Categorie
Coronavirus Spettacoli

Quando la serie è in mascherina

Dalle sitcom ai medical drama: il Covid nella tv Usa, da Grey’s Anatomy in giù   In Italia il nuovo «Doc», ambientato a Milano, racconterà la pandemia …

nvasione pandemica anche nelle serie tv, ma soprattutto americane. A cominciare dai medical drama come il longevo Grey’s Anatomy, nato nel 2005 e che nei prossimi episodi fa i conti, drammaturgicamente, con il coronavirus. Così The Resident non si è sottratto alla inclusione nella trama del Covid-19, soffermandosi in particolare sulle conseguenze drammatiche che l’epidemia ha sui medici e gli infermieri protagonisti delle vicende rappresentate: non a caso gli sceneggiatori si sono avvalsi della consulenza di veri operatori sanitari che hanno partecipato alla scrittura televisiva, descrivendo anche esperienze personali. Nella quarta stagione di The good doctor, in onda dal novembre scorso, il giovane medico protagonista, interpretato da Freddie Highmore, si trova a trattare un paziente colpito da una nuova malattia, il Covid, mai vista prima e di natura imprevedibile.

Tra le prime ad affrontare l’argomento, la sitcom americana, in onda su Abc The Conners dove, già dal primo episodio della terza stagione, trasmesso lo scorso ottobre sui teleschermi americani, sono apparsi gli attori «mascherinati». Ma anche 9-9-1, la serie di azione poliziesca sulle avventure di poliziotti, paramedici e vigili del fuoco di Los Angeles, nella quarta stagione non rinuncia a inserire nelle nuove puntate, già in onda su Fox Italia, l’emergenza sanitaria, coniugandola con terremoti, tsunami e altre calamità naturali. E nelle fiction italiane? L’attrice Maria Tagliaferri, tra i protagonisti storici di Un posto al sole, la soap opera che va avanti dal 1996, osserva: «Finora le nostre storie quotidiane non sono entrate in merito al Covid, lo abbiamo evitato, prima di tutto perché ogni giorno su tutti i canali tv non si parla d’altro e la nostra vuole essere un po’ un’isola felice per chi ci segue e intende rilassarsi. Forse, però, se la situazione continua a essere quella che è, credo che anche i nostri sceneggiatori dovranno prenderne atto e mettere le mascherine anche a noi».

È probabile che la seconda serie di Diavoli, tratta dal libro di Guido Maria Brera e che, prodotta da Lux Vide ha debuttato l’anno scorso su Sky, possa avere un rapporto con la pandemia: trattandosi di un thriller finanziario, però, toccherà il tema nei termini relativi all’impatto sul mercato mondiale.Invece l’unica che, almeno per il momento, entrerà nel vivo del problema e si sta per muovere in questa direzione, è DOC – Nelle tue mani, medical drama prodotto da Lux Vide con Rai Fiction e interpretato da Luca Argentero che ha riscosso un grande successo (è stata la più vista in Italia dal 2007 con una media del 30% di share e oltre 8 milioni di telespettatori) e di cui stanno per iniziare le riprese della seconda serie.

Raccontare la tempesta pandemica, per i due sceneggiatori, Viola Rispoli e Francesco Arlanch, è un dovere, proprio perché è ambientata a Milano: «Da sempre l’uomo racconta storie per elaborare i traumi – dicono i due autori – È che DOC si misuri con un trauma epocale come il Covid. La seconda stagione descriverà come lo shock della pandemia stia trasformando gli ospedali, il rapporto medico-paziente, le metodologie delle diagnosi, e come abbia segnato la psiche dei medici, la percezione del loro ruolo. Offrirà al pubblico una possibile chiave per trovare un senso in questa sciagura epocale, perché parlerà di donne e uomini che nonostante tutto vanno avanti con le loro vite, le loro passioni, i loro sogni. E così, al di là di questa tempesta, la seconda serie aprirà una prospettiva di speranza».

22 febbraio 2021 (modifica il 22 febbraio 2021 | 20:04)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente articoli: Vai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *