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Coronavirus, collasso degli ospedali: a Napoli militari e Covid hotel

La sanità collassa in Campania e il governo mette all’angolo De Luca che chiede al prefetto un piano contro gli assembramenti. I ministri Bonafede e Di Maio: “Fatti inaccettabili, situazione fuori controllo” …

Sul collasso della Sanità in Campania il governo mette all’angolo il governatore Vincenzo De Luca. “Siamo lo Stato e se ci sono segnalazioni diffuse di criticità sulle strutture sanitarie della città di Napoli serve dare un segnale” , dice il premier Giuseppe Conte durante la riunione dei capidelegazione dell’esecutivo. È la svolta che arriva dopo giorni di braccio di ferro a distanza con il governatore, a poche ore dall’ispezione negli ospedali degli 007 del ministro della Salute Roberto Speranza e nel pieno delle valutazioni sulla possibilità di modificare la classificazione della regione da zona gialla a una fascia di maggior rischio.

Così, mentre De Luca scrive al prefetto per chiedere un piano di contrasto contro gli assembramenti, Palazzo Chigi fa capire chiaramente che la priorità in questo momento sono gli ospedali. E che le code ai pronto soccorsi vengono comunque prima del passeggio (per quanto rischioso, e affollato) sul lungomare. “Il governo non rimane con le mani in mano: se c’è stress sulle strutture sanitarie, si interviene con l’esercito e con la possibilità di nuovi Covid hotel a Napoli” , fanno sapere fonti dell’esecutivo, aggiungendo che il premier Conte avrebbe già sentito il capo della Protezione civile Borrelli.

Oltre ai militari, si pensa ad allestire nuove strutture da campo. Il caso assume anche un profondo significato politico, visto che i 5 Stelle, a bubbone esploso, ora mettono sul tavolo il dossier Campania. Determinati. Con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che afferma: “A Napoli lo Stato deve far sentire la sua presenza”. In serata, commentando il video del paziente filmato senza vita in un bagno del Cardarelli, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, affonda: “Siamo di fronte a fatti drammatici e inaccettabili, episodi che ci spingono ad agire come governo centrale, perché non c’è più tempo. A Napoli e in molte aree della Campania la situazione è fuori controllo”.

Pesa anche, alla riunione dei capidelegazione cui ovviamente partecipa anche Speranza per Leu, il fatto che il ministro ha ricevuto dal suo Dg Andrea Urbani una prima sintesi dagli ispettori, incaricati di verificare la reale tenuta del sistema sanitario e dei Piani anti- Covid in Campania. Evidentemente, non arrivano report rassicuranti. Accompagnati dai carabinieri del Nas, gli 007 avevano ispezionato Cardarelli, Monaldi, Cotugno e Ospedale del Mare. E ora lavorano alla stesura della relazione sulle  criticità”. I Nas invieranno il documento anche in Procura.
Già da giorni, la crisi era evidente, ben al di là dei numeri contenuti nei bollettini della Regione.

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“A Napoli, in alcuni ospedali si è arrivati oltre la soglia di saturazione nei reparti di Terapia Subintensiva e nell’arco delle prossime due settimane si saturano anche le Terapie Intensive, per non parlare dei pronto soccorso che sono al collasso – avverte Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza – C’è gente che sta in macchina per ore, a cui viene fornito l’ossigeno in auto. A voi sembra questa una zona gialla?” . E aggiunge: “Nell’area metropolitana di Napoli andrebbe fatta zona rossa, sono due settimane che lo dico” ma “bisogna differenziare: una cosa è Napoli e un’altra è Caserta, Benevento o Salerno”. Il conto alla rovescia verso il lockdown è già iniziato.

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