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Coronavirus Roma - Cronaca

L’allarme di Vaia:«Scuole e bussono incubatoridel coronavirus»

«Spero che siano stati fatti gli investimenti necessari» …

«Si inizia a vedere una luce alla fine del tunnel, ma se durante le feste di Natale non saremo rigorosi e se dopo il 7 gennaio le cose non cambieranno, trasporti e scuole rischiano di diventare incubatori del contagio da Covid-19». È l’allarme lanciato da Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto di malattie infettive Spallanzani.

Direttore Vaia, quindi il Covid ha i mesi contati?
«Non proprio, anche se dati e parametri migliorano. Ma si intravede la certezza, di cui siamo sempre stati convinti, che il virus verrà sconfitto, grazie a terapie innovative, come le monoclonali (in vivo o sintetiche) e vaccini».

Quindi prima di allora continuerà a dipendere dai comportamenti individuali?
«Quella contro il coronavirus non può essere una battaglia esclusiva della sanità. Bisogna continuare a comportarsi nel modo giusto altrimenti gli errori di pochi rischiano di cancellare i sacrifici di tanti. Se a Natale staremo solo “con i tuoi”, cioé i familiari più stretti, forse a Pasqua e in estate si potrà stare “con chi vuoi”».

Manca poco alla riapertura delle lezioni in presenza per liceali e universitari…
«Dei problemi derivanti dai due settori critici, ovvero scuola e trasporti, se ne parla da maggio. Mi auguro che se il 7 gennaio riapriranno le scuole, i ragazzi avranno ascoltato i nostri appelli e che siano stati fatti i giusti investimenti».

E se così non fosse?
«Ritorneremo in una situazione di rischio elevato. Da quanto so, però diverse regioni si sono adeguate».

Cosa si può fare da un punto di vista strettamente sanitario?
«La scuola deve rientrare in un percorso virtuoso di medicina territoriale. Andrebbe ripristinata la figura del medico scolastico. Io, all’inizio della carriera a Napoli, l’ho fatto. La pandemia ci ha dimostrato che è necessario, anche per avvicinare i ragazzi alla prevenzione e ai corretti stili di vita».

Quali altri insegnamenti ci ha lasciato la pandemia?
«Che occorre ripensare ritmi e famiglie, che bisogna umanizzare la società e frazionare gli accessi a uffici e scuole, anche alternando lo smart working al lavoro in presenza. Specie a favore delle donne».

Quale eredità lascia invece il coronavirus?
«Due tipi di depressione: quella economica e quella individuale. Per uscirne serve riscoprire nuove dinamiche della socialità e degli affetti».

Manca poco all’arrivo del tanto agognato vaccino.
«Già, ci saranno delle priorità: personale sanitario, anziani e disabili. Servirà una forte sinergia tra aziende farmaceutiche e Stati per raggiungere la popolazione mondiale e perché il vaccino sia a disposizione di tutti».

Ma non tutti si vaccineranno: c’è chi ha paura.
«Qualunque farmaco può dare reazioni avverse, anche un antibiotico. Per questo va scelto il più adatto. E per questo è un bene che ci siano diversi vaccini candidati. E sempre per questo, le agenzie del farmaco stanno esaminando con il massimo rigore i risultati delle sperimentazioni. In Europa l’Ema deciderà il 29 dicembre. Ma il rischio vero è un altro: che a causa di interventi improvvidi che hanno istillato il dubbio, la gente possa metterne in discussione la validità. Tante malattie, questo non bisogna dimenticarlo, sono scomparse solo grazie alla politica vaccinale della sanità pubblica».

I no vax però esistono a prescindere dal Covid.
«Il cittadino deve essere libero di scegliere. Io sono contrario all’obbligo vaccinale. Ma ognuno ha il diritto anche di essere informato con la massima trasparenza dei dati reali emersi al riguardo. Che in fase di sperimentazione ci siano state reazioni avverse è “un bene” perché così sono state possibili sospensioni che hanno aiutato a migliorare. E poi deve essere allontanato il sospetto che dietro il vaccino ci sia un interesse politico».

In questa fase l’interesse è ben altro.
«È quello della salute pubblica. L’obiettivo che bisogna porsi è di arrivare a un’immunità di gregge che contempli una percentuale di vaccinati superiore al 70%».

14 dicembre 2020 | 07:08

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Sorgente articoli: Vai

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