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Le mascherine di Mina Greco alle sfilate di Dior:  e ora i modelli per Capodanno

La sarta ha realizzato le protezioni per la casa di moda che stava preparando la sfilata in Piazza Duomo. Ora prepara la collezione natalizia …

La sua casa-negozio si trova proprio a ridosso dell’ingresso in quella bomboniera barocca che è Piazza Duomo a Lecce. In questi giorni questa meraviglia artistica del Salento e dell’Italia tutta è praticamente vuota. Ma lei, Mina Greco, quasi non se ne accorge, intenta com’è a realizzare decine, centinaia di mascherine, che cuce con la sua macchina in una piccola stanza atelier nella quale è praticamente fissa dalla fine dell’inverno scorso, quando scoppiò la pandemia. Da allora questa stilista leccese non si è mai mossa dalla propria postazione, realizzando migliaia di queste protezioni in tessuto e seta che sono piaciute anche a Dior che le ha utilizzate in occasione delle settimane di preparazione e durante la sfilata tenutasi in diretta mondiale proprio nell’attigua Piazza Duomo. Mina è perfettamente consapevole del ruolo sociale oltre che estetico della propria professione-missione. Lo ha scritto chiaramente nel lenzuolo in cui è disegnato anche un arcobaleno posto sul tavolo dove lavora. Le mascherine, invece, sono appese a centinaia intorno alla stanza, anzi stanno come sospese in attese della bocca che andranno a proteggere.

I modelli sono tantissimi, da quelli per bambini coi pupazzi animati, alle mascherine che recano impresse le note musicali, dalle tipologie più eleganti a quelle sportive, da quelle un po’ animalier per signore sempre giovani, alle versioni più sobrie e timide. «Cerco di accontentare tutti – dice Mina Greco – da mesi non mi fermo, ma mi fa piacere questa alacrità, significa che sto facendo qualcosa di utile. Sono, infatti, tutte fatte di materiali che consentono di respirare bene e al tempo stesso di proteggere le persone, anche quelle più anziane ed esposte ai pericoli di contagio. A Dior sono piaciute moltissimo e questo mi ha dato tanta fiducia dopo lo scoramento dovuto al fatto che la produzione di costumi da bagno in questa stagione non era andata bene come in passato. Cambiare il proprio stile di lavoro in così poco tempo quando serve per aiutare dà un grosso stimolo». La strada è vuota, i turisti non ci sono e nemmeno verranno durante le festività quando il centro storico di Lecce solitamente si riempie di persone, ma qui, in questa stanza bottega, il Natale è già arrivato. «Sto cucendo le mascherine per le prossime settimane, con motivi ovviamente natalizi, così chi ci vedrà, potrà almeno trarre ispirazione per un pensiero positivo, un sorriso. Ho scelto temi che danno gioia e mi auguro che piacciono. Ci sono anche mascherine adatte per il cenone in famiglia. Non usciremo ma potremo comunque essere eleganti nella ristretta cerchia di persone con le quali trascorreremo queste feste così diverse dalle solite». Poi Mina Greco abbassa la testa e riprende a cucire tra migliaia di mascherine.

5 dicembre 2020 (modifica il 5 dicembre 2020 | 18:23)

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