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Parte la grande mostra di Raffaello che sfida la paura del virus

Il percorso espositivo parte dal periodo romano risalendo a ritroso la straordinaria carriera del pittore urbinate …

Il percorso espositivo parte dal periodo romano risalendo a ritroso la straordinaria carriera del pittore urbinate – Paolo Conti /CorriereTV CONTINUA A LEGGERE »

È la riproduzione a grandezza naturale dell’imponente tomba di Raffaello custodita al Pantheon la prima delle tante emozioni che regala la mostra dedicata al genio urbinate allestita alle Scuderie del Quirinale, evento simbolo delle celebrazioni italiane per i cinquecento anni dalla morte dell’artista, aperto al pubblico da domani al 2 giugno. Un percorso a ritroso, come suggerisce il titolo «Raffaello 1520-1483», che parte dal periodo romano – dove raggiunge la sua fama universale e dove muore a 37 anni – e prosegue con gli anni di Firenze e da qui all’Umbria, fino alle radici di Urbino. Tra le primissime opere delle 204 esposte, uno dei capolavori assoluti di Raffaello, il Ritratto di Leone X proveniente dagli Uffizi e appena restaurato dall’Opificio delle Pietre dure con il supporto di Lottomatica. La sua ritrovata «sinfonia di rossi» lascia senza fiato e fa quasi dimenticare la polemica sollevata dal comitato scientifico del museo di Firenze contro il prestito..

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