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Coronavirus Roma - Cronaca

Sposati da 44 anni, il virus li divide Poi Maria raggiunge Paolo in ospedale

Quando il marito, 69 anni, è finito al San Filippo Neri la moglie, 65, curata a casa, è peggiorata. Dai medici la soluzione per farli riunire …

La violenza del Covid sta spezzando vite, distruggendo rapporti sociali. Ma in certe occasioni non riesce a vincere sull’amore. Come testimonia la storia di Paolo e Maria (i nomi sono di fantasia per tutelarne la privacy). Uniti da una vita. In salute e in malattia. Adesso, anche dal coronavirus. Romani. Lui 69 anni, lei 65, Paolo e Maria sono sposati da 44. Hanno due figli. Vivono insieme, solo loro due, a Roma nord. Sono una coppia «vecchio stampo», di quelle che fanno tutto insieme, di quelle che condividono ogni cosa. Persino un’esperienza devastante come quella di contrarre il virus. È la fine di novembre quando iniziano a stare male: febbre, tosse, spossatezza e difficoltà a respirare. Capiscono subito che quei sintomi possono voler dire che si sono ammalati. Parte quindi la trafila sanitaria e arriva la conferma ai loro sospetti: il tampone è positivo. Paolo è quello che sta peggio. Ha difficoltà respiratorie serie e necessita dell’ossigeno. I medici decidono di trasferirlo in ospedale e lo ricoverano nel Covid center del San Filippo Neri. Maria ha sintomi lievi e può rimanere a casa.

Passano i giorni. E Paolo, nel suo letto, oltre a subire i duri colpi della malattia, inizia ad accusare un crollo emotivo: solo, senza nessuno che possa andare a trovarlo. Può scambiare qualche parola con il suo compagno di stanza e parlare al telefono con i suoi cari. Ma, senza Maria, il suo umore non fa che peggiorare. E anche la sua salute. «Ma per una volta che avete la scusa di stare separati! Approfittatene, no?», scherzano con lui, da sotto le tute che lasciano intravedere ai pazienti solo gli occhi, David Mucini, Cristina Rosati e Rosaria Di Matteo, i dottori dello staff di Medicina d’urgenza e del reparto Covid D3 del San Filippo Neri (Asl Roma 1). «Macché – risponde Paolo -. Sono 44 anni che stiamo insieme. E ora siamo separati per la prima volta».

Parole che commuovono chi si prende cura del malato, tant’è che i medici gli assicurano che faranno di tutto per farlo ricongiungere con Maria. L’occasione si presenta prima del previsto, prima della guarigione. Già perché, nel frattempo, anche Maria a casa comincia a stare peggio: non tanto fisicamente, quanto psicologicamente. Il suo Paolo le manca davvero troppo. Il dover stare isolata non l’aiuta affatto. E la solitudine comincia a prendere il sopravvento tanto da andare a incidere sulle sue condizioni di salute. Maria insomma si sta lasciando andare.

Così giovedì mattina telefona al 118 e un’ambulanza arriva da lei. Dopo averla visitata, la decisione di portarla al San Filippo Neri. Il resto viene naturale: Maria deve essere ricoverata e si è liberato proprio il posto letto vicino a quello di Paolo. Così marito e moglie tornano a vivere insieme e a dormire nella stessa stanza. Anche se condivisa con un «terzo incomodo», il Covid. I miglioramenti già sono visibili. Per i medici, promessa mantenuta.

6 dicembre 2020 | 08:16

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