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Coronavirus Cronache

Rezza: «Segnale non buono dai nuovi dati,  il virus corre e dobbiamo frenarlo»

Gli aggiornamenti sul coronavirus di oggi, giovedì 5 novembre …

I casi di Covid nel mondo sono oltre 48,2 milioni, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, mentre i decessi confermati sono 1.227.096 dall’inizio della pandemia. E anche in Italia i contagi continuano a salire: l’ultimo bilancio, relativo a mercoledì 4 novembre, è di 34.505 nuovi positivi e 445 morti, a fronte di 220.000 tamponi (qui il bollettino con i dati e qui tutti i bollettini che mostrano la situazione dall’inizio della pandemia).

Ore 17.35 – Da Ue via libera a progetto per raccolta plasma da guariti
Aumentare la raccolta di plasma iperimmune dalle persone guarite dal Covid-19, per ampliare le possibili terapeutiche nelle diverse fasi cliniche della malattia e sviluppare anticorpi specifici per la terapia e la profilassi nelle persone esposte al virus o fragili: è l’obiettivo del progetto Ccp-Italy, coordinato dalla Struttura Regionale di Coordinamento per le attività trasfusionali di Areu Lombardia, approvato dalla Commissione Europea. Su 40 milioni di euro messi complessivamente in campo a livello europeo, l’Italia se ne vede riconosciuti oltre 7. Il progetto coinvolgerà 13 regioni e avrà come punto di riferimento per la Lombardia il servizio trasfusionale dell’Asst Sette Laghi, diretto dalla dottoressa Rosa Chianese. Il plasma convalescente Covid-19 (Ccp) viene donato da persone che sono state infettate dal virus e sono guarite.

Ore 17.31 – Francia a Parigi ospedali occupati al 92%%
A Parigi, 84 persone sono morte a causa del coronavirus negli ospedali della regione, che sono saturi al 92%. Ci sono 1.050 pazienti Covid-19 in terapia intensiva e altri 600 pazienti nelle rianimazioni non Covid, ha riferito all’emittente France-Info, Aurelien Rousseau, capo del servizio sanitario della regione di Parigi. La Francia è in lockdown per un mese per ridurre l’aumento dei ricoveri e dei decessi per coronavirus. Ristoranti e negozi non essenziali sono chiusi, ma le scuole rimangono aperte. Il tasso di infezione per 100mila persone rimane estremamente alto, intorno a 480.


Ore 17.18 – Summit straordinario dell’Onu il 3 e 4 dicembre

Le Nazioni Unite terranno un summit straordinario sul Coronavirus a New York il 3 e 4 dicembre prossimi, per rafforzare il coordinamento internazionale, che dovrebbe svolgersi a priori soprattutto in modo virtuale. Il vertice è convocato a livello di capi di Stato e di governo.

Ore 17.22 – Rezza: «34.505 nuovi casi non va bene. Il virus corre e va frenato»
Continua a salire la curva epidemica in Italia: sono 34.505 i nuovi contagi, contro i 30.550 di 24 ore fa. Aumenta di tanto il numero di decessi: sono 445 contro i 352 di ieri, portando il totale delle vittime dell’epidemia in Italia a 40.192. Record dei tamponi, 219.884, quando ieri ne erano stati processati 211.831. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. «I 34.505 nuovi casi di oggi, 4mila più di ieri e record di sempre, «non sono un buon segnale». I tamponi «sono un po’ aumentati, ma l’aumento c’è – ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, illustrando i dati di oggi sull’epidemia -. Abbiamo un numero di tamponi positivi piuttosto elevato, superiamo abbondantemente il 10%, non è un indicatore buono. E purtroppo anche avvicinarsi ai 500 decessi non è una buona notizia. Insomma è una situazione che dopo che nei giorni scorsi sembrava essersi stabilizzata sembra ancora con una chiara tendenza in aumento. Mi sembra che globalmente ancora il virus corra. Frenarlo è necessario».

Ore 17.08 – Ministra De Micheli: «Sbloccato risorse per taxi e ncc»
«Abbiamo sbloccato risorse per compensare imprese, in questo caso le imprese dei taxi e degli Ncc». Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli.

Ore 16.47 – Rezza: «Rt, incidenza e resilienza i parametri usati per decidere le zone rosse»
«Dopo 14 giorni ci potrà essere una de-escalation per le regioni, cosi come se nella prossima cabina di regia ci fossero situazioni diverse, altre regioni potrebbero diventare rosse. Inoltre il sistema non è così rigido e c’è la possibilità di fare zone rosse anche in una regione che non è rossa». Lo ha affermato il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare gli indicatori che hanno portato all’ordinanza del ministro Roberto Speranza relativa alle Regioni. «Per l’inserimento delle regioni in fascia gialla, arancione o rossa – ha spiegato – si considerano Rt, incidenza e resilienza del sistema sanitario. Ad esempio, se la Lombardia è in rosso questo accade perché c’è un’alta incidenza, c’è sofferenza sui servizi sanitari e un alto Rt. In Calabria c’è un’incidenza inferiore ma un Rt molto alto. E’ rossa«perché l’Rt è un indicatore molto precoce: anticipa un aumento di incidenza. Se in più si segnala una sofferenza del sistema sanitario, con un’occupazione di più del 50% dei posti letto e dei letti in terapia intensiva, non si individuano e non si contengono i focolai, ecco che» si spiega il colore rosso, aggiunge l’esperto. Quanto alla Campania, inserita tra le zone di colore giallo, Rezza ha chiarito: «La Campania ha molti casi, ma l’Rt è molto più basso rispetto a quello per esempio di Lombardia e Calabria. La trasmissione del virus è molto aumentata ma adesso si è stabilizzata».

Ore 16.42 – I sindaci a Speranza e Fontana: «Vogliamo conoscere i dati sulla zona rossa»
I sindaci di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova hanno inviato una lettera al presidente lombardo Attilio Fontana e al ministro della Salute, Roberto Speranza in cui chiedono «di avere tutti gli elementi necessari per comprendere la fase epidemica sulle nostre province e i parametri che ne determinano l’inserimento nella zona rossa, al pari di tutta la Regione» e di «conoscere i dati relativi ai 21 indicatori sanitari di rischio nonché l’Rt delle nostre province e città capoluoghi nella settimana appena conclusa». «La preoccupazione per la crescita dei contagi – si legge nella missiva – è comune e condivisa, così come l’impegno per rallentarne la diffusione a tutela dei nostri cittadini. Siamo convinti che mai come ora serva la più ampia e solida unità istituzionale e non verrà mai meno dai nostri territori l’impegno a fare la nostra parte». La richiesta, sottolineano i sindaci «è motivata dalla necessità di capire per spiegare ai nostri cittadini e imprese e categorie economiche e sociali lo stato di fatto. Ma è altresì fondamentale per monitorare l’andamento epidemiologico».

Ore 16.31 – Brusaferro (Iss), «Dpcm si inserisce in un percorso condiviso con le Regioni»
Il Dpcm si inserisce «in un percorso condiviso con le Regioni». E «abbiamo strumenti codificati e operanti da 24 settimane che ci fanno valutare il rischio». Mette le mani avanti il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, che nella conferenza stampa al ministero della Salute sulla situazione epidemiologica, ha tenuto a sottolineare (nella giornata delle polemiche seguite al Dpcm che ha diviso l’Italia in «zone») che «da 24 settimane si lavora con grande sintonia e sinergia nella cabina di regia, con la presenza dei rappresentanti delle Regioni che attualmente sono Lombardia, Umbria e Campania». Un percorso condiviso in cui oltre a Iss e Regioni hanno voce anche il Cts e il ministero della Salute. Spiegando come vengono analizzati i dati, Brusaferro ha specificato che il criterio di valutazione del rischio delle regioni «è la combinazione di scenari di rischio», usati per decidere le misure, «che non dobbiamo inventarci ma vengono definite nei documenti che abbiamo prodotto. Su questa base lo scenario dei giorni scorsi ha classificato un’Italia con alcune regioni a rischio alto, e alcune di queste hanno un problema di stabilità del dato, altre a rischio moderato. Su questa base ogni regione ha condiviso questo tipo di valutazione e, come avvenuto in tutte queste settimane, ha ricevuto dal ministero una valutazione degli indicatori». La finalità del monitoraggio«non è dare voti alle regioni, lo spirito tecnico scientifico è di supporto dare strumenti per prevenire un’evoluzione in senso sfavorevole». E – ha aggiunto «escludo che ci sia stato dolo da parte delle Regioni nel comunicare i dati», anche se «non arrivano sempre completi».

Ore 16.15 – Federalberghi, calo fatturato dell’883%
Nel settore dell’alloggio, «il calo tendenziale del fatturato è dell’88,3%: molte attività sono rimaste chiuse a lungo, e molte sono ancora chiuse», dunque, «il settore ricettivo è senza dubbio uno dei più colpiti, se non il più colpito in assoluto». A dirlo, durante l’audizione al Senato sul decreto ristori, il direttore generale di Federalberghi Alessandro Massimo Nucara.

Ore 16.14 – 300mila tonnellate di guanti e mascherine tra i rifiuti in otto mesi
Ammonta a 300mila tonnellate la quantità di rifiuti, tra guanti e mascherine, prodotta durante l’emergenza Covid, in particolare nel periodo da maggio a fine dicembre (stima). Lo ha riferito la Commissione Ecomafie, la cui relazione sull’«emergenza epidemiologica Covid-19 e ciclo dei rifiuti» è stata approvata dalla Camera dei Deputati, precisando che il dato è frutto di una stima dell’Ispra. Durante l’emergenza, sottolinea in una nota la Commissione, il sistema di gestione dei rifiuti in Italia ha tenuto. E nella fase di lockdown, si è osservata una decisa contrazione nella produzione dei rifiuti speciali di origine industriale e dei rifiuti urbani. Questi ultimi nel bimestre marzo-aprile 2020 sono diminuiti di circa il 10% (-500mila tonnellate).

Ore 15.58 – Spagna, il premier Sanchez:
«La campagna vaccinazione Covid potrebbe essere pronta in 6 mesi»
La campagna di vaccinazione contro il Covid in Spagna potrebbe essere pronta entro i prossimi sei mesi in concomitanza con la fine dello stato di emergenza. Lo ha affermato oggi il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, nel corso di un incontro a Valencia dove ha presentato il piano per la ripresa del governo. Il premier ha evidenziato che la seconda ondata della pandemia ha caratteristiche diverse dalla prima e ha aggiunto che la strategia nazionale che è stata progettata nel Consiglio sanitario Stato-regioni «è il modo più appropriato per superarla» con indicatori comuni approvati e condivisi con le comunità autonome.

Ore 15.50 – Il medico della Lazio:
«Ridicolo considerare Immobile untore»
«Non credo che la Procura Federale abbia trovato nessuna irregolarità. Io non sono un negazionista, ma trovo ridicolo che Immobile venga indicato come un untore». A dirlo è il medico della Lazio, Ivo Pulcini. «Abbiamo avuto altri due casi debolmente positivi e poi riconosciuti negativi. Ho chiesto alla Uefa di uniformare i test e come si fa nel doping di avere delle contro-analisi, per avere una sicurezza», ha chiarito Pulcini a Radio Punto Nuovo. In un lungo comunicato sul suo profilo Facebook, Pulcini ha aggiunto: «Che senso ha “debolmente positivo”? Un laboratorio deve dare responsi chiari, positivo o negativo. Un tampone positivo non può bastare per considerare malato un soggetto asintomatico e quindi sano».

Ore 15.47 – Boccia torna negativo e presiede conferenza Stato-Regioni
Sono iniziate le sedute della Conferenza Unificata e della Conferenza Stato-Regioni. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia è tornato negativo al Covid e presiede i lavori delle riunioni dalla sede del Dipartimento Affari regionali.

Ore 15.36 – Oms, in Europa «esplosione» casi ma scuole restino aperte L’Oms osserva «un’esplosione» del numero di casi di Covid in Europa e invita gli Stati a misure «mirate e proporzionate». Tuttavia, ritiene che le scuole debbano restare aperte «fino alla fine» e «chiuse solo come ultima ratio». Così il direttore dell’Organizzazione per l’Europa Hans Kluge.«Ci sono voluti — ha sottolineato — solo un paio di giorni per vedere come la regione europea abbia registrato un aumento di oltre un milione di casi, con una mortalità che cresce a poco a poco».

Ore 15.34 – Cina, stop temporaneo anche ad arrivi da Italia
La Cina sospende in via temporanea l’ingresso nel suo territorio dei cittadini residenti in Italia in possesso di visti e permessi di soggiorno cinesi per motivo di lavoro, affari privati e ricongiungimenti familiari. L’ambasciata e i consolati cinesi in Italia non provvederanno più a fornire i servizi di vidimazione della «dichiarazione sullo stato di salute», necessaria per rientrare in Cina. La stretta, si legge in un annuncio sul sito dell’ambasciata a Roma, è dovuta alla nuova ondata di Covid-19 in Europa e ha già interessato altri Paesi come Gran Bretagna e Belgio.

Ore 15.31 – Parigi vieta consegne cibo a domicilio dalle 22 alle 6
Parigi vieta la consegna e la vendita a domicilio di piatti e bevande dalle ore 22 alle 6 del mattino per contribuire alla lotta contro il Covid: è quanto annunciato oggi dalla prefettura. La misura , che punta a diminuire gli assembramenti di persone e rider, osservati nelle strade della capitale, entrerà in vigore già da questa sera.

Ore 15.28 – Toti, Liguria «gialla» forse per misure già prese da noi
La Liguria da alcune settimane ha auto applicato alcune misure previste dal Dpcm, ovvero una sorta di coprifuoco a Genova, per quanto sia brutto chiamarlo così, chiusura di alcuni quartieri spezzini quando si è verificato il cluster, regole ferree sulla vendita di alcolici. Voglio pensare che il Cts abbia valutato anche questo. Sicuramente non bisogna minimizzare: la situazione è pesante in molte regioni anche considerate gialle». Lo ha detto il presidente della Liguria, Giovanni Toti, intervenendo a SkyTg24, commentando il posizionamento della regione nelle fasce di rischio Covid. «La nostra sanità sta facendo uno sforzo gigantesco, le nostre curve di contagio stanno ancora salendo, anche se l’Rt è lievemente sceso per le misure che abbiamo preso – ha aggiunto Toti – credo che in prospettiva possa essere una scelta giusta quella del Cts, anche se molti della mia cabina di regia hanno perplessità in questo senso. Credo – ha concluso il governatore – che servirà ancora qualche ora per capire bene i contorni della scelta che è stata fatta».

Ore 15.26 – Mef. in 9 mesi entrate -21,3 miliardi con Covid e calo Pil
Nel periodo gennaio-settembre 2020, le entrate tributarie dello Stato sono in calo di 21,327 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2019 a 303,498 miliardi. La variazione negativa (-6,6%) riflette, spiega una nota del Mef, «sia il peggioramento congiunturale sia le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza».

Ore 15.20 – Iva Zanicchi: «Sono positiva, sto bene. State attenti»
Anche Iva Zanicchi è risultata positiva al Covid. Lo ha annunciato la stessa cantante con un video sul suo profilo Instagram: «Eccomi qua, ve lo dico: ho il coronavirus! Sto bene, non ho perso l’allegria e vi faccio questo video. Mi raccomando fate attenzione. Spero voi stiate bene, vi mando un bacio a prestissimo!».

Ore 15.08 – Zampa: «Forse la comunicazione sul Dpcm
doveva essere più incisiva»
«Ieri sera il presidente Conte ha spiegato i parametri, forse la comunicazione doveva essere più incisiva visto che oggi i presidenti delle Regioni muovono delle obiezioni. Oggi però è giusto spiegarli di nuovo in una conferenza stampa». Lo rimarca il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, ospite di Tagadà su La7, commentando quanto accaduto ieri nelle ore precedenti all’uscita del Dpcm.

Ore 14.56 – Trenitalia, Iacono: «Da ieri meno 28 collegamenti Frecce»
A ottobre c’è stata una riduzione della domanda per le Fecce «pari al 65% rispetto allo stesso periodo del 2019, la flessione nei primi giorni di novembre è arrivata a -80%». Lo ha detto l’amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera. «Quindi in virtù di questo calo e delle restrizioni, da ieri è stata operata una riduzione di 28 collegamenti che equivale ad avere oggi 190 Frecce al giorno, che corrispondono al 67% dell’offerta pre-covid», ha spiegato l’a.d «Stiamo valutando ulteriori step a partire dalla prossima settimana, che prevede una riduzione che porterebbe a una circolazione di quasi 78 frecce al giorno che corrispondono al 28%-30% dell’offerta pre-Covid».

Ore 14.53 – Ats Milano: «Casi 20 volte superiori rispetto a settembre»
L’Ats Città Metropolitana di Milano ha inviato una lettera a tutti i medici di famiglia per aggiornarsi sull’andamento della pandemia «che purtroppo — si legge nella missiva — sta registrando un numero quotidiano di positivi enormemente superiore a quanto avvenuto nella prima fase. Ogni giorno rileviamo diverse migliaia di nuovi casi – si legge ancora – quasi 4mila nei giorni scorsi, 20 volte superiori al dato di fine settembre, con una progressione che purtroppo è estremamente rilevante». Ats lancia l’allarme anche per quanto riguarda «la crescita delle segnalazioni dei sintomatici» inseriti dai medici di famiglia nel portale dai medici di base che «stanno superando le 10mila quotidiane da diversi giorni». Si segnala anche «una forte sofferenza nella possibilità di prenotare ed eseguire in tempi adeguati il tampone» anche se i laboratori hanno «raddoppiato al produzione nell’ultimo mese» e «in Ats vengano effettuati ora 75mila tamponi alla settimana».

Ore 14.50 – Il sindaco di Pietrasanta (Lucca): «Fuga da zone rosse a seconde case. Già successo e il Governo sottovaluta il fenomeno»
«Il Governo ha sottovalutato, ancora una volta, il fenomeno delle fughe dalle cosiddette zone rosse. Il nuovo Dpcm fino a domani non impedisce a un cittadino delle regioni classificate ad alto rischio di spostarsi in un’altra regione. Non c’è nulla di illegale, fino a quando non ci sarà una legge o una ordinanza, che lo renderà tale. I comuni non possono chiudere le frontiere. È evidente che a Roma anche in questa occasione hanno sottovalutato una problematica che per aree come la nostra generano comprensibile preoccupazione nei cittadini». Lo afferma in un comunicato il sindaco di Pietrasanta (Lucca), Alberto Stefano Giovannetti, sul fenomeno della fuga verso le seconde case al mare. In Versilia, solo a Pietrasanta ci sono circa 6mila seconde case su 17mila abitazioni complessive. «Quello che possono notare, e che noi tutti abbiamo notato in questi mesi, è che ci siano molte seconde case aperte. È un fenomeno in corso dalla fine del lockdown generale…».

Ore 14.47 – Calenda: «Serve contributo a taxi
e Ncc per decongestionare il trasporto pubblico locale»
«A tassisti e Ncc che lamentano un crollo delle entrate del 70-80% bisognerebbe dare uno stipendio per tenere le tariffe basse e contribuire ad alleviare la saturazione del trasporto pubblico locale che rappresenta anche un rischio per la salute pubblica». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite di Mattino5. «In questo momento il Governo, la Regione o il Comune dovrebbero garantire 1.500-2.000 euro al mese per sospendere il leasing del taxi e consentire di offrire il servizio di trasporto a un costo bassissimo, contribuendo così a decongestionare gli autobus e le metropolitane», ha aggiunto Calenda.

Ore 14.44 – Coldiretti: «Dpcm chiude 5mila agriturismi italiani»
Oltre 5mila agriturismi sono costretti a chiudere nelle aree classificate di gravità massima o elevata in base al rischio contagio da coronavirus, dove è stata totalmente inibita l’attività di ristorazione. È questo quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulle conseguenze nelle campagne del nuovo Dpcm che individua tre livelli di rischio. In particolare si vede come «il 57% degli agriturismi costretti alla serrata si trova fra Lombardia e Piemonte e il resto fra Puglia, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta». Limitazioni permangono però — evidenzia Coldiretti — «anche sulla parte del territorio nazionale fuori dalle due fasce più critiche dove le attività di ristorazione sono consentite solo dalle ore 5 alle 18 con la possibilità sempre della consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 della ristorazione con asporto».

Ore 14.28 – Fontana: «Nessuna deroga al Dpcm prima di 2 settimane»
«Si stanno diffondendo notizie false che creano confusione e uno stato di incertezza e agitazione nei cittadini lombardi del quale sicuramente non abbiamo bisogno, l’ordinanza firmata ieri dal ministro Speranza ha decretato la zona rossa su tutto il territorio regionale senza alcuna possibilità di deroga»: lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana. «Solo successivamente – ha aggiunto – dopo almeno 2 settimane sulla scorta dell’evoluzione della situazione è possibile per i presidenti di regione chiedere misure di allentamento per determinati territori». E ha aggiunto: «Colgo questa occasione per dire ai cittadini lombardi che hanno fatto tanti sacrifici che dobbiamo tenere duro ancora per un po’».

Ore 13.56 – Ats Milano ai medici: «Sospendere tamponi a contatti stretti»
Giorni difficili per Milano. I casi di Covid-19 aumentano in maniera esponenziale. Tanto che l’Ats Città metropolitana ha scritto ai medici di famiglia una nota chiedendo collaborazione per la mole di contagi e segnalazioni da gestire e aggiornandoli sulla criticità del momento e sull’andamento dell’epidemia che, scrivono i vertici dell’Agenzia, «purtroppo sta registrando un numero quotidiano di nuovi positivi enormemente superiore a quanto avvenuto nella prima fase. Ogni giorno rileviamo diverse migliaia di nuovi casi: quasi 4mila nei giorni scorsi, 20 volte superiori al dato di fine settembre, con una progressione che purtroppo è estremamente rilevante». Accanto all’aumento del numero di positivi c’è poi il «boom delle segnalazioni quotidiane di sintomatici» inserite nel portale dai medici di base. Segnalazioni «che stanno superando la soglia di 10mila» quotidiane «da diversi giorni di seguito». Il quadro viene tracciato per spiegare ai camici il motivo per cui si registra «una forte sofferenza nella possibilità di prenotare ed eseguire in tempi adeguati i tamponi», nonostante sia stata praticamente raddoppiata la produzione nell’ultimo mese. Da qui le richieste fra cui quella di sospendere i tamponi per i contatti stretti al decimo giorno di quarantena.

Ore 13.39 – In Svizzera altri 10mila contagi
In Svizzera nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 10.128 casi di coronavirus e 62 morti. Negli ospedali sono arrivati altri 399 pazienti e il governo ha deciso di impiegare i militari per aiutare il sistema sanitario, sotto forte pressione, a gestire l’impennata di ricoveri.

Ore 13.37 – De Luca: «Ora in Campania nessun rilassamento. I sindaci chiudano lungomare e parte dei centri storici»
«Le decisioni del Governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell’Italia hanno creato problemi del tutto prevedibili. Rimango convinto della necessità di misure nazionali unitarie, anche più rigorose, per una azione più efficace di contrasto al Covid, a fronte di una diffusione sostanzialmente omogenea del contagio». Così il governatore campano Vincenzo De Luca. (La Campania «zona gialla»: qui l’approfondimento). «Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante». Il presidente invita poi i sindaci della regione a «chiudere i lungomare e parte dei centri storici nel fine settimana». «Non possiamo tollerare che ci siano, in questa situazione, migliaia di persone che vanno a passeggio come se niente fosse. Invito a predisporre attività di controllo e di sanzione per chi ancora oggi, gira senza mascherina», ha concluso De Luca.

Ore 13.28 – In Russia oltre 19mila casi in un giorno
Sono 19.404 i nuovi casi di coronavirus registrati in Russia nelle ultime 24 ore, portando il totale a 1.712.858. Lo riferisce l’agenzia Tass citando il centro di crisi per il coronavirus. Si tratta del secondo giorno di fila in cui vengono superati i 19mila casi. In particolare a Mosca sono stati registrati 5.255 nuovi contagi.

Ore 13.17 – Venerdì informativa de ministro Speranza alla Camera

Il ministro della Sanità Roberto Speranza riferirà nell’Aula della Camera sulle misure dell’ultimo Dpcm sull’emergenza Covid domani, venerdì, alle 11.30. Lo ha annunciato all’Assemblea di Montecitorio il vicepresidente Ettore Rosato. L’intervento del governo, per chiarire dati e criteri seguiti per la collocazione delle Regioni italiane nelle aree rossa, arancione e gialla previste dall’ultimo Dpcm Covid era stato richiesto, in particolare, da Fi, Lega e Nci-Misto.

Ore 13.11 – Oms, nell’infezione dei visoni
in Danimarca il virus appare mutato

I casi di infezione da coronavirus contratto dai visoni in Danimarca preoccupano anche l’Organizzazione mondiale della sanità. «Siamo a conoscenza di segnalazioni dalla Danimarca di un certo numero di persone infettate da coronavirus dai visoni, con alcune modifiche genetiche nel virus. Siamo in contatto con le autorità danesi per saperne di più», fa sapere l’Oms in un tweet. Nel Paese, dove le prime infezioni nei mustelidi da pelliccia si sono registrate mesi fa, preoccupano i casi di contagio negli esseri umani. Il mese scorso la Danimarca ha iniziato ad abbattere milioni di visoni nel Nord del Paese, ma sembra che ora si intenda procedere ulteriormente con gli abbattimenti, per l’eliminazione di tutti i 15 milioni di visoni del Paese (qui l’approfondimento).

Ore 13-02 – Von der Leyen: «128 milioni di euro
per borse di ricerca per la pandemia»

«Una pandemia globale richiede sforzi globali. Oggi abbiamo firmato 128milioni di euro per borse di ricerca a sostegno dei team di 39 Paesi, per comprendere e trattare meglio il Coronavirus. Sono contenta di vedere i ricercatori di oltre-confine collaborare al Coronavirus Global Response (l’azione per un accesso universale a vaccini, test, terapie a prezzo equo)». Lo ha annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

Ore 12.58 – Premier svedese Lofven e moglie in isolamento
Il primo ministro svedese, Stefan Lofven, ha annunciato oggi di essersi messo in autoisolamento volontario insieme con la moglie dopo essere venuto in contatto con una persona della sua cerchia ristretta positiva al Covid-19. «È l’unica cosa responsabile da fare», ha scritto Lofven in un messaggio su Facebook, sottolineando che lui e la moglie Ulla non hanno sintomi. «Gli sviluppi stanno andando rapidamente nella direzione sbagliata. Alcuni sono contagiati. Altri muoiono. Questa è una situazione grave», ha scritto. La Svezia, che ha seguito una politica diversa dagli altri Paesi europei rinunciando ad imporre misure coercitive per contenere la pandemia, ha registrato finora quasi 6.000 decessi a causa della malattia. Inizialmente, il Paese di più di 10 milioni di abitanti, aveva il numero più basso di casi di coronavirus. Tuttavia, nella settimana iniziata il 19 ottobre, la Svezia ha segnalato 9.165 nuove infezioni: un aumento del 63% rispetto alla settimana precedente e il numero più alto di casi visti finora in sette giorni, secondo l’Agenzia di sanità pubblica svedese.

Ore 12.55 – Francia, un ricovero ogni 30 secondi. Attese nuove misure
In Francia si fa sempre più grave la situazione sanitaria causata dalla seconda ondata di Covid-19, che spinge il governo a valutare nuove restrizioni mentre il Parlamento, seppur diviso, ha votato la proroga dello stato di emergenza fino al 16 febbraio. Il presidente Emmanuel Macron ha riunito all’Eliseo il Consiglio di Difesa per discutere di possibili nuove misure: oltre alla serrata già in vigore, tra le ipotesi circola quella di un coprifuoco nelle zone più colpite, come Parigi. «La situazione è grave e continua a deteriorarsi, con i servizi di rianimazione sempre più vicini al collasso con un paziente ricoverato a causa del Covid-19 ogni 30 secondi in Francia» ha detto il portavoce del governo, Gabriel Attal. Il capo dello Stato ha anche rilanciato il suo appello alla «responsabilità e alla mobilitazione assoluta di ogni singola persona». Ad oggi almeno 4.080 pazienti contagiati sono ricoverati in terapia intensiva, su una disponibilità totale di 6.400 letti, non solo per il Covid. Nel Paese si sono superati i due milioni di tamponi a settimana.

Ore 12.49 – In Brasile si sono superati i 161mila morti
Il Brasile ha superato i 161 mila decessi causati dal coronavirus tra martedì e ieri, in cui si sono registrati ulteriori 622 morti, facendo salire a 161.170 il totale delle vittime dall’inizio della pandemia. Nelle ultime 24 ore, il gigante sudamericano ha segnalato ulteriori 23.815 nuovi casi, portando il numero accumulato dalla fine di febbraio a 5.590.941 contagiati.

Ore 12.42 – Spagna associazioni di alberghi
e ristoranti chiedono aiuti per 8,5 miliardi

Le associazioni di categoria del settore alberghiero e della ristorazione della Spagna hanno chiesto al governo e alle regioni aiuti diretti, misure fiscali ed occupazionali per un valore di 8,5 miliardi di euro a causa delle conseguenze della pandemia del coronavirus. In una nota le associazioni di categoria hanno evidenziato che gli 8,5 miliardi di aiuti sarebbero necessari per evitare la perdita di oltre un milione di posti di lavoro e la scomparsa di 100 mila strutture ricettive (un terzo del totale).

Ore 12.34 – L’Ordine dei medici: «Bene il Dpcm,
ascoltate le nostre preoccupazioni»

«Provvedimenti opportuni, che vanno nella direzione giusta: quella della mediazione tra l’esigenza di non sfaldare il tessuto produttivo del Paese e quella di assumere provvedimenti più drastici laddove gli indicatori mostrino che il virus non è sotto controllo e i sistemi sanitari non siano in grado di reggere al suo impatto». Così il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la relativa ordinanza, firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che individua misure restrittive per le Regioni più a rischio. «Diamo atto al Governo di aver tenuto in debito conto le preoccupazioni dei medici, che, ricordiamolo, rimangono molto forti anche nelle aree “gialle” – continua Anelli -. Ora più che mai, è necessario un monitoraggio costante e preciso della situazione, per individuare e arginare i nuovi focolai e le situazioni di criticità».

Ore 12.33 – Di Maio: «Scontro Stato-Regioni inaccettabile.
Servono unità e responsabilità»

«È dall’inizio della seconda ondata che va avanti questa tiritera. Ormai la pandemia è un terreno di scontro politico. È inaccettabile. Questo virus ci sta mettendo davanti agli occhi molti problemi. Uno di questi è anche l’organizzazione dello Stato». Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook aggiungendo: «Bisogna cambiare e uno dei primi passi da compiere una volta usciti dalla pandemia dovrà essere quello di semplificare e riorganizzare lo Stato. Servono responsabilità, testa e unità». «Non capisco adesso questo atteggiamento scontroso e caotico da parte di alcune Regioni e di alcuni Comuni che oggi dicono il contrario di ciò che dicevano il giorno prima. Bisogna chiudere, poi no, poi sì, poi lo sconcerto per aver chiuso. Giorni fa reclamavano più autonomia, oggi vogliono meno responsabilità».

Ore 12.06 – Speranza: «Le Regioni non ignorino
la gravità dei dati dei propri territori»

«Le Regioni alimentano i dati con cui la cabina di regia effettua il monitoraggio dal mese di maggio. Nella cabina di regia ci sono tre rappresentanti indicati dalle Regioni. È surreale che anziché assumersi la loro parte di responsabilità ci sia chi faccia finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i propri territori. Serve unità e responsabilità. Non polemiche inutili». Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, all’indomani dell’ordinanza sulle Regioni nelle varie fasce di rischio (qui la spiegazione della divisione delle Regioni «per zone»).

Ore 12.03 – La Calabria impugnerà l’ordinanza del ministro Speranza

Iil presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha annunciato un ricorso contro il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza: «Impugneremo la nuova ordinanza del ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale», ha affermato. «Le costanti interlocuzioni che ho avuto in questi giorni con i membri del Governo e con il commissario Arcuri, al di là della grande disponibilità al dialogo da parte di tutti – ha aggiunto Spirlì – non hanno prodotto alcuna modifica rispetto alla volontà, evidentemente preconcetta, di “chiudere” una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta».

Ore 11.54 – Oggi il punto di Iss e ministero Salute sulle nuove misure
Si terrà questo pomeriggio (anziché domani come inizialmente previsto) il punto stampa al ministero della Salute con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. Sarà occasione anche per illustrare gli indicatori che hanno portato all’ordinanza di ieri sulle tre «fasce» regionali.

Ore 11.37 – Sindaco Sala: «Misure del governo si rispettano. Ma il sistema delle zone scelto dal governo è troppo complesso»
«Io credo che il sistema scelto dal governo per definire le zone gialle, arancioni e rosse sia troppo complesso, perché divide, attenzione, non solo per Regioni, ma anche per Province». Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala – a proposito della decisione del Governo di dividere il Paese in zone e collocare la Lombardia nella zona a più alto rischio per la pandemia di Covid19 – in un video postato sui suoi canali social questa mattina. «Io cos’avrei fatto? – si chiede il sindaco – Avrei scelto un sistema più semplice e più uniforme. Io non sono così certo che questa classificazione, vista in maniera dinamica e in ottica di tendenza, garantisca una decisione equa. A volte, a complicare eccessivamente le cose non si raggiunge l’obiettivo». La premessa, però – precisa il sindaco – «è che le misure del governo (qui il testo del nuovo decreto) vanno rispettate e io da uomo delle istituzioni mi attiverò affinché vengano rispettate e affinché questo sacrificio che ci viene chiesto si trasformi in un beneficio per la nostra comunità». . La video scheda: zone gialle e arancioni.

Ore 11.18 – Ministro Manfredi: «Covid non ha influito su esami e lauree». Università aperte, didattica «a zone»
«Le università sono aperte», e la didattica si adegua alla divisione del Paese in «zone». Lo ha spiegato il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, su Sky TG24: «Nelle zone rosse la didattica sarà tutta a distanza a eccezione di quelle che sono alcune attività obbligatorie, come la didattica nelle aree sanitarie e anche i laboratori obbligatori. Nelle Regioni gialle e arancioni ci sarà didattica in presenza solo per le matricole, per privilegiare i ragazzi che sono al primo anno, che hanno maggior bisogno della didattica in presenza». Manfredi ha poi assicurato che nel periodo «del completo lockdown», il numero di laureati e di esami sostenuti è stato «praticamente uguale a quello degli anni precedenti». Nessun calo sui risultati, ha spiegato «perché ci eravamo già preparati a un sistema flessibile».

Ore 11.20 – Gentiloni, due anni per tornare a ripresa pre-pandemia.
«Pil dell’Italia giù del 9,9%»

Peggiorano le stime di crescita per l’Italia: quest’anno il crollo del Pil sarà del 9,9% e nel 2021 la ripresa si limiterà al 4,1% mentre nel 2022 sarà del 2,8%. Le Previsioni d’autunno della Commissione Ue, presentate giovedì mattina, sono meno ottimistiche rispetto a quelle estive che per il nostro Paese indicavano una recessione del 9,5% per quest’anno, seguita da una parziale ripresa nel 2021 con un Pil in crescita del 6,5%. È probabile che peggiorino ulteriormente di fronte ai nuovi lockdown introdotti per contenere la seconda ondata di contagi da Covid. Il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, commentando i dati ha detto: «Dopo la più profonda recessione nella storia dell’Ue nella prima metà di quest’anno e una ripresa molto forte in estate, la ripresa in Europa si è interrotta a causa della recrudescenza nei casi COVID-19. La crescita tornerà nel 2021 ma ci vorranno due anni prima che l’economia europea si avvicini al livello pre-pandemico». Nel suo insieme l’economia della Ue sarà appena al di sotto del suo livello pre-pandemia entro la fine del 2022, ma purtroppo non è così per tutti. «Tra i maggiori Stati membri, si prevede che solo la Germania e la Polonia raggiungeranno o supereranno i livelli di Pil pre-pandemici entro la fine del 2022 – ha detto Gentiloni – . Complessivamente, quasi la metà degli Stati non dovrebbe recuperare il livello di pil pre-pandemia entro la fine del 2022». Tra questi, anche l’Italia.

Ore 11.09 – Nuova serrata nazionale in Grecia per tre settimane
Secondo lockdown nazionale in Grecia, per contenere l’epidemia di Covid-19, a partire da sabato, per tre settimane. Lo ha annunciato il premier greco Kyriakos Mitsotakis in un discorso alla nazione, affermando che l’aumento delle infezioni da coronavirus deve essere fermato prima che il sistema sanitario del Paese sia sottoposto a pressioni «insopportabili». Queste le misure che entreranno in vigore sabato 7 novembre: tutti i negozi al dettaglio chiuderanno e gli spostamenti tra le regioni saranno vietati, mentre le autorità reintrodurranno un sistema che obbliga i cittadini a inviare messaggi di testo (Sms) a un numero del governo per uscire di casa per lavorare, fare acquisti, visitare un medico o fare esercizio fisico.

Ore 11.02 – Inps, Cig a 348 milioni di lavoratori

Sono in totale 13.604.533 le prestazioni erogate direttamente dall’Inps da maggio, primo mese utile a fronte di richieste Cig presentate per marzo e aprile, a fronte di 13.811.862 domande pervenute, che riguardano 3.492.329 beneficiari di cui 3.480.213 hanno ricevuto pagamenti. Lo rende noto l’Istituto comunicando l’aggiornamento quindicinale relativo ai pagamenti di Cassa integrazione nel periodo di emergenza Covid, con i dati risultanti al 3 novembre 2020. A oggi, dunque, il 99,65% dei lavoratori ha ricevuto pagamenti, mentre i restanti in attesa di un primo pagamento sono passati da oltre 17mila a circa 12milka, di cui oltre seimila sono relativi a richieste presentate (SR41) solo il mese scorso.

Ore 10.55 – Lockdown bis in Inghilterra, torna «Captain Tom»
Insieme al nuovo lockdown nazionale, in Inghilterra, torna in azione anche il capitano Tom Moore, veterano di guerra centenario decorato nei mesi scorsi dalla regina su proposta del governo. Il motivo? La raccolta record (33 milioni di sterline) in favore della sanità pubblica (Nhs) ispirata online durante il primo lockdown anti-Covid da una sua impresa: 100 giri nel giardino attorno a casa con l’aiuto del deambulatore. Stavolta «Captain Tom», come è ormai conosciuto nel Regno, ha annunciato di voler promuovere con una seconda camminata una campagna di donazioni per le persone sole e più vulnerabili, costrette di nuovo al confinamento.

Ore 10.52 – In India 50mila nuovi casi
Nelle ultime 24 ore in India sono stati registrati 50.210 nuovi casi e 704 decessi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità nell’ultimo bollettino, che indica in 8.364.086 i casi complessivi, con 124.315 decessi. Il tasso di letalità è dell’1,49 per cento e quello di recupero del 92,2 per cento. Ieri sono stati effettuati 1.209.425 test e il totale ha raggiunto 114.108.384, secondo i dati del Consiglio indiano per la ricerca medica (Icmr). Il ministero dell’Interno ha prorogato fino al 30 novembre le line guida per la riapertura graduale e soggetta a restrizioni di alcune attività: servizi ferroviari metropolitani, centri commerciali, alberghi, ristoranti e altre strutture ricettive, luoghi di culto, centri yoga, palestre, cinema e teatri (al 50 per cento della capienza), parchi di intrattenimento. È facoltà degli Stati decidere, in base alle situazioni locali, se riaprire scuole e università.

Ore 10.48 – Lavevaz (Valle d’Aosta): «Serve chiarezza su calcolo Cts»
«Le Regioni hanno chiesto di avere i fogli di calcolo utilizzati dal Cts, io l’ho ribadito anche ieri: è importante avere chiarezza sul perché siamo nella zona rossa, anche come elemento di chiarezza nei confronti dei cittadini». Lo ha detto il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz, in Consiglio regionale. «I numeri sono belli perché non si prestano a interpretazioni», ha aggiunto.

Ore 10.35 – Milano, positivi 64 dipendenti del Pio Albergo Trivulzio
Sono 64 i dipendenti del Pio Alberto Trivulzio di Milano risultati positivi al Covid. Lo rende noto la struttura nel bollettino odierno, specificando che sul totale dei 551 dipendenti sottoposti a tampone, altri 20 sono in attesa di referto. Dallo screening con tampone a cui sono stati sottoposti i pazienti, tra il 27 ottobre e il 2 novembre, sono risultati 7 positivi. «In considerazione dei falsi positivi tra i pazienti, l’azienda sta provvedendo a sottoporre a nuovo tampone anche il personale asintomatico entro venerdì», precisa l’azienda.

Ore 10.27 – Ventotto nuovi casi in Cina continentale
Nella Cina continentale ieri sono stati segnalati 28 nuovi casi confermati di Covid-19, di cui 8 trasmessi a livello locale e 20 importati. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Fino alla serata di ieri, nella Cina continentale erano stati registrati complessivamente 3.480 casi importati.

Ore 10.23 – Germania sfiora 20mila contagi in 24 ore: è nuovo record
La Germania sfiora i 20mila contagi nelle 24 ore: si tratta del nuovo record assoluto dall’inizio della pandemia del coronavirus. Come riferito dal Robert Koch Institut, il centro epidemiologico nazionale, sono state registrate 19.990 nuove infezioni giornaliere. Il precedente record era di sabato scorso con 19.059 casi. I decessi, sempre nelle 24 ore, sono stati 118, portando il numero complessivo a 10.930.

Ore 10.18 – Gimbe: «Manca strategia condivisa tra Governo e Regioni»
«L’introduzione di misure proporzionate a differenti livelli di rischio regionale è totalmente condivisibile, anzi, ove necessario, bisognerebbe agire con misure più restrittive a livello di Provincia o Comune. Ma è indifferibile rendere pubblici i criteri per classificare il livello di rischio, anche per evitare continue negoziazioni tra Governo e Regioni che aggiungono ulteriori ritardi alla «non strategia» dei Dpcm settimanali, concedendo un vantaggio sempre maggiore al virus. Così ancora Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe «In ogni caso, manca una strategia a medio-lungo termine condivisa tra Governo e Regioni, in grado di potenziare adeguatamente i servizi sanitari e informare la popolazione, al momento chiamata a sottostare passivamente a nuove restrizioni settimanali che rendono incerta la quotidianità e alimentano preoccupazioni sul futuro», conclude.

Ore 10.13 – Gimbe: «Ascesa contagi, ospedali prossimi a saturazione» Nella settimana tra il 28 ottobre e il 3 novembre c’è stato un incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi di contagio da Covid (195.051 contro 130.329), in parte per l’aumento dei casi testati, ma soprattutto per l’ulteriore incremento del rapporto positivi/casi testati (23,9% contro 18%). Una situazione «che sta portando gli ospedali verso la saturazione». È quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe secondo cui crescono del 63,9% i casi attualmente positivi e, sul fronte degli ospedali, si rileva un ulteriore aumento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva. Incrementano del 72% i decessi.

Ore 10.11 – Galli: «Spero Dpcm non sia tardivo, risultati in tre settimane» Il nuovo Dpcm «spero che non sia un provvedimento tardivo e che non sia preludio a qualcosa di più deciso e ancora più marcato». Così il professor Massimo Galli, responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, al Forum Sistema Salute in corso a Firenze. «Non sono contrario, in linea di principio, al fatto che ci possa essere una differenziazione tra le Regioni, può avere un senso», ha aggiunto l’infettivologo. «Dovremmo vedere dei risultati tangibili entro 2-3 settimane, non subito, perché non cancelliamo con un provvedimento le infezioni in corso: è una scommessa a tre settimane. Se in queste tre settimane vediamo una iniziale riduzione del fenomeno, forse non ci siamo giocati il Natale».

Ore 10.08 – Decaro: «Da maggio chiediamo parametri chiari»
«Domani con l’entrata in vigore delle nuove restrizioni ci saranno delle limitazioni. In alcune regioni sono più spinte in altre meno. Nelle zone rosse non si potrà uscire di casa. Mentre in quelle arancioni sarà solo una raccomandazione, nelle zone rosse sarà come tornare al lockdown totale. Spero sia solo per qualche giorno.» Così Antonio Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari su Rai Radio1. Rispondendo alla domanda se condivide la linea del governo, Decaro ha risposto: «Noi avevamo chiesto da maggio di individuare dei parametri in modo trasparente, in modo da renderci tutti responsabili. Volevamo indicatori certi per dare possibilità alle comunità e ai sindaci di capire e fare aggiustamenti».

Ore 10.03 – Napoli «area gialla», ma Gambrinus chiude ugualmente
Strade vuote, pochi che passeggiano per le vie del centro di Napoli e nei bar scarseggiano i clienti. I titolari, nonostante l’inserimento della Campania in «area gialla», quella con minori restrizioni, non sono affatto sollevati. Ed è confermata la chiusura dello storico Caffè Gambrinus, in piazza del Plebiscito, come annunciato già ieri, indipendentemente dalle misure restrittive perché i costi da sostenere sono troppo elevati. «Con l’aumento dei contagi – dice Massimiliano Rosati, tra i titolari del bar – la gente non entra e non si siede, anche se abbiamo sempre puntato sulla socialità. Pesa tanto anche l’assenza dei turisti».

Ore 9.34 – Zaia: «Legittime le proteste di Fontana
e De Luca, ma ora dobbiamo uscire dalla crisi»
«Credo che sia legittimo che De Luca e Fontana protestino, tutti noi abbiamo qualcosa da dire». Lo afferma il governatore del Veneto, Luca Zaia, in merito alle norme del nuovo Dpcm anti-Covid. «Io personalmente ritengo fondamentale il contraddittorio sul servizio di prevenzione. Non vengo a fare polemiche, ma dico che le cose non sono mai perfette. Anch’io avrei cose da replicare, ma tutti abbiamo un obiettivo, cioè di uscire presto da questa crisi».

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