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La mappa (variegata) dell’obbligo di mascherina: a Bologna nel weekend, a Foggia solo davanti a scuola Le regole da città a città

Il timore di nuovi contagi spinge gli amministratori ad alzare la guardia. Ma ci si muove in ordine sparso. L’ultima è Bologna con l’obbligo nei week end e in centro storico …

In Sicilia

Da oggi in Sicilia, e almeno fino al 30 ottobre, l’uso delle mascherine è obbligatorio quando si è tra estranei, registrazione e tamponi rapidi per chi proviene dall’estero, controlli periodici sul personale sanitario e sui soggetti cosiddetti fragili, oltre ai divieti di assembramento. Questo prevede l’ultima ordinanza del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, per limitare il contagio del Coronavirus nell’Isola. Il provvedimento in vigore si è reso necessaria visto il costante aumento del numero dei casi di Covid-19. L’uso della mascherina è obbligatorio per tutti i cittadini al di sopra dei 6 anni; per questo occorre tenere sempre la mascherina nella propria disponibilità, quando si è fuori casa. Nei luoghi aperti al pubblico la mascherina deve essere indossata se si è nel contesto di presenze di più soggetti. Si è dispensati solo quando ci si trova tra congiunti o conviventi. Sono esclusi dall’obbligo di utilizzo in modo continuativo coloro che svolgono attività motoria intensa, a condizione che il distanziamento interpersonale possa essere mantenuto, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività.

In Calabria e Campania

In Calabria è obbligatorio indossare le mascherine quando si è all’aperto. E lo stesso vale per la Campania dove il governatore Vincenzo De Luca ha anche firmato un’ordinanza, la numero 75, per applicare un giro di vite alla movida: « È stabilito che «lo svolgimento di feste e di ricevimenti è consentito esclusivamente nel rispetto del limite massimo di 20 partecipanti per ciascun evento». Per tutti gli esercizi commerciali (compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati), dalle 22 è fatto divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, «di qualsiasi gradazione, nonché di tenere in funzione distributori automatici. Resta consentita la somministrazione al banco, nel rispetto del distanziamento obbligatorio, nonché ai tavoli, purché nel rispetto dei Protocolli vigenti. Agli esercizi che non possano garantire dette misure è fatto obbligo di chiusura alle 22». Dalle 22 alle 6 del mattino successivo è fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, comprese le ville e i parchi comunali, nonché nelle aree prospicienti bar ed altri locali pubblici. Restano sospese sagre e fiere e, in generale, «ogni attività o evento il cui svolgimento o fruizione non si svolga in forma statica e con postazioni fisse». In Lombardia resta fino al 15 ottobre l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto quando non è garantito il distanziamento sociale.

Nelle città

Poi c’è il campionario delle ordinanze nelle singole città. E come sempre nel nostro Paese ai sindaci non è mancata la fantasia. A Foggia, per esempio, l’obbligo delle mascherine vale «solo» davanti agli edifici scolastici. È stata anche disposta la chiusura dei centri commerciali la domenica e nei giorni festivi. A Genova, invece, l’obbligo da una settimana riguarda tutte le vie del centro storico per l’intera giornata. A La Spezia, dove si è verificato un focolaio pericoloso, da metà settembre non si può fare a meno del dispositivo di sicurezza in tutta la provincia. Il Comune di Latina ha imposto l’obbligatorietà della mascherina h24 sia nei luoghi chiusi sia all’esterno, senza alcune distinzione, fino al 15 ottobre, pena una sanzione di 100 euro.

30 settembre 2020 (modifica il 30 settembre 2020 | 12:51)

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