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Coronavirus Milano - Cronaca

Le notti senza regole né mascherine«Fase delicata, i giovani capiscano»

Folla e risse nelle zone della movida. «Dimenticano» le precauzioni in metrò: multe per 2.800 euro …

Una foto già vista. Un fiume di gente. Camicia aperta, drink in mano, sigaretta in bocca, mascherina sul collo, per non dire sul braccio o al riparo dentro la pochette. Anche a concedere il beneficio dell’effetto ottico, nessuno bada alle distanze. La movida si riprende la città nel primo sabato sera di settembre. Se la prende tutta, dai Navigli a corso Como. Dalle Colonne all’Arco della Pace. Complice il clima, i racconti in sospeso delle vacanze e quel senso di immortalità che accomuna i giovani al terzo gin tonic, riecco scene che preoccupavano a maggio quando si usciva tutti insieme appassionatamente in punta di piedi dal periodo di lockdown, ma fanno riflettere anche oggi che si fa il possibile per non ricadere nella bolla. Una serata che si chiude con i controlli straordinari di polizia, che tra le varie cose, portano a dieci multe per mancato uso della mascherina. «Non capiscono che stiamo vivendo la fase più delicata: capisco la voglia di ragazzi che sono stati rinchiusi per tante settimane. Capisco che sia stata un’estate anomala. Ma a maggior ragione devono capire quanto ora sia importante stare ancorati alle tre regole» sbotta l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, sfogliando le immagini di un’altra nottata fuori luogo. Che poi quelle regoline magiche perché necessarie sono sempre le stesse: distanziamento, mascherine e igienizzazione delle mani.

Piccolo passo indietro. L’ultima settimana racconta di un contagio che come nel resto d’Europa batte altre colpi. A Milano e provincia il numero di contagiati sale. Si muove dopo settimane tranquille anche il dato dei ricoveri. Numeri ancora minimi se rapportati al passato, ma che spingono la direzione generale Welfare a allertare gli ospedali sull’eventuale road map per la riapertura di letti di terapia intensiva. «Serve intelligenza, per non allinearsi ai numeri più allarmanti di Spagna e Francia — continua Gallera —. Il rapporto tra ricoveri e positivi di giornata deve restare su questi standard, non possiamo permetterci che salga perché in questa fase le priorità che dobbiamo affrontare sono altre». È il pensiero diffuso che gira al Pirellone ai piani alti della task force Covid. Il Paese esce dal periodo un po’ libertino delle vacanze. Quando nei numeri calerà l’impatto dei viaggiatori di rientro, a influire sui dati potrebbero essere le riaperture di scuole e uffici. E di conseguenza il probabile traffico a bordo dei mezzi pubblici. Un rischio calcolato. Quindi, non si può scherzare con altri fuochi. Nessuno per ora pensa a contromisure, del genere coprifuochi o chiusure dei locali. Ma è evidente che l’attenzione su questo fronte sarà maggiore, per non ripetere errori già fatti in passato. «I giovani vanno educati ai comportamenti e non terrorizzati — aggiunge Andrea Gori, primario di Infettivologia al Policlinico —. Non vanno demonizzati: hanno dimostrato durante il lockdown di saper rispettare le regole. Ora non si tratta di chiudere o rinunciare al divertimento, la vita deve continuare. Ma si deve fare quel piccolo sforzo nel rispetto delle poche regole imposte». La sensazione è che la lezione della Sardegna non sia servita. «Quest’estate ci sono stato e mi ha fatto riflettere vedere gli stessi ragazzi che a Milano erano diventati attenti ai comportamenti, lasciarsi andare. Però l’estate è finita e quello deve restare un episodio» spiega Gori.

In teoria lo sanno anche i giovani, che però finiscono col sottostimare i rischi. Anche i dati del bollettino di ieri del Pirellone, confermano la tendenza degli ultimi giorni. Crescono i positivi di giornata, 198: meno degli ultimi giorni ma con un calo dei tamponi. La proporzione resta la stessa, intorno all’1,6 per cento. Crescono di due unità i ricoveri in terapia intensiva (25) e di 3 gli altri ospedalizzati (248). Tre i morti. Ma è sul dato provinciale che si concentrano le attenzioni. A Milano città i positivi di giornata sono 51. Ma se non è ancora conclusa la coda dei contagi ferragostani, è anche presto per capire l’impatto della ritrovata febbre del sabato sera.

7 settembre 2020 | 07:29

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Sorgente articoli: Vai

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