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Coronavirus Milano - Cronaca

«Metta la mascherina nel rifugio»: l’escursionista si ribella e aggredisce i gestori

Alpe di Colonno, la reazione folle di un cliente che ha picchiato con i bastoni da trekking la titolare e il figlio, rompendo loro le dita. Su Facebook una foto dell’uomo e della donna che lo accompagnava: «Identificateli» …

«Era una furia, aveva quattro bastoni da trekking, due in ogni mano e ha iniziato a colpirci violentemente. Non ce lo aspettavamo, ci ha spiazzati. Io e mio figlio abbiamo fratture e microfratture alle dita. È assurdo, gli avevo solo chiesto gentilmente di indossare la mascherina per entrare nel rifugio». Susanna Marelli è appena uscita dalla caserma dei carabinieri di Lenno. Con il compagno e il figlio ha denunciato l’aggressione subita domenica all’Alpe di Colonno, rifugio gestito dalla sua famiglia. Un attacco violento di un cliente. Una reazione folle di un escursionista che si era presentato senza mascherina e al quale Susanna «garbatamente e con la massima calma» aveva chiesto di coprirsi la bocca e il naso prima di entrare nella baita. «Al rifugio si sono presentati due escursionisti, un uomo e una donna — ricorda Susanna —. Arrivavano da un sentiero. La signora aveva la mascherina, l’uomo no. Gentilmente, gli ho chiesto di indossare il dispositivo di protezione, come previsto dalle norme e come indicato dai cartelli che abbiamo affisso all’ingresso del rifugio. L’uomo ha guardato un attimo nello zaino, poi mi ha detto che non l’aveva e, quando gli ho detto che non poteva entrare, mi ha mandato a quel paese e si è diretto verso il solarium».

È solo l’inizio. «Mi sono avvicinata al cliente e gli ho detto che anche il solarium è un ambiente del rifugio e che anche lì era necessaria la mascherina. Gli ho detto che poteva anche usare un altro indumento purché si coprisse naso e bocca — continua Susanna —. Mi ha insultata di nuovo e sembrava che si allontanasse. Mi sono avvicinata a Orlando, il mio compagno. C’era anche mio figlio Enrico. L’uomo è venuto verso di noi, ha iniziato a sbraitare, urlava che la mascherina dovremmo fornirla noi, che lui non era obbligato ad averla. Ha gridato che ci avrebbe spaccato la testa minacciandoci con i bastoni da trekking». Pochi istanti e l’uomo ha aggredito i gestori del rifugio, accanendosi in particolare su Susanna ed Enrico. «Ha iniziato a colpirci — racconta la donna —, non siamo riusciti a reagire. Ci ha picchiati a ripetizione. Ho una falange della mano sinistra rotta e una microfrattura alla destra e mio figlio ha una frattura del metacarpo. Mentre l’uomo ci picchiava, la donna che era con lui gli diceva di smetterla e poi l’ha trascinato via e si sono dileguati appena hanno capito che stavamo chiamando le forze dell’ordine. C’era anche un nostro fornitore che ha assistito all’aggressione ma, a sua volta, non è riuscito a fare nulla perché la reazione dell’uomo è stata improvvisa e imprevedibile. Capita di ricevere insulti o lamentele se chiediamo di indossare la mascherina e rispettare le regole, ma un’aggressione era impensabile».

I gestori del rifugio hanno postato su Facebook una foto dei due escursionisti, tratta dalle immagini del sistema di sorveglianza. «Chiunque veda o riconosca queste due persone chiami i carabinieri o contatti il rifugio», è l’appello sui social. I carabinieri della compagnia di Menaggio, dopo la denuncia, hanno avviato le indagini. Già acquisite le immagini del servizio di sorveglianza della baita e anche di altri impianti della zona che potrebbero aver ripreso i due escursionisti.

27 ottobre 2020 | 07:37

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