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Coronavirus, dalla Lombardia alla Calabria: ecco dove le Rianimazioni sono già piene

Otto regioni hanno già oltre il 30% di letti occupati in terapia intensiva. Sette invece hanno superato il livello critico per i ricoveri ordinari. La mappa dell’Italia a rischio sulla base dei dati Agenas aggiornati a lunedì 2 novembre …

Il 28% dei posti letto di terapia intensiva e il 37% di quelli di area “non critica” – cioè dei reparti di medicina interna, malattie infettive e pneumologia – già occupati. In base all’elaborazione di Agenas, l’agenzia sanitaria delle Regioni, l’Italia è a un passo delle due soglie di allerta stabilite dalla Cabina di regia, il gruppo guidato dall’Istituto superiore di sanità che ogni settimana esegue il monitoraggio sull’andamento dell’epidemia. Cioè il lavoro che viene utilizzato in queste ore per stabilire come graduare tra le varie Regioni i provvedimenti di chiusura dell’atteso nuovo Dpcm.

I numeri sono più preoccupanti, in quanto più alti, di quelli dell’ultimo monitoraggio, presentato venerdì scorso dalla Cabina di regia. Del resto quel documento teneva conto della situazione nella settimana tra il 19 e il 25 mentre i dati di Agenas si riferiscono a ieri, lunedì 2 novembre. Molte delle Regioni (8) superano già la soglia del 30% di occupazione delle terapie intensive, che al momento hanno 7.221 letti in tutto il Paese e che come noto possono essere ancora rinforzate se si mettono in funzione i respiratori acquistati dal commissario straordinario Domenico Arcuri.

In quel caso ovviamente deve anche essere reperito il personale necessario a farle funzionare, cosa non facile in questo momento. L’altra soglia di sicurezza riguarda i letti di area non critica ed è fissata al 40%. Le regioni che la raggiungono o la superano sono 7. In questo caso i letti a disposizione sono 60mila. Si tratta di una parte dei letti degli ospedali italiani, che sono molti di più, cioè 190mila, quella che comprende appunto le tre specialità mediche citate. Le due soglie sono utilizzate come spie della pressione sugli ospedali perché raggiungerle significa comprimere molto l’attività destinata ai pazienti non Covid.

Ecco la fotografia dell’occupazione percentuale rispettivamente di terapie intensive e reparti di area non critica nelle varie Regioni

Abruzzo 22% e 39%
Basilicata 20% e 22%
Calabria 13% e 20%
Campania 33% e 37%
Emilia-Romagna 25% e 31%
Friuli Venezia Giulia 21% e 12%
Lazio 22% e 40%
Liguria 7% e 60%
Lombardia 42% e 42%
Marche 35% e 35%
Molise 17% e 12%
Piemonte 34% e 61%
Provincia di Bolzano 42% e 58%
Provincia di Trento 22% e 22%
Puglia 24% e 31%
Sardegna 24% e 24%
Sicilia 24% e 31%
Toscana 39% e 34%
Umbria 47% e 47%
Valle d’Aosta 60% e 144%
Veneto 16% e 17%.
(Fonte Agenas, dati aggiornati al 2 novembre)

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