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Coronavirus Milano - Cronaca

Varese, intascò mezzo milione di euro per fornire mascherine Covid mai consegnate: arrestato imprenditore

All’uomo, ora ai domiciliari, sono stati sequestrati beni per circa 460 mila euro. È accusato di aver truffato le società Aria Spa e Aler Milano per due maxi forniture durante il primo lockdown. In un caso consegnò dispositivi senza marchio CE …

La guardia di Finanza di Varese ha arrestato, su ordine della magistratura del capoluogo prealpino, un imprenditore accusato di aver truffato le società Aria Spa e Aler Milano per una fornitura di mascherine «fantasma», poiché mai consegnate. Il raggiro ha un valore di quasi mezzo milione di euro. All’uomo, ora ai domiciliari, sono stati sequestrati beni per circa 460 mila euro. Dalle verifiche messe in campo dalle Fiamme gialle varesine risulta che l’imprenditore sia riuscito ad aggiudicarsi la fornitura di «Dpi» senza mai consegnare alcun collo. Le indagini sono condotte dalla procura della Repubblica di Varese e riguardano fatti relativi alla prima fase del lockdown, quando alcuni dispositivi di sicurezza personali, tra cui appunto le mascherine, risultavano introvabili sul mercato.

Oltre all’arresto dell’imprenditore, 49 anni, residente a Varese e titolare di un’azienda che si occupa anche dell’intermediazione dei dispositivi di protezione individuale, sono indagate altre due persone che gravitano attorno ai suoi interessi. I filoni dell’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Varese sono due. In un caso all’imprenditore è contestato di aver pattuito con la centrale acquisti di Regione Lombardia «Aria» la consegna di 200 mila mascherine FFP3 provenienti dalla Cina, che millantava di possedere, ottenendo così un anticipo di circa 430 mila euro, per tentare subito dopo di far sparire le somme ricevute attraverso meccanismi di auto riciclaggio. Di fatto una truffa, dal momento che il 49enne non aveva mai consegnato quanto promesso.

Il secondo passaggio dell’inchiesta è invece una frode in pubbliche forniture ai danni di Aler Milano: in questo caso il quantitativo di mascherine FFP2 – 50 mila pezzi, per 30 mila euro di corrispettivo – erano state consegnate, ma risultate prive della certificazione e della prescritta marchiatura «CE». In questa circostanza, scrivono i finanzieri, l’imprenditore sarebbe stato aiutato «dall’illecita intermediazione di un dipendente di Aler», anche se la Procura su questo punto non ha voluto aggiungere ulteriori particolari: «Indagini ancora in corso», ha specificato la procuratrice di Varese Daniela Borgonovo, che ha elogiato l’attività di indagine degli uomini del generale Marco Lainati.

Le indagini sono partite nella primavera 2020 da una procedura «sos» cioè di segnalazione di operazioni sospette arrivata al nucleo di polizia economico finanziaria di Varese e da lì comunicata alla Procura. Per le attività sono stati impiegati supporti tecnici come intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno consentito di acquisire elementi importanti per sostenere l’accusa e far scattare la misura cautelare nei confronti dell’imprenditore prima che fuggisse all’estero: si stava attivando per trovare una sistemazione nel Regno Unito.

18 maggio 2021 | 10:03

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