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Novembre, mese della salute maschile e della prevenzione del tumore alla prostata

Al via la campagna «Un baffo per la prevenzione» con testimonial il pluri-campione d’apnea Umberto Pelizzari. Obiettivo: superare il limite maschile alla visita urologica, vissuta ancora troppo spesso come un tabù …

Un uomo su otto potrebbe ammalarsi di tumore alla prostata nel corso della propria vita, ma l’80 per cento degli italiani non ha mai fatto una visita specialistica dall’urologo. Per questo è fondamentale parlare di prevenzione maschile e sensibilizzare gli uomini affinché si prendano cura della propria salute, come si propone di fare la campagna «Un baffo per la prevenzione» che durante tutto il mese di novembre (tradizionalmente dedicato alla prevenzione del tumore alla prostata) cercherà di accrescere la consapevolezza di ragazzi e uomini adulti grazie anche all’intervento di un testimonial d’eccezione come Umberto Pelizzari, pluri-campione mondiale di apnea profonda. Scelto per la determinazione e la costanza con cui ha intrapreso il suo percorso sportivo e personale, Pelizzari rappresenta l’icona di superamento del limite, utile a scardinare le resistenze maschili a far prevenzione: «Una corretta prevenzione – ricorda – necessita di controlli costanti nel tempo e soprattutto di determinazione nel non rimandarli, nonostante la vita frenetica e i tabù che spesso abbiamo».

 

Il tumore maschile più diffuso a partire dai 50 anni

Diverse indagini, anche internazionali, hanno dimostrato su vasta scala che gli appartenenti al genere maschile giovani, in età matura e anziani sono restii ai controlli e tendono ad andare dal medico solo quando il problema è diventato intollerabile. Novembre è il mese dedicato in tutto il mondo alla prevenzione e alla cura della salute maschile, durante il quale dal 2003 si svolgono diverse iniziative con l’obiettivo di far conoscere meglio le principali patologie, sotto l’insegna del movimento «Movember» (dall’unione dei termini inglesi: moustache, ovvero baffi, e november), nato in Australia nel 2003 dall’idea di due amici che hanno deciso di utilizzare proprio il baffo come simbolo. Quest’anno, Janssen Oncology, con il patrocinio di Europa Uomo, promuove la campagna nazionale “Un baffo per la prevenzione”, con l’intento di accrescere nel nostro Paese la consapevolezza degli uomini circa l’importanza della prevenzione e la conoscenza sul tumore della prostata. «Quello alla prostata è tumore maschile più diffuso a partire dai 50 anni d’età e nel 2020 sono attesi circa 36mila nuovi casi in Italia – ricorda Bernardo Rocco, direttore della Struttura complessa di Urologia all’Azienda ospedaliera-universitaria di Modena -. Fortunatamente oltre 8 pazienti su 10 sono vivi 10 anni dopo la diagnosi, tanto che ben 564mila connazionali vivono oggi con una pregressa diagnosi di carcinoma prostatico. La ricerca e l’innovazione scientifica hanno fatto grandi progressi, posizionando il paziente oncologico al centro del percorso diagnostico e degli approcci terapeutici. Ciò non solo ha permesso di migliorare le terapie, ma anche di offrire trattamenti personalizzati per rispondere al meglio ai bisogni dei pazienti. Ma, per poter ambire a guarire e a continuare a vivere bene dopo la scoperta della malattia è fondamentale fare prevenzione, sottoporsi ai controlli e scoprire l’eventuale neoplasia allo stadio iniziale».

Una visita dall’urologo una volta l’anno

Oggi l’aspettativa delle persone con carcinoma prostatico è sempre più lunga e le soluzioni terapeutiche valide sono diverse: chirurgia, radioterapia, brachiterapia o sorveglianza attiva agli stadi iniziali, alle quali si aggiungono numerose tipologie di farmaci differenti quando la neoplasia progredisce. «Così come la chirurgia robotica ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento del carcinoma prostatico localizzato, oggi ci sono importanti novità anche in ambito farmacologico per il paziente più avanzato. In particolare, i trattamenti orali hanno permesso approcci innovativi e personalizzati per il trattamento del tumore della prostata, migliorando le aspettative e la qualità di vita dei pazienti – aggiunge Rocco, che è professore ordinario dell’Università di Modena e Reggio Emilia -. Fare una visita dall’urologo una volta all’anno, a cominciare dai 50 anni (o dai 40 se si hanno diversi casi di cancro in famiglia) è un modo semplice e molto efficace per restare in salute e scoprire per tempo, quando sono più facili da curare, eventuali problemi».Dai dati di un’indagine voluta dalla European Association of Urology nel 2019, che ha coinvolto oltre 3mila uomini europei ultra50enni, emerge scenario sconfortante: solo il 26 per cento degli interpellati è in grado di spiegare a cosa serve la ghiandola prostatica e soltanto il 38 per cento sa cosa sia l’ipertrofia prostatica benigna, una patologia che (in misura più o meno lieve) riguarda praticamente tutti i maschi dai 50 anni in poi. E c’è di peggio: un risicato 17 per cento degli intervistati sa che i sintomi che a un certo punto si manifestano non sono «normali» spie dell’invecchiamento. «Pur non esistendo sintomi caratteristici del carcinoma della prostata all’esordio, non bisogna ignorare la comparsa di vari problemi urinari – spiega Rocco -, quali: difficoltà a iniziare la minzione, flusso urinario debole, elevata frequenza delle minzioni, urgenza di svuotare la vescica e presenza di minzioni notturne. Sono sintomi che si accompagnano all’ipertrofia prostatica benigna e che quindi non devono allarmare, ma che non devono essere sottovalutati e ignorati. Basta parlarne con il medico che deciderà  se e quali eventuali esami prescrivere».La campagna di novembre

La campagna di novembre

La campagna «Un baffo per la prevenzione» coprirà tutto il mese di novembre, con Umberto Pelizzari protagonista di cinque video che invitano a non ignorare la prevenzione, visibili anche sulla nuova pagina Facebook OncoVoice Community, che dà spazio alla condivisione di esperienze e informazioni di chi si trova ad affrontare un tumore.Per sensibilizzare ulteriormente il mondo social sul tema, è stato ideato un apposito filtro per Instagram del baffo, simbolo della campagna, da utilizzare nelle storie condivise dagli utenti per l’intero periodo di Movember insieme all’hashtag #UNBAFFOPERLAPREVENZIONE, con l’obiettivo di dar maggiore risonanza a questo movimento ed educare uomini e donne di tutte le età a una corretta prevenzione. «L’impegno di Janssen Oncology negli ultimi 30 anni ha fornito a medici e pazienti importanti farmaci, oltre che per la cura dei tumori ematologici, anche per quelli solidi, come il tumore della prostata, sul quale ad oggi si sta focalizzando il maggior sforzo nella nostra ricerca – dice Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato Janssen Italia.  Abbiamo poi voluto attività di informazione e di campagne di sensibilizzazione rivolte al largo pubblico, come il portale www.prostatanonseisolo.it che fornisce a pazienti e caregiver informazioni, servizi e una linea diretta con esperti e centri accreditati per la cura dei tumori alla prostata».Da queste premesse è nata la scelta di coinvolgere un partner autorevole come Europa Uomo.«Europa Uomo Italia – dice Maria Laura De Cristofaro, presidente dell’associazione – è la prima associazione italiana di informazione sul tumore alla prostata. È stata fondata nel 2002 da Umberto Veronesi, dalla ESO (European School of Oncology), da pazienti ed ex pazienti. Nel 2003 nasce anche Europa Uomo Europa, primo movimento a livello europeo impegnato a sensibilizzare la popolazione sul tumore alla prostata a sostegno della corretta informazione e della consapevolezza sulle patologie prostatiche e vuole rafforzare la consapevolezza dell’individuo».Umberto Pelizzari, Maria Laura De Cristofaro, Bernardo Rocco saranno anche protagonisti di un talk show, organizzato da Corriere Salute sul tema della prevenzione maschile, che andrà in onda il 4 novembre alle ore 16  su Corriere.it e sulla pagina Facebook di Corriere Salute. Al Talk parteciperanno, inoltre, lo scrittore e speaker radiofonico Fabio Volo, il sessuologo Emmanuele Jannini e il responsabile per la supervisione etica della Fondazione Umberto Veronesi, Marco Annoni.

27 ottobre 2020 (modifica il 27 ottobre 2020 | 16:28)

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