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Il virus è sfuggito da un laboratorio? Cosa dice l’appello dei 18 ricercatori su Science

Polemiche e perplessità per una lettera pubblicata su Science sull’origine del virus, ecco perché non dice niente di nuovo
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C’è un’enorme differenza tra dire «il virus è sfuggito» e «il virus potrebbe essere sfuggito» da un laboratorio. Abbiamo assistito, da quando abbiamo scoperto l’esistenza del nuovo Coronavirus, a diverse teorie con le quali si pretendeva di dimostrare sia la sua creazione che la fuga incidentale da un laboratorio cinese, ma il problema è e rimane sempre lo stesso: l’assenza totale di prove a sostegno di una o dell’altra tesi. Oggi, venerdì 14 maggio 2021, 18 scienziati pubblicano una lettera di opinione sulla rivista Science per chiedere ulteriori sforzi per indagare le origini del Sars-Cov-2. Una richiesta lecita, che però e ovviamente non conferma alcunché.

Secondo quanto riportato nella lettera, le teorie sul «rilascio accidentale da un laboratorio» (attenzione, non si fa riferimento alla «creazione») e quella dello spillover zoonotico «rimangono entrambe valide». Qualcuno potrebbe tranquillamente dire che è la scoperta dell’acqua calda (la prima cosa non escluderebbe la seconda). Al momento l’origine naturale di SARS-CoV-2 è quella ritenuta più probabile, come emerge dal noto studio di Nature basato sui dati genetici.

Il 2 aprile 2021 avevamo discusso del report dell’Oms, quello relativo alla missione degli ispettori dell’Organizzazione a Wuhan per accertare eventuali responsabilità della Cina nell’emergere del nuovo coronavirus. Gli esperti ritennero che era «molto probabile» il salto animale del virus all’uomo, mentre come «estremamente improbabile» (e all’ultimo posto della speciale classifica delle possibilità) una fuga da un laboratorio. Queste valutazioni vengono citate anche nella lettera pubblicata su Science, così come vengono citate le parole del direttore generale dell’Oms Tedros in merito alla necessità di ulteriori dati e studi per avere conclusioni più solide per confermare o smentire del tutto la fuga accidentale da un laboratorio.

C’è da dire che Tedros, nel suo intervento del 30 marzo 2021, non rafforza affatto la teoria così come allo stesso tempo conferma la necessità di ulteriori studi per identificare il ruolo degli animali selvatici e di quelli allevati che venivano poi venduti nel famoso mercato ittico di Wuhan. Sull’origine del virus, Tedros non chiude affatto le indagini su entrambe le probabilità: «Let me say clearly that as far as WHO is concerned all hypotheses remain on the table». Il report, come afferma lo stesso Tedros, è solo l’inizio e non la fine di un percorso.

La lettera dei 18 ricercatori, viste le parole di Tedros, risulterebbe alquanto scontata nella risposta visto che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità non ha chiuso affatto le indagini, i principi formulati non vengono contraddetti e si continua a svolgere un processo di tipo scientifico basati sui fatti e non sulle opinioni, che vengono fatte passare come fatti dagli amanti delle teorie del complotto per affermare certezze del tutto prive di fondamento. Viene fatta una richiesta, da parte dei 18 firmatari, riguardo alla trasparenza dei dati e a indagini che siano ritenute il più possibili indipendenti e prive di conflitto di interesse. Lo stesso metodo che viene richiesto, ad esempio, sul vaccino Sputnik V per il quale assistiamo a molta propaganda e alla mancanza di dati che in certi casi siamo costretti a “farci in casa”.

Che la Cina abbia le sue colpe sulla pandemia non ci sono dubbi. Lo avevamo raccontato a Open fin da gennaio 2020 quando riportammo la vicenda dell’arresto di 8 persone accusate di diffondere notizie false su un virus, quello che poi verrà chiamato Sars-Cov-2. Tra queste persone c’era anche il «medico eroe» Li Wenliang, morto per Covid19 il 7 febbraio 2021. Gli autori della lettera citano, infatti, persone del calibro di Li Wenliang per sostenere, anche emotivamente, la necessità di ulteriori indagini. Queste ultime, di fatto, non risultano essere state mai negate quanto supportate dallo stesso Oms.

Non si comprende, dunque, a chi sarebbe rivolta la lettera. All’Oms? Evidentemente no. Alla comunità scientifica? Fino a prova contraria, su questo fronte non manca sicuramente lo stimolo alla ricerca. Il contenuto del testo pubblicato su Science può essere ritenuto in qualche modo equilibrato, rafforzando di fatto l’origine animale ed escludendo quella genetica in laboratorio, ma è su quest’ultimo punto che ci porta a fare un ragionamento su alcuni dei firmatari.

Due dei firmatari, infatti, risultano aver pubblicato in passato alcune teorie su una presunta origine genetica in laboratorio del Sars-Cov-2: parliamo della Dottoressa Alina Chan, una biologa molecolare che aveva citato il fantomatico Yan Report sponsorizzato da Steve Bannon, e del Dottor Ralph Baric dell’Università del North Carolina. Dal tenore della lettera, e dalla mancanza nella stessa della nota teoria tanto amata dai complottisti, potrebbero aver cambiato idea o, nella peggiore delle ipotesi, nutrono speranze che da ulteriori indagini si scopra qualcosa che viene già smentita da tempo dai genetisti.

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