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Test Medicina 2020 al via: ressa e mascherine per l’esame in era Covid

Il giorno della prova di accesso alla Facoltà di Medicina per oltre 66 mila candidati, esclusi quelli in isolamento fiduciario causa coronavirus. Il ministro Manfredi: «Facciamo i test per la maggioranza dei ragazzi, poi valuteremo situazioni particolari» …

«Vedere le aule piene di studenti ci apre il cuore». È il rettore dell’università di Padova, Rosario Rizzuto, a riassumere il «sentimento» della giornata. Nei padiglioni della Fiera, dove si svolge il test d’ingresso alle facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, ha dato il benvenuto con evidente sollievo ai 3.382 candidati che si contendono i 460 posti a disposizione: «L’Università è un luogo fisico dove ci si incontra, e la vera sfida è stata far rientrare in sicurezza gli studenti in aula», ha detto. A Napoli, i ragazzi sono entrati scaglionati, «per evitare code», in gruppi di cinque alla volta, negli spazi di Monte Sant’Angelo, nel quartiere Fuorigrotta. Peccato che per ore, in attesa dell’ingresso, fossero tutti accalcati nel piazzale antistante, senza possibilità di distanziamento sociale. A Firenze ingressi ordinati alla Fortezza da Basso, dove si svolge il test. A Torino ragazzi ben distanziati nei sontuosi spazi del Lingotto. Mascherine e distanziamento nelle aule della Sapienza, con il personale della Protezione Civile a far rispettare le distanze, fuori dall’università. È partito così, il concorso ai tempi del Covid, tradizionale appuntamento di settembre, cercando di applicare le disposizioni particolari previste dal ministero per ridurre al minimo i contatti tra gli studenti e i rischi di contagio.

Il test

Il test è iniziato alle 12. Oltre 66 mila i candidati a indossare il camice bianco. Ne passerà uno su 5. La prova nazionale in presenza doveva segnare il primo grande ritorno degli studenti nelle aule universitarie dopo la serrata imposta dal Covid, ma a giugno non ci si immaginava certo il rialzo dei contagi delle ultime settimane, che ha colpito soprattutto i giovani, e non solo quelli che hanno ballato tutta l’estate. Anche se si è trascorso l’estate sui libri, basta aver avuto un contatto con un positivo per finire in isolamento e non poter sostenere il test. Un problema emerso negli ultimi giorni che il ministero dell’Università ha ben presente ma per il quale non ha ancora trovato una soluzione. Ieri il ministro Gaetano Manfredi è tornato a parlarne ribadendo che si tratta di un «tema molto delicato dal punto di vista giuridico. È all’attenzione del Governo, stiamo valutando tutte le opzioni. Facciamo domani i test per la maggioranza dei ragazzi, poi valuteremo queste situazioni particolari». La settimana scorsa Manfredi aveva ipotizzato la possibilità di indire una prova suppletiva per questi ragazzi esclusi causa Covid, ma una seconda data riservata solo a loro rischierebbe di aprire la strada a una marea di ricorsi da parte di chi non passerà la prova odierna e potrebbe protestare per l’ingiusto trattamento subito rispetto a chi ha avuto un mese in più per studiare. Gli esperti giuridici del ministero sono al lavoro su questo dossier da giorni ma una quadra non è stata ancora trovata. Questa mattina, all’apertura dei cancelli della Sapienza, lo ha ribadito anche il rettore Eugenio Gaudio: «E’ allo studio una soluzione, che potrebbe essere anche una altra data, da parte dei consulenti giuridici del governo. Una soluzione che non riguarderà solo la prova di Medicina, ma tutti i concorsi nazionali pubblici».

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Sotto casa

Oggi intanto i cancelli delle università italiane si apriranno per far entrare tutti gli altri candidati. Che dovranno presentarsi muniti di mascherina, documento di identità (naturalmente valido), ricevuta dell’iscrizione online rilasciata da Universitaly e quella di pagamento del contributo dovuto al singolo ateneo (fino a 100 euro, protesta l’Udu, sindacato degli studenti universitari). Coloro che si presentassero in ritardo, senza documenti o con documenti non validi, non saranno ammessi alla prova. Quest’anno in tutta Italia gli iscritti sono circa duemila in meno dell’anno scorso, mentre i posti sono circa 1.500 in più dell’anno scorso: in tutto 13.072. La novità di questa tornata di test è che per ridurre al minimo gli spostamenti lungo la Penisola i ragazzi non sostengono la prova nell’ateneo che hanno indicato come prima scelta ma in quello sottocasa. L’emergenza Covid aveva fatto temere una fuga dagli atenei più ambiti del Nord, in particolare quelli della Lombadia così duramente colpita dall’emergenza a primavera scorsa. Ma, dati alla mano, non è stato così: l’università di Milano ha registrato anzi un leggero aumento di domande (da 3.486 a 3.610) e la Bicocca ha avuto addirittura un boom: + 40% di domande (da 2.220 a 3.296). Sarà interessante vedere fra qualche giorno se e come l’assenza di candidati venuti da altre regioni influirà sul punteggio minimo per entrare in questi atenei, dove di solito la soglia d’ingresso è altissima proprio perché attirano gli studenti più bravi da tutta Italia.

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Una poltrona per cinque
Sessanta domande in cento minuti

La prova dura 100 minuti e consiste in 60 quesiti a risposta multipla: 12 di cultura generale; 10 di ragionamento logico; 18 di biologia; 12 di chimica; 8 di fisica e matematica. Le risposte saranno così valutate: 1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 punti per ogni risposta sbagliata; 0 punti per ogni risposta non data. Una volta concluso il test gli studenti dovranno aspettare qualche settimana prima di conoscere la graduatoria nazionale per merito che verrà pubblicata il 29 settembre.

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3 settembre 2020 (modifica il 3 settembre 2020 | 13:51)

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