Categorie
Coronavirus Roma - Cronaca

Superiori e atenei,ora lezioni solo online L’ordinanza del Lazio per fermare il virus

Scuole e università ora frequentate dal 25% di studenti …

La Regione è pronta a chiudere licei e università portando al cento per cento la Didattica a distanza. La decisione, in attesa di un eventuale nuovo giro di vite del governo tramite un ulteriore Dpcm, arriva al termine del summit tra i vertici del Lazio, i presidi degli istituti superiori e i rettori degli atenei.

La ratifica del provvedimento arriverà tra domani e martedì con un’ordinanza che, spingendo al massimo la Dad – formula sulla quale la Regione ha appena investito «tre milioni di euro per la connessione internet degli studenti», ha annunciato il governatore Nicola Zingaretti – chiuderà di fatto i cancelli degli edifici scolastici e universitari, riducendo la mobilità soprattutto sui mezzi pubblici. Gli studenti che resteranno a casa per seguire le lezioni dal pc saranno circa 250 mila.

Dunque si procede con la didattica esclusivamente a distanza per le superiori. Mentre, per gli altri gradi, cioè elementari e medie, si attende solo il provvedimento del governo che in queste ore prova a tenere insieme esigenze sanitarie ed economiche con l’idea di evitare un nuovo lockdown totale.

Ma, al netto delle scelte che si stanno prendendo a livello nazionale, era infatti già decisa, per il Lazio, la stretta che appunto avrebbe riguardato solo gli alunni più grandi, quelli che di solito prendono i mezzi pubblici e che sono più in grado di autogestirsi da casa. Certo, la scelta è forte. Ma è comunque giudicata in qualche modo «necessaria» dagli stessi presidi che, nel corso della riunione fiume con la Regione, avrebbero manifestato tutte le criticità di una scuola aperta solo per il 25% degli studenti, così come prevedeva l’ultimo decreto di Palazzo Chigi: più caos che benefici, hanno sintetizzato i dirigenti che, certo, sono sempre favorevoli alla didattica in presenza, ma non a tutti i costi.

«Dobbiamo ammetterlo – commenta anche Mario Rusconi, rappresentante dei presidi del Lazio -, organizzare la didattica in questo modo, col 75% a distanza e una piccolissima parte in classe, è stato più fonte di difficoltà che di benefici: continuiamo a difendere strenuamente la didattica in presenza, ma bisogna prendere atto del fatto che troppe cose non stavano funzionando». Due su tutte: la gestione dei casi positivi da parte delle Asl, già sotto grande pressione per la crescita dei contagi al di fuori della scuola, e le connessioni insufficienti. Il bando da tre milioni per la connessione internet degli studenti anticipa così, nei fatti, l’imminente ordinanza. Del resto, i numeri dei contagi nel Lazio non sono confortanti. I primissimi dati dall’apertura delle scuole registravano 848 studenti e 149 docenti positivi, con 12.749 studenti e 1.912 docenti in isolamento. Al 17 ottobre, poi, 1.961 studenti (isolati 31.898) e 361 docenti positivi. Infine, i dati di giovedì scorso: 3.700 i casi positivi, 3.007 studenti e 693 tra il personale scolastico, con 138 focolai e undici scuole chiuse temporaneamente dall’Asl per le operazioni di sanificazione.

La questione, comunque, è anche organizzativa. Molte scuole, come il liceo Primo Levi di Vigna Murata, ammettendo le difficoltà tecniche – connessione insufficiente e difficoltà nell’implementare l’orario degli insegnanti – avevano già deciso di cominciare con la Dad al 100%. Altri istituti invece no, come il Tasso di via Sicilia che aveva appena pubblicato il nuovo orario, il quarto dall’inizio dell’anno, pur introducendo l’obbligo di mascherina anche al banco. Tutto superato dalla nuova ordinanza.

1 novembre 2020 | 08:02

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente articoli: Vai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *