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Coronavirus Cronache

Oms: verso revisione uso delle mascherine Confindustria: «Riaprire da dopo Pasqua»

Tutti gli aggiornamenti sulla diffusione di Covid-19 di venerdì 3 aprile …

Per approfondire

Ore 10,20 – Confindustria: «Riaprire imprese da dopo Pasqua»
«Da dopo Pasqua si deve ripartire. Le nostre imprese sono più sicure dei supermercati», avverte Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria e candidata alla prossima presidenza, ospite di `Circo Massimo´ su Radio Capital Licia Mattioli. «Le misure messe in campo finora dal Governo per aiutare gli italiani vanno bene, ma si devono mettere in atto presto. Per chi chiede i soldi al governo deve bastare una autocertificazione, poi si sanziona duramente chi ha barato. Si deve saltare il codice degli appalti per un po’. Le scadenze fiscali vanno rimandate di 4 o 5 mesi. Senno’ si muore.

Ore 10.16 – Coronavirus in aria, Oms verso revisione uso mascherine
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) potrebbe rivedere le sue raccomandazioni sull’uso delle mascherine alla luce dei risultati di un nuovo studio del Mit, secondo cui le goccioline emesse con un colpo di tosse o uno starnuto possono «viaggiare» nell’aria per distanze ben più ampie di quanto si pensi: lo ha detto alla Bbc l’infettivologo David Heymann, presidente di un gruppo di consulenti dell’Oms che valuterà se – per rallentare la diffusione del virus – è necessario che un maggior numero di persone indossino le mascherine.

Ore 10.08 – Regno Unito, ammalato l’8% del personale sanitario
Quasi l’8% del personale che lavora per il National Health Service (Nhs, il servizio sanitario nazionale) del Regno Unito è attualmente ammalato. Il 5,7% dei medici, sempre secondo il ministro, è a casa dal lavoro per malattia. Il governo britannico è stato sottoposto a forti pressioni per fornire maggiore supporto agli operatori sanitari in prima linea mentre lottano per affrontare l’epidemia. Alcune associazioni di professionisti sanitari hanno dichiarato che fino a un quarto dei loro iscritti sono malati o in auto-isolamento domiciliari a causa del Covid-19. Tuttavia Hancock ha giudicato «sbagliate» le cifre fornite.

Ore 9.23 – Negli Stati Uniti oltre 6 mila vittime
Sono ormai più di seimila i morti con coronavirus negli Stati Uniti. Gli ultimi dati della Johns Hopkins University parlano di 6.058 decessi. I casi di contagio sono almeno 245.559, il numero più alto a livello globale.

Ore 9.16 – Da Google la «foto» degli spostamenti in 131 Paesi
Google mette in chiaro gli spostamenti di 131 paesi colpiti da coronavirus, compresa l’Italia. «Sono dati aggregati e anonimi per mostrare quanto sono affollati determinati luoghi» e «cosa è cambiato a seguito delle limitazioni», «sono sviluppati nel rispetto della privacy», spiega in un post ufficiale. In Italia al 29 marzo l’affluenza a farmacie e alimentari è diminuita dell’85%, -94% bar e ristoranti, -87% i trasporti, -90% i parchi, -63% lavoro, è aumentata del 24% la residenzialità. I dati della Lombardia sono in linea con la media italiana.

Ore 8.59 – Schultz: «Sostenere l’Italia nel breve e nel lungo periodo»
«In Italia ci sono regioni come Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte che sono molto colpite dal coronavirus ma sono anche le regioni per cui l’Italia è nel G7. Se vogliamo che questo Stato del G7 rimanga stabile dobbiamo anche sostenere l’Italia nel lungo periodo nel garantire il suo finanziamento pubblico»: lo ha detto Martin Schulz, ex presidente del Parlamento europeo e deputato socialdemocratico, in un’intervista pubblicata oggi sul settimanale Der Spiegel.

Ore 8.56 – Misiani: «Non ancora date per riapertura attività produttive»
«Non siamo in condizioni di dare date per la riapertura di attività economiche e produttive attualmente ferme». Così Antonio Misiani viceministro dell’Economia e delle Finanze, a 24 mattino su Radio24. «Abbiamo sempre detto che ciò che conta è il parere delle autorità mediche e scientifiche, quando ci diranno che l’epidemia è sotto controllo e la curva è su livelli di stabilizzazione allora potremo passare a quella che Conte ha definito “fase 2” che va progettata da subito», ha spiegato «perché la riapertura sarà graduale e connessa alla necessità di garantire la sicurezza ai lavoratori e bisogna iniziare a immaginare chi potrà riaprire e dovrà restare fermo. La stessa Cina ha attivato una riapertura graduale».

Ore 8.52 – Lazio, infermiera positiva torna in ospedale: denunciata
Ha violato la quarantena per tornare in ospedale dove, a suo dire, avrebbe voluto aiutare i colleghi in difficoltà. Una scusa che certo non ha evitato ad un’infermiera che presta servizio presso l’ospedale civile Santa Scolastica di Cassino, una denuncia. La donna, infatti, risultata positiva al Covid-19, era stata messa in quarantena dall’Azienda Sanitaria proprio per evitare il propagarsi del virus nella struttura. Inspiegabile il suo comportamento. I colleghi quando l’hanno vista entrare hanno immediatamente allertato i carabinieri che l’hanno denunciata e riaccompagnata a casa.

Ore 8.37 – Borrelli: «A casa fino al 1 maggio? Credo proprio di sì»
«Restare a casa anche il primo maggio? Credo proprio di sì, non è una situazione che si risolverà presto, dovremo essere rigorosissimi e cambieremo anche il nostro approccio con i contatti umani». Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ospite di «Radio anch’io». E aggiunge: «Il Sud regge ma bisogna assolutamente prudenti, seguire alla lettera le indicazioni che sono state date». Alla domanda se la “fase 2” è prevista per il 16 maggio ha risposto, intervistato a «Circo Massimo» su Radio Capital, che dipende dai dati: «La situazione ora è stazionaria, dobbiamo vedere quando questa situazione inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la “fase 2”».

Ore 8.23 – Primo decesso in Libia e 11 casi confermati
Le autorità libiche hanno confermato la prima vittima di Covid-19 nel Paese. Si tratta di una donna di 85 anni. Sono undici i casi finora confermati in Libia. Il primo caso risale al 24 marzo. L’Onu ha rivolto un appello al cessate il fuoco in Libia per concentrare gli sforzi nella lotta all’epidemia.

Ore 7.54 – Trump negativo al secondo test
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è risultato negativo anche al secondo test eseguito per il coronavirus. Lo ha annunciato lui stesso, affermando di essere stato «veramente curioso di vedere quanto il test funzionasse rapidamente», sottolineando che il risultato è arrivato in 15 minuti. Il primo test era stato eseguito a metà marzo.

Ore 7.32 – In Cina domani lutto nazionale in ricordo delle vittime
Sabato 4 aprile sarà una giornata di lutto nazionale in Cina, dove verranno ricordate le persone che hanno perso la vita nella lotta con il coronavirus. Durante la commemorazione, tutte le bandiere saranno tenute a mezz’asta e in tutte le ambasciate e nei consolati nel mondo. Alle 10, ora locale in Cina, verranno quindi osservati tre minuti di silenzio, mentre risuoneranno le sirene e i clacson.

Ore 7.13 – Oltre un milione di casi nel mondo
Il numero di casi nel mondo ha superato la soglia del milione: è quanto emerge dai dati aggiornati della Johns Hopkins University. I casi di contagio sono ora 1.016.128, i morti 53.146 e le persone guarite 211.615.

Ore 7.11 – In Usa 245mila casi, quasi seimila le vittime
Sono più di 245mila le persone contagiate dal coronavirus negli Stati Uniti. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi confermati sono 245.540, mentre sono quasi seimila i morti, ovvero 5.983. Ieri negli Stati Uniti si è registrato un balzo nei casi, con 28.491 nuovi contagi e 846 morti. L’unico stato a non aver riportato vittime è quello di Wyoming.

Ore 3.18 – Record di decessi negli Usa: 1169 in 24 ore
Con 1.169 vittime nelle ultime 24 ore, gli Stati Uniti hanno ora il triste primato del maggior numero di vittime in un giorno dall’inizio della pandemia, superando il record italiano dei 969 morti del 27 marzo.

Ore 3 – La Germania supera la Cina per numero di casi
Con 84.600 casi anche la Germania ha superato per numero di contagi la Cina, che attualmente ne conta 82.432, secondo i dati della Johns Hopkins University. Le vittime della Germania sono 1.097 mentre quelle della Cina sono 3.322.

3 aprile 2020 (modifica il 3 aprile 2020 | 10:24)

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