virologo Fabrizio Pregliasco nella nostra rubrica i Numeri in Chiaro, questi dati potrebbero essere i primi accenni della quarta ondata: «Siamo in una situazione di continuo incremento nel numero di casi. Speriamo sia solo un colpo di coda ma potremmo essere all’inizio di una quarta ondata. Spero non pesante. C’è da dire però che il vaccino sta funzionando».

Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Iss, la media dei contagiati in Italia si ferma sui 27 anni mentre quella dei ricoverati in ospedale è di 49 anni. Un segnale che si sta sviluppando un’epidemia a due velocità: «Temo che l’età continuerà ad abbassarsi. E spero che l’adesione al vaccino dei più giovani permetta di riprendere l’anno scolastico in sicurezza. C’è da dire però che la maggior parte delle persone ricoverate in ospedale non sono vaccinate. Questo vuol dire che si sta sviluppando un’epidemia a due velocità: una per i vaccinati, e una per i non vaccinati».

Pregliasco è convinto poi che il Coronavirus non diventerà presto un ricordo ma piuttosto un protagonista con cui condividere i prossimi anni: «La terza dose sarà necessaria. Avremo fra i piedi questo virus ancora per qualche anno. Bisogna abituarsi a considerarlo come l’influenza stagionale. Il richiamo con la terza dose quindi si rivelerà necessario. Fra pochi mesi in Italia dovremo partire con la terza dose per gli immunodepressi e per chi si è vaccinato per primo: gli operatori sanitari».

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