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Dall’epica del Liverpool e di Italia-Brasile del 1982 alle microstorie di Galeano e Garanzini. Ma per chi vuole imparare, anche una storia della tattica e uno studio sui numeri del pallone …

2 aprile 2020 – 07:23

Dall’epica del Liverpool e di Italia-Brasile del 1982 alle microstorie di Galeano e Garanzini. Ma per chi vuole imparare, anche una storia della tattica e uno studio sui numeri del pallone

di Tommaso Pellizzari

Non si può non cominciare dalla squadra dell’anno, inteso come ultimi 12 mesi: nei quali il Liverpool ha vinto Champions League, Supercoppa europea, Mondiale per club e ha dominato il campionato inglese. In 29 partite, i Reds di Klopp hanno conquistato 82 punti (cioè ne hanno vinte 27, pareggiata e persa una), che significano 25 di vantaggio sul City, secondo classificato anche se con una gara da recuperare. Oppure, quei 25 punti di vantaggio, significano che al Liverpool ne basterebbero 6 per la certezza matematica del titolo che manca da 30 anni: un’eventuale cancellazione del campionato, senza assegnazione della vittoria, sarebbe una delle decisioni più scandalose della storia dello sport. Che, certo, non cancellerebbe dalla memoria lo spettacolo offerto negli ultimi tempi dai ragazzi di Klopp. Una figura, quella dell’allenatore tedesco, che ad Anfield e dintorni è l’unica comparabile a quella del leggendario Bill Shankly, l’allenatore che tra il 1959 e il 1974 ha portato il Liverpool dalla Seconda divisione alla permanenza stabile tra i più grandi club del mondo. E questo non solo grazie alla sua bravura, ma anche all’empatia con la città e alla totale identificazione con la sua essenza operaia, di cui il suo calcio era la versione sportiva. Tutto questo (e molto di più) racconta «Red or Dead» di David Peace del 2013, pubblicato un anno dopo in Italia dal Saggiatore. Un racconto non facile, visto lo stile basato sulla ripetizione fino all’ossessività che caratterizza le 644 pagine del romanzo. Ma ne vale la pena: soprattutto per le 200 finali, ma anche per capire e amare fino in fondo l’unicità di (e del) Liverpool. Jürgen Klopp compreso.

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