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Coronavirus Milano - Cronaca

Il palazzo-astronave di via Stresa che sconfigge i virus e lo smog

La Torre Milano di 80 metri di altezza, in costruzione, è dotata di sistemi spaziali per distruggere i batteri. «Reazioni fotochimiche, non passa neppure il Pm10» …

Un sistema di lampade a raggi ultravioletti capace di uccidere virus, batteri e agenti inquinanti direttamente nella propria casa. È l’idea di Torre Milano, il complesso residenziale di Opm (Impresa Rusconi e Storm.it) firmato dallo studio Beretta, che svetterà in via Stresa 22 nel quartiere della Maggiolina. Tutti i 105 appartamenti dell’edificio saranno dotati di un macchinario per la sanificazione a lampade ultraviolette che verrà installato nell’impianto di ventilazione. Questo sistema di sanificazione è conosciuto come tecnologia «Pco» (ossidazione fotocatalitica) che imita e riproduce quello che avviene in natura mediante la fotocatalisi.

È un processo che grazie all’azione combinata dei raggi ultravioletti del sole, dell’umidità nell’aria e di alcuni metalli nobili presenti in natura genera molecole di perossido di idrogeno, ovvero acqua ossigenata, che, anche in quantità minime, possiede un’efficacia molto elevata nella distruzione delle cariche virali e batteriche. Questa reazione fotochimica è in grado di distruggere la maggior parte dei virus, batteri e muffe, ma anche sostanze inquinanti e tossiche come il particolato ultra-fine, il tristemente noto Pm10, che spesso non viene bloccato dai comuni filtri per l’aria.

La tecnologia «Pco» viene usata negli ambienti destinati alle esplorazioni spaziali, dove la salubrità dell’aria è una delle prerogative principali e ha un’efficacia del 99,9 per cento. «Da quel che ci risulta, Torre Milano è il primo edificio in Italia per cui viene pensata una soluzione del genere — racconta Stefano Rusconi, consigliere delegato di Impresa Rusconi —. Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus abbiamo pensato a modi per migliorare le nostre abitazioni, sia per quanto riguarda la rifunzionalizzazione degli spazi sia per la salubrità degli ambienti». Da lì l’intuizione di utilizzare la tecnologia aereospaziale nelle case e di installarla nell’impianto di ventilazione che serve a garantire un ricambio d’aria in tutta la casa, dal bagno alla cucina. Il sistema di ventilazione controllata prende l’aria dall’esterno attraverso i filtri antismog, la tratta a livello di temperatura e umidità e la immette negli ambienti. «Dato che utilizzare solo aria da fuori non sarebbe sostenibile, abbiamo un piccolo ricircolo interno, che è quello che può diventare pericoloso per il contagio. Per questo abbiamo installato le lampade ultraviolette, così l’aria viene sterilizzata a ogni immissione e non c’è rischio», spiega Rusconi.

I residenti potranno scegliere se installare anche la modalità free cooling, una specie di pulizia speciale che si può attivare dopo la visita di parenti o amici. L’aria viene vaporizzata negli ambienti con una pressione maggiore in modo da andare a pulire anche le superfici, come durante una sanificazione. «Praticamente è come avere la potenza dei raggi del sole all’interno dei canali di ventilazione. L’ambiente sarà così pulito che si dovrebbe avere la sensazione di respirare aria di montagna, anche stando in centro città».

1 giugno 2020 | 18:44

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Sorgente articoli: Vai

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