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Vaccino coronavirus Oxford, reazione avversa al farmaco: AstraZeneca sospende i test

Lo stop a pochi giorni dall’annuncio dell’accordo con la Commissione Europea. Era il vaccino sul quale puntava l’Italia per avere le prime dosi entro la fine del 2020 …

Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha annunciato una sospensione globale dei test clinici per il suo vaccino sperimentale contro il covid-19, vista la comparsa di complicazioni in un partecipante al programma. Il gruppo, associato all’Università di Oxford, ha fatto sapere che il protocollo è scattato di fronte a una reazione avversa e che è stata dunque decisa autonomamente la sospensione per consentire le opportune verifiche da parte di una commissione indipendente. Secondo Astrazeneca si tratta solo si «un’azione di routine che si adotta durante i test nel caso ci si trovi davanti a una reazione inspiegata». Non è chiaro di quale natura sia la reazione avversa che ha accusato il partecipante al trial. L’azienda comunque ha deciso di bloccare tutto, almeno momentaneamente per «assicurare l’integrità del processo dei test».

La fase 3

Il vaccino AstraZeneca-Oxford University è visto come un forte contendente tra decine in fase di sviluppo a livello globale. Si sperava che il vaccino potesse essere uno dei primi ad arrivare sul mercato, dopo il successo dei test di fase 1 e 2. Il suo passaggio ai test di Fase 3 nelle ultime settimane ha coinvolto circa 30.000 partecipanti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Brasile e in Sud Africa.

Lo stop

Lo stop invece arriva circa una settimana dopo l’annuncio dell’accordo definitivo della società con la Commissione Europea: accordo nel quale, come ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, «c’è scritto che le prime dosi, se il vaccino dovesse essere confermato come sicuro, saranno già disponibili entro la fine del 2020». Quanto questo stop rallenterà il percorso per la produzione del vaccino contro il Coronavirus? Astrazeneca spiega che «Nei test più ampi reazioni avverse possono accadere per caso ma devono essere indipendentemente valutate con attenzione».

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Per quanto riguarda il ruolo dell’Italia, è stata proprio «l’alleanza con Francia, Germania e Olanda che ha permesso di spingere l’Ue verso una forte accelerazione rispetto alla possibilità di avere un vaccino il prima possibile».

9 settembre 2020 (modifica il 9 settembre 2020 | 08:03)

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Sorgente articoli: Vai

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