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Parte #Bastapoco: la campagna Anlaids contro il virus dell’Hiv

Parte oggi, martedì 1 dicembre, la campagna social di Anlaids. L’Aids fa meno paura ma a 47 da quando è stato isolato l’agente virale, i numeri sulle nuove infezioni restano ancora troppo alte: 2500 all’anno …

Parte martedì 1 dicembre, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, la campagna social #Bastapoco promosso dalla associazione Anlaids. Era il 1983 quando fu isolato per la prima volta il virus dell’Hiv e da subito si cominciò a combattere contro lo stigma, la paura e le difficoltà psicologiche. Ma la lezione di quegli anni bui ha portato a credere nella ricerca e nella prevenzione, l’unico mezzo efficace per limitare la diffusione dei virus. Una lezione da ricordare oggi, mentre ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza e un nuovo un virus di cui non si conosce ancora il comportamento.

Ecco perché Anlaids si impegna a mantenere alta l’attenzione, attraverso le sue azioni, per vincere definitivamente l’Hiv e in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids – nata per risvegliare la coscienza sull’epidemia mondiale di Aids dovuta alla diffusione del virus Hiv – lancia un’importante campagna social destinata a riportare l’attenzione all’uso corretto del preservativo, che protegge dal rischio di infezione durante ogni tipo di rapporto sessuale ed è l’unica reale barriera per difendersi dall’Hiv.

In base agli ultimi dati resi disponibili dall’Istituto superiore di sanità i numeri oggi, anche in Italia, sono ancora alti: all’anno sono circa 2.500 le nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti, con un incremento registrato negli ultimi anni di nuove infezioni nelle fasce d’età tra i 25 e i 29 anni (10,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e tra i 30 e i 39 (9,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti); in queste fasce di età l’incidenza nei maschi è stata 4 volte superiore a quelle delle femmine. Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nel 2019 sono stati maschi nell’80% dei casi. «Nel 2019, la maggior parte delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è stata causata da rapporti sessuali non protetti da preservativo, che hanno costituito l’84,5% di tutte le segnalazioni. Il 70% dei casi di Aids segnalati nel 2019 era costituito da persone che non sapevano di essere Hiv positive», spiega il professor Andrea Gori, presidente di Anlaids Lombardia e direttore Unità Operativa Malattie Infettive, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano.

Di Aids si moriva fino al secolo scorso, un periodo in cui si dibatteva con maggior frequenza delle conseguenze della malattia. «Oggi, invece, l’Hiv – spiegano dall’associazione – è spesso ai margini del dibattito, con la conseguenza che i giovani (e purtroppo anche gli adulti) conoscono poco la malattia e i “trucchi” per evitarla, proprio a partire dall’uso del preservativo, per esempio. Se utilizzato correttamente il profilattico rappresenta uno dei mezzi più efficaci di prevenzione dall’Hiv, proteggendo inoltre chi lo usa dalle infezioni sessualmente trasmissibili in genere». Dunque basta poco per evitare questo virus, ed è proprio questo il tema lanciato dalla campagna che viene diffusa sui social, con lo scopo di raggiungere il maggior numero di persone, di qualsiasi fascia d’età, affinché nessuno si dimentichi di utilizzare uno strumento così semplice e alla portata di tutti.

La campagna #bastapoco è sostenuta da Anlaids Sezione Lombarda e realizzata nell’ambito di SmartSex, progetto di prevenzione attivo sul web dal 2014, che fornisce, tra le altre cose, informazioni in tempo reale sulle infezioni sessualmente trasmissibili e luoghi in cui potersi sottoporre al test diagnostico per l’HIV. La campagna lancia due messaggi: il primo «l’Hiv non va in quarantena, tocca a noi mettercelo» e il secondo, riferendosi all’affollamento degli spermatozoi, rivela che è «l’unica forma di assembramento sicura».

Nel 2014 Anlaids per prima ha compreso l’importanza della «prevenzione in formato digitale» con una App dedicata alle Infezioni Sessualmente Trasmissibili e dei canali social gestiti da esperti. Oltre 500.000 i download e oltre 2 milioni di interazioni sui canali web della associazione. Infine, le indicazioni al “distanziamento sociale” per prevenire l’infezione da Coronavirus, non hanno avuto lo stesso effetto sul “distanziamento sessuale”. I dati del Centro Mts di Ats Città Metropolitana di Milano, rimasto sempre operativo, sottolineano che l’incidenza delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) per l’anno in corso non è diminuita.

30 novembre 2020 (modifica il 30 novembre 2020 | 17:51)

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