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Coronavirus Cronache

«Io, medico ricoverata per  il virus e minacciata dai negazionisti»

Veneta, ha 27 anni (e un passato a Miss Italia): «Sono stata molto male e ho avuto bisogno dell’ossigeno, ma quando ho scritto su Facebook che anche noi giovani dobbiamo stare attenti si è scatenata l’aggressione. Sono molto amareggiata». …

Amareggiata. Adele Di Costanzo ha 27 anni, è una giovane dottoressa di Conegliano che vive e lavora a Vicenza. Non si aspettava che un semplice post sui social per invitare i suoi coetanei a non sottovalutare il covid potesse scatenare una reazione aggressiva nei suoi confronti. «Sono molto amareggiata». Non è un buon periodo per i medici. Nella prima ondata della pandemia erano considerati eroi. Negli ultimi mesi il sentimento è cambiato. Il giudizio si è capovolto. Almeno in quei gruppi (negazionisti) che li accusa di nascondere la verità e di praticare forme di «terrorismo sanitario». D’altro canto di recente sono finiti pesantemente nel mirino di un cittadino come Donald Trump che ha sentenziato: «Fanno più soldi se qualcuno muore di Covid».

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«Più rispetto»

La dottoressa Di Costanzo è risultata positiva il 19 ottobre. Forte mal di testa, febbre schizzata a quaranta in poche ore. Il giorno dopo è finita in ospedale: «Sono stata molto male, ho avuto bisogno dell’ossigeno per respirare». La sua storia l’ha postata due settimane dopo. Racconta di averne sentito il bisogno quando ha visto su Instagram foto di feste di halloween in gran parte illegali con una massiccia presenza di giovani senza mascherine e distanziamento sociale. Le notizie di atti vandalici in molte piazze italiane contro il lockdown, riportate dai media nazionali, l’hanno convinta a passare all’atto. «Sono una persona che fa della pratica della vita sana una filosofia vita: mangiare bene e con equilibrio, praticare attività sportiva. Prima del 19 ottobre stavo benissimo. La mia carta d’identità dice che ho 27 anni. Ho cercato di ricordare e spiegare nel mio post che il virus non colpisce solo gli anziani, non fa danni solo in certe fasce della popolazione. Ho avuto bisogno di ossigeno, sono da due settimane chiusa in casa. Che cosa ho scritto? Che occorre avere più educazione e rispetto per il prossimo».

«Non sei neanche medico»

Il messaggio ha scatenato la reazione. La dottoressa è stata presa di mira. Offese, ironie. «Mi hanno attaccato i negazionisti, quelli che dicono che son tutte bugie, che il virus è stato creato ad arte. Hanno pure messo in dubbio che io sia una dottoressa data l’età, insomma mi hanno fatto passare per una bugiarda, una che si vuole mettere in mostra. Hanno scritto che era impossibile che stessi male per un mio selfie in ospedale. La maggior si è scagliata contro di me solo perché sono un medico. L’accusa più pesante è che noi non salviamo persone, le roviniamo». Lo ripete ancora una volta: «Sono amareggiata». Manca la fiducia.

Di Costanzo a sinistra al lavoro e a destra in ospedale dopo aver superato i momenti più difficiliDi Costanzo a sinistra al lavoro e a destra in ospedale dopo aver superato i momenti più difficili

Fotomodella per pagarsi gli studi

Di Costanzo lavora nelle Usca (Unità speciali contatti assistenziali), cura pazienti colpiti dal virus a domicilio o nelle case di cura. Ha visto molti malati, anche una bimba di due anni. A differenza di molti suoi coetanei che nonostante la maggiore età vive in casa con i genitori, lei abita da sola. Ha sempre cercato l’indipendenza economica. Per mantenersi, a 18 anni lavorava come fotomodella ed ha partecipato ad una pre-finale di Miss Italia a Jesolo. «Ero una ragazzina — sorride — mi sembra un’era così lontana». Come dottoressa si è fatta questa idea dei negazionisti: «Durante la prima fase c’era il terrore nella popolazione alimentato da qualcosa che non si conosceva. La paura poi si è trasformata in una sorta di noia, soprattutto nei più giovani. Ha prevalso la difficoltà di adattarsi alla drammatica situazione della pandemia. Credo sia scattato un sentimento di autodifesa che ha portato alla negazione. Il lockdown si sarebbe potuto evitare se si fossero rispettate le regole». La dottoressa è ancor positiva. Attende l’esito del tampone. «Vorrei ritornare a lavorare. Mi amareggia solo la crescente mancanza di fiducia nei medici».

5 novembre 2020 (modifica il 5 novembre 2020 | 18:57)

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