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Coronavirus Milano - Economia

Moda Milano, sfilate maschili (con il pubblico) per la stagione del rilancio: «Nuovi marchi e turisti stranieri»

La rassegna dal 18 al 22 giugno. Dai fatturati all’export, tornano a crescere i numeri del settore. Da Armani a Dolce & Gabbana a Etro: così Milano torna protagonista. Si rivedono i visitatori francesi e tedeschi. Capasa: attitudine positiva e ottimista …

Se non proprio ottimisti, quantomeno fiduciosi, più del solito. Gli stilisti, che aspettano il rilancio del settore moda dopo mesi di buio. Gli addetti ai lavori — allestitori, autisti, tecnici del suono e delle luci, parrucchieri — che finalmente tornano a lavorare per le sfilate «fisiche». Tassisti, ristoratori, perfino albergatori, perché certo, i buyer americani e cinesi non ci saranno, ma i primi europei sì. Poi negozianti, commessi, vetrinisti. Tutti ci sperano, a partire dai lavoratori del fast retailing, le catene del pronto moda che stanno dando segnali di crisi profonda (e non è un caso che molte vetrine di marchi «accessibili» abbiano chiuso, salvandosi solo in corso Vittorio Emanuele e corso Buenos Aires). Tornano le sfilate, un nuovo passo verso la normalità. O qualcosa di simile.

La rassegna delle collezioni uomo va dal 18 al 22 giugno, con tamponi gratuiti per gli operatori e 48 appuntamenti, 9 presentazioni, 6 eventi, 63 brand in calendario. Quattro le sfilate in presenza: Dolce & Gabbana il 19 giugno; Etro il 20 giugno; Giorgio Armani il 21 giugno con una doppia passerella. Per dare un segnale, ma anche perché i dati economici consegnano alla filiera qualche motivo di consolazione: la Camera della Moda prevede di chiudere il 2021 con un fatturato di 80 miliardi di euro, in crescita del 17 per cento sul 2020 (che ha visto un calo del fatturato del 30 per cento). L’export dovrebbe salire del 13 per cento e l’import del 9,2. Niente livelli pre Covid, ma comunque il 2021 potrebbe chiudere con un meno 10 per cento sul 2019, traguardo che rasserena il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa.

Ripartenza. Con i marchi e le fiere (White, il salone della ricerca, è i prima linea con White sustainable Milano, dal 18 al 21 giugno nello spazio di 10 Corso Como Tazzoli e con la superedizione di settembre), ma anche con il Comune che «è vicino alla moda nel cercare nuove formule», spiega l’assessore Cristina Tajani. E con la Camera di Commercio, Confartigianato, l’Ice. «Abbiamo imparato da questa pandemia che l’unica strategia per sopravvivere è fare squadra», spiega Massimiliano Bizzi di White. Potrebbe essere un punto di partenza nel litigioso panorama del fashion system.

Milano ci riprova e si risveglia. Con tante vetrine abbassate nelle periferie e non solo. Solo il lusso ha davvero retto il colpo del Covid, con via Monte Napoleone incoronata dal report Fashion High Street 2021 come la via dello shopping più ricca d’Italia. E ora si aspettano i turisti. Gabriel Meghnagi, presidente della rete associativa di Confcommercio Milano (6.900 esercizi specializzati, almeno secondo i numeri pre-pandemia), spiega: «Tira un’aria buona, in alcune strade stanno tornando i negozi che durante il lockdown avevano chiuso». Non in tutte le vie però: «Corso Buenos Aires funziona perché può contare su una clientela al 75 per cento nazionale. E gli europei stanno tornando, francesi e tedeschi». Poi sarà la volta dei saldi: si parte il 3 luglio. «Altra boccata di ossigeno».

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Le novità della Fashion Week: il debutto del marchio Diesel che il 21 giugno presenterà una collezione «allgender»; la presentazione della collezione Gucci per il centesimo anniversario della maison. E poi, visto che indietro non si torna e il digitale resta una risorsa fondamentale, la piattaforma milanofashionweek.cameramoda.it per seguire sfilate e presentazioni; l’impegno per una moda sostenibile con tanti progetti tra cui Designer for the Planet con le collezioni dei designer emergenti. Domenica 20 giugno, in occasione della giornata mondiale dei rifugiati, la Camera della Moda presenta, con Unhcr, il progetto «Fashion deserves the World» che include la possibilità per 15 migranti e richiedenti asilo di accedere a un programma di formazione nelle aziende della moda.

Qualche timida festa, i maxischermi. Una moda più inclusiva, sostenibile, aperta ai giovani. Costretta dalla pandemia a nuove regole, da giocare in presenza e online, come spiega Capasa: «Ci avviciniamo a questa nuova settimana della moda con un’attitudine positiva e ottimista. Il fatto che il governo abbia accolto le nostre richieste, autorizzando lo svolgimento di fiere in presenza dal 15 giugno, ci ha permesso di confermare le date di Milano Moda Uomo, dando un segnale importante con eventi fisici tra cui l’iniziativa di White e Camera Moda, in collaborazione con Confartigianato, in uno spazio speciale come 10 Corso Como Tazzoli. In questo momento storico è importante lavorare insieme per contribuire a dare un forte messaggio di sistema». Squadre nuove per una partita da rigiocare: «Le regole sono cambiate – dice una importante buyer italiana – come il mondo: vince solo chi ha idee brillanti e talento». Da verificare nei prossimi giorni.

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16 giugno 2021 | 07:54

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