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Coronavirus Roma - Cronaca

Il 10% del Pil bruciato dal virus Licenziati 88 mila dipendentii giorni del covid-19

Drammatici i dati Uil Eures. Colpita di più l’occupazione femminile …

È drammatico il bilancio che emerge dall’ultimo dossier Uil Eures sulle conseguenze economiche della pandemia nel Lazio. Le misure restrittive utili a contenere la diffusione del coronavirus hanno portato alla perdita del 10% del Pil. E se le esportazioni sono scese del 26,3% e il registro delle imprese conta il 37,6% di iscrizioni in meno, oltre 88 mila lavoratori sono stati licenziati. Il turismo è quasi del tutto scomparso, con buona pace di alberghi, ristorazione e commercio al dettaglio. Secondo Bankitalia le presenze negli hotel sono crollate del 77,1%, riducendo la spesa di 2,5 miliardi, l’occupazione del 51% e i prezzi delle camere del 22%. Da Federalberghi si apprende inoltre che in estate a Roma tre quarti delle strutture sono rimaste chiuse.

La maggior parte delle aziende hanno risposto alla crisi con lo smartworking, adottato da tre società su quattro. Dove non è stato possibile, si è fatto ricorso alle ore di cassa integrazione, cresciute di venti volte tra aprile e settembre (e di un altro 11,19% tra ottobre e novembre) e grazie alle quali sono state assorbite 230 mila unità di manodopera. A 300 mila autonomi, soprattutto artigiani, commercianti e professionisti, è andato il bonus da 600 euro. Il 4,5% delle famiglie ha percepito almeno una mensilità di reddito di cittadinanza dall’importo medio di 548 euro e 35 mila nuclei hanno beneficiato dei 530 euro di quello di emergenza. Nonostante ciò la Caritas ha segnalato che tra i suoi assistiti i nuovi poveri sono saliti al 45% e gli italiani hanno superato gli stranieri.

Non tutti però sono stati colpiti nello stesso modo. L’occupazione femminile ad esempio è scesa del 2,9% contro il 2,7% di quella maschile, peggiorando il gap di genere. «Le donne sono state le prime ad essere colpite dai vari lockdown – commenta il segretario generale della Uil Lazio Alberto Civica –. Una situazione disastrosa che se da un lato è giustificata dall’emergenza che stiamo vivendo, dall’altra vede penalizzate ancora una volta soprattutto le categorie più deboli, coloro che purtroppo non hanno contratti regolari o lavorano come stagionali». Un lavoratore su cinque rimasto disoccupato nel terzo trimestre risiede nel Lazio, metre il 39,3% ha smesso di cercare attivamente un impiego. Per questo le previsioni dell’istituto Svimez stimano una contrazione del reddito di 3,4 punti, a cui l’associazione Confcommercio collega la riduzione dei consumi dell’11,8%, circa 12,6 miliardi bruciati.

Alla Regione Lazio non sono rimasti a guardare. La prima risposta è stato il pronto cassa, un prestito a tasso zero da 10 mila euro da restituire in cinque anni: ne hanno usufruito 36 mila imprenditori. E poi aiuti a indigenti, trasporti e Terzo settore. «Misure rapide e complementari a quelle del governo, perché ciascuno deve fare la propria parte per far ripartire l’economia – così la presidente Commissione sviluppo Marietta Tidei –. A breve uscirà il bando Ristoro Lazio Irap: 51 milioni a fondo perduto per micro, piccole e medie attività che potranno ricevere un contributo massimo di 25 mila euro, pari alla rata dell’acconto originariamente dovuta entro il 30 novembre».

31 dicembre 2020 | 08:18

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Sorgente articoli: Vai

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