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Le mascherine funzionano anche contro  le sindromi influenzali: sono 4 volte meno

Il rapporto della rete di sorveglianza epidemiologica dell’ISS dimostra come le misure contro il coronavirus siano efficaci contro le malattie respiratorie. Casi di pura influenza azzerati e sindromi simil-influenzali dovunque sotto la soglia base …

Influenza casi azzerati

Nella settimana 53° del 2020, in Italia sono stati analizzati 100 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet e, su un totale di 1.258 campioni analizzati dall’inizio della sorveglianza, e nessuno è risultato positivo al virus influenzale. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 9 sono risultati positivi al SARS-CoV-2 (170 dall’inizio della sorveglianza). Il dato potrebbe essere sottostimato (ma non in maniera radicale) per un motivo: causa emergenza Covid-19, le P.A di Bolzano, di Trento e Sardegna, Campania e Calabria non hanno ancora attivato la sorveglianza. E, come sottolinea il rapporto, l’incidenza osservata in alcune Regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i rapporti. Il dato è comunque impressionante, perché dall’inizio della stagione, nessun virus influenzale è stato finora segnalato in Italia, come si vede nella tabella sotto.

(InfluNet-ISS)

(InfluNet-ISS)

(InfluNet-ISS)

Le sindromi simil-influenzali sotto soglia base

Anche le sindromi simil-influenzali, che solitamente ogni autunno-inverno ci lasciano a letto, sono in netto calo: nella 53° settimana del 2020, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali si mantiene stabilmente sotto la soglia base con un valore pari a 1,4 casi per mille assistiti. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana il livello di incidenza era pari a 4,9 casi per mille assistiti. In tutte le Regioni italiane che hanno attivato la sorveglianza il livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali è sotto la soglia basale. Lo si vede nel grafico sotto, dove la linea continua scura sono i casi simil-influenzali di questa stagione e la linea tratteggiata nera segna i casi della passata stagione. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 2,91 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 0,98 nella fascia 15-64 anni a 1,36 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 1,10 casi per mille assistiti. Nella cinquantatreesima settimana del 2020 i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono circa 85.000, per un totale di circa 1.313.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza, secondo le previsioni autunnali si attendevano 6-8 milioni di casi.

(InfluNet-ISS)

(InfluNet-ISS)

(InfluNet-ISS)

Il resto del mondo

Anche nel resto del mondo la situazione è simile: «Globalmente, nonostante il continuo ed esteso monitoraggio, la circolazione dei virus influenzali si mantiene a livelli molto inferiori rispetto alla media stagionale. Nelle zone temperate dell’emisfero Nord, la circolazione virale rimane al di sotto dei livelli inter-stagionali, con poche sporadiche identificazioni di virus di tipo A e B in alcuni Paesi», si legge nel documento ISS.
Secondo quanto riportato nell’ultimo report del WHO (4 gennaio 2021) e relativo ad oltre 188.383 campioni analizzati dalla rete mondiale del WHO-GISRS nel periodo compreso tra il 7 e il 20 dicembre 2020, solo 379 campioni sono risultati positivi all’influenza. Di questi, 141 (37,2%) appartenevano al tipo A e 238 (62,8%) al tipo B. In Europa dall’inizio della stagione, 407 campioni clinici, su un totale di 185.251 campioni raccolti da fonti non-sentinella (ospedali, scuole, strutture di assistenza primaria non incluse nella sorveglianza sentinella etc.), sono risultati positivi all’influenza. Per quanto riguarda la sorveglianza sentinella, 619 campioni clinici sono stati raccolti durante la 53a settimana e, tra questi, nessuno è risultato positivo all’influenza.

L’efficacia delle misure

Come mai? Questa dovrebbe essere la più chiara dimostrazione che il distanziamento, l’igiene delle mani e le mascherine servono a ridurre le malattie a trasmissione respiratoria: in maniera molto netta per influenza e sindromi simili, meno nel caso del Covid-19, dato che è più contagioso. La minore circolazione dovuta ai lockdown ha fatto il resto, come è successo nell’emisfero australe.

11 gennaio 2021 (modifica il 11 gennaio 2021 | 07:12)

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Sorgente articoli: Vai

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