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Coronavirus Cronache

Le squadre di «investigatori» per tracciare il percorso del virus: ogni infetto ne colpisce sei

Le segnalazioni arrivano ai dipartimenti di prevenzione Asl, poi scattano le «indagini» per ricostruire luoghi e persone incontrate dal contagiato …

C’è un vero e proprio lavoro investigativo dietro il contact tracing, «il tracciamento dei contatti», una delle chiavi per contenere l’epidemia Covid 19. Sistema che da sempre è stato utilizzato nelle pestilenze, la cui importanza viene sottolineata nei rapporti settimanali della Cabina di regia del ministero della Salute. Le squadre anti-focolai fanno base nei dipartimenti di igiene e prevenzione delle Asl, sguinzagliate non appena arriva la notifica di un nuovo caso.

3 diagnosi su 10

Ogni Regione è organizzata in modo autonomo ma i segreti del successo non mutano: rapidità di intervento e abilità di risalire ai «sospetti» attraverso l’interrogatorio del contagiato sono le chiavi del successo. Il 31,5% delle diagnosi con tampone avvengono grazie a questa attività, riporta l’ultimo bilancio dell’Istituto Superiore Sanità «In media troviamo 6 contatti positivi per ogni infettato, ma le persone testate sono molte di più specie se il caso di partenza è un giovane, dalla vita sociale intensa», dice Kyriakoula Petropulacos, direttore della sanità in Emilia Romagna e componente del comitato tecnico scientifico nazionale, Cts. Si comincia con l’identificazione dei contatti più vicini, i familiari, allargandola ai più lontani nel tempo fino a risalire ai 14 giorni precedenti la diagnosi di positività.

Lista di sospetti

La ricerca avviene per telefono. L’operatore butta giù con l’aiuto dell’interessato una lista di contatti stretti (vale a dire persone che si sono trovate vicine al contagiato per almeno un quarto d’ora a una distanza inferiore a un metro). In genere i cittadini collaborano. Racconta Antonio Miglietta responsabile servizio epidemiologico e prevenzione malattie infettive Asl Rm 2, Roma, il tecnico che si è occupato della catena di contagi in un palazzo occupato a Roma, quartiere Garbatella: «Sul momento, quando li chiamiamo, vengono presi dal panico. Poi i ricordi di incontri e luoghi frequentati nelle ultime due settimane riemergono, se possibile ci vengono forniti i i numeri di cellulare.

La App Immuni

La ricostruzione viene agevolata dalle nostre domande. A volte può essere utile chiedere di andare a ritrovare biglietti di treno, aereo e autobus». Se l’ambiente del contatto è un ristorante, si valuta la posizione dei tavoli e dove erano seduti i clienti. Ecco perché è importante che il gestore tenga la lista delle prenotazioni. Al tracciamento manuale si aggiunge quello informatico legato all’app Immuni il cui bilancio è deludente. Solo 5 milioni di italiani hanno effettuato il download. Dal 13 al 20 agosto 3 positivi hanno scoperto di esserlo grazie all’alert dell’applicazione.

30 agosto 2020 (modifica il 31 agosto 2020 | 07:38)

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Sorgente articoli: Vai

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