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Trump in Wisconsin esorcizza il virus: «Con Biden si muore di povertà»

Comizio anti-Biden: «A furia di lockdown vi farà morire» Nel giorno in cui il Wisconsin raggiunge record dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei morti …

WEST SALEM (Wisconsin)
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
«Perché la tolgo? Perché altrimenti non mi capiscono e non sento bene nemmeno io». Matthew, un cordiale sessantenne sovrappeso con un bel pizzetto bianco e un cappello con la firma di Trump ricamata di lato, più sofisticato del solito berretto MAGA rosso, risponde con un po’ di imbarazzo: è uno dei tanti fan del presidente che, completato il lungo serpentone — un percorso obbligato creato per accedere al suo rally — e superati i metal detector, si toglie la mascherina: la usano al bar o al supermercato ma arrivati qui, dove servirebbe davvero perché la tribuna del circuito Speedway di LaCrosse è affollata come uno stadio, la rimettono in tasca. Non tutti, a dire il vero, ma per molti il viso protetto rimane un simbolo di debolezza: l’individualismo dell’americano che si sente ancora «uomo della frontiera» è talmente forte da lasciare, ancora oggi, molti nella convinzione che la maschera sia un gesto di autodifesa (probabilmente inutile), non un modo di proteggere gli altri da un tuo potenziale contagio.

È uno slogan, lo stesso che verrà scandito più tardi da Donald Trump che sale sul palco dopo aver fatto su «The Beast», la Cadillac presidenziale superblindata, un giro d’onore del circuito motoristico che ospita il comizio: un catino minuscolo, poco più grande di un velodromo, che ti fa pensare alla monotonia di tante vite in queste pianure del Midwest americano. Il comizio diventa, così, festa popolare con i bambini, i genitori con le tute mimetiche dei cacciatori e i ragazzi che tifano per i Green Bay Packers, i campioni di football americano del Wisconsin, che arrivano in divisa da stadio.

Un popolo che si identifica in Trump, ma probabilmente consapevole che i suoi giorni potrebbero essere contati: il tifo all’arrivo è trascinante, ma durante il comizio l’eccitazione cala. Trump ripete il copione consueto: le meraviglie del muro al confine col Messico, la difesa della polizia, l’America minacciata dai socialisti e dai ribelli di una sinistra violenta. Ma sa di essere vulnerabile sulla disoccupazione e, soprattutto, sul coronavirus nel giorno in cui il Wisconsin raggiunge un triplice record: quello dei contagi (5.262 in 24 ore), dei ricoveri in terapia intensiva (220) e dei morti (64).

«Covid, Covid, Covid», scandisce, cercando di esorcizzare la paura. E siccome capisce che sta perdendo la partita, che non riesce a recuperare come aveva fatto con Hillary Clinton quattro anni fa, cerca di criminalizzare Biden: «Noi vi abbiamo curato senza chiudere il Paese, lui è crudele: a forza di lockdown farà morire ancora più gente di suicidi e povertà». Poi pigia l’acceleratore sul tema della senilità dell’ex vice di Obama: mostra video con un collage di frasi spezzate o poco comprensibili del candidato democratico. Critica le sue scelte politiche del passato come le aperture alla Cina e l’approvazione del patto Nafta con Canada e Messico: «Non sapeva cosa stava facendo… be’ adesso non capisce nemmeno dove si trova, ma questo è un altro tipo di problema».

I fan ridono, ma è riso amaro: dalle tv, compresa l’amatissima Fox di Rupert Murdoch, arrivano sondaggi negativi a raffica. Il Wisconsin, con Michigan e Pennsylvania, è uno dei tre Stati che nel 2016 fecero vincere Trump a sorpresa. Qui The Donald prevalse di un soffio: 23 mila voti in più di Hillary su 3 milioni di suffragi espressi. Ieri nel suo tour de force per cercare di risalire la china (un’impresa fisicamente impegnativa, con tre comizi in poche ore in Michigan, qui a West Salem e poi in Nebraska, parlando ogni volta per un’ora al gelo in soprabito e senza cappello), Trump è venuto in Wisconsin per la terza volta in dieci giorni. Teme di perderlo, visto che i sondaggi danno da mesi Biden avanti di 5-6 punti percentuali. Ma, apparentemente, il vento del Covid è più forte dei suoi rally: il sondaggio Washington Post-ABC, che un mese fa attribuiva a Biden un vantaggio di 6 punti percentuali, ripetuto ieri, indica un distacco impressionate: 17%. C’è chi ha chiamato i sondaggisti per sapere se avevano aggiunto un 1 per errore. Nessun errore è stata la risposta: Biden 57%, Trump 40%. Con le donne (64 a 34) che abbandonerebbero in massa il presidente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

28 ottobre 2020 (modifica il 28 ottobre 2020 | 22:31)

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