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La mia mascherina FFP2 è a norma di legge? Per essere sicuri c’è uno strumento online dell’Ue

In pochi clic è possibile scoprire se il marchio CE stampato sul proprio dispositivo è truffaldino o meno. Tuttavia, questo sistema di certificazione ha dimostrato gravi lacune …

Il caso delle note U-Mask, ritirate dal mercato poiché il ministero della Salute ha citato «potenziali rischi per la salute» e ha definito poco rigoroso il processo di certificazione, ha fatto sorgere un dubbio a tutti i possessori di mascherine FFP2: «E se anche la mia non fosse sicura?». Domanda legittima, ma fortunatamente un tool online dell’Unione Europea può aiutare a chiarirsi le idee: raggiungibile a questo link, permette infatti di scoprire se il produttore ha completato il necessario iter di certificazione CE.

Il procedimento

Verificare le informazioni del caso è questione di pochi clic: basta inserire il numero a quattro cifre stampato sulla propria mascherina, accanto al marchio CE, all’interno della casella «Keyword On Notified body number». Dopodiché apparirà il nome dell’ente che ha rilasciato la certificazione (in caso contrario, procedere pure a cestinare già il dispositivo truffaldino). Poi, una volta cliccato sul nome indicato, occorre assicurarsi che nella scheda «Legislations» compaia la dicitura relativa al «Personal protective equipment». Infine l’ultimo step: controllare che nel corrispondente file Html o Pdf sia riportata la voce «Equipment providing respiratory system protection». Ciò garantirà che il materiale che si ha tra le mani è stato validato da un’agenzia autorizzata da Bruxelles a rilasciare certificazioni per dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Nell’immagine un esempio del percorso da seguire (in questo caso inserendo il numero 0598).

La mia mascherina FFP2 è a norma di legge? Per essere sicuri c’è uno strumento online dell’Ue

Ma i dubbi rimangono

Trovare la propria mascherina all’interno del database è definitivo indice di sicurezza ed efficacia? Purtroppo no: U-Mask, che dispone del marchio CE, lo ha dimostrato chiaramente. E a confermarlo ci ha poi pensato un test choc condotto da una società altoatesina su una lunga serie di altri modelli. E potrebbe non essere finita qui. È infatti cronaca delle ultime ore l’avvio di un’indagine dell’Antifrode Ue sulla società turca Universalcert, sospettata di fornire certificati CE2163 anche a prodotti non a norma. Stando così le cose, difficile dare torto a Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici italiani, che al Corriere ha dichiarato: «L’epidemia ha mostrato tutti i limiti del marchio CE», auspicando poi la creazione di enti equivalenti all’Ema in Europa e all’Aifa in Italia che certifichino quanto dichiarato dal produttore, come succede con vaccini e farmaci. Ma al momento non c’è alternativa: il massimo che si può fare è, per l’appunto, sincerarsi che la marcatura CE presente sulla propria mascherina non sia fasulla. Non è comunque cosa da poco.

5 marzo 2021 (modifica il 5 marzo 2021 | 08:57)

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