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Bonaccini: “Sono ancora positivo al coronavirus, ho la polmonite bilaterale”

“Posso essere curato da casa”. Appello agli emiliano-romagnoli: “Dobbiamo tutelare la salute e la scuola” …

BOLOGNA – Al tampone di controllo il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è risultato ancora positivo al coronavirus. E per “una tosse persistente” è stato sottoposto ad accertamenti da cui è arrivata la diagnosi di polmonite bilaterale a uno stadio iniziale. Bonaccini è curato a casa, per i medici non è necessario il ricovero, “e questo è almeno un sollievo. Ho massima fiducia nella loro valutazione e mi affido alla loro capacità e alle loro cure”, scrive il governatore su Facebook.

Aggiornando i cittadini sulle sue condizioni di salute, Bonaccini racconta anche di aver emesso l’ordinanza regionale di ieri, in vigore da domani e fino al 3 dicembre, “con il cuore pesante” perché comporta restrizioni ancora più severe.

“So bene che dietro ogni sospensione o limitazione delle imprese e del lavoro ci sono persone e famiglie che vanno ancor più in difficoltà, dopo mesi già difficili. In tanti mi scrivete tutti i giorni per raccontarmelo”. E “so anche che ogni limitazione delle libertà personali è un sacrificio, soprattutto quando si protrae così a lungo nel tempo. Penso in particolare ai più piccoli, o ai giovani, che avrebbero tutta la voglia e il diritto di vivere diversamente questo tempo della propria vita. Penso agli anziani. Alle persone fragil”i.

Ora però “serve fare un altro sforzo. E dobbiamo farlo tutti, proprio tutti, nessuno escluso. Perché dobbiamo impedire al virus di nutrirsi di sottovalutazione e insofferenza. I posti letto non sono infiniti come non lo è la capacità di sopportazione dei lutti, della malattia, della sofferenza. Né possiamo ignorare le regole e poi dire che il lavoro o la scuola non si possono fermare. Perché è solo dal rispetto di tutti delle limitazioni (anche di quelle non scritte: ad esempio stare a casa se non è davvero indispensabile uscire) che dipende la nostra capacità di fermare il contagio, di rallentare i ricoveri, di contenere i decessi. E di tutelare il diritto alla salute, al lavoro, alla scuola“.
“Il mio appello – conclude Bonaccini – ve lo faccio quindi da presidente, ma anche da persona che ora sta curandosi. Per il bene che vogliamo a noi stessi e agli altri. Perché regga la nostra sanità, fatta da donne e uomini capaci di tenere insieme grande professionalità e grande umanità, e a nessuno siano precluse le cure di cui ha bisogno. Vi garantisco che io farò la mia parte fino in fondo, anche da qui, anche così.”

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