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Coronavirus, ecco i 1.500 tracciatori del Covid

La Protezione civile con un bando rapido ha ricevuto 49 mila disponibilità da medici, infermieri e studenti di Scienze infermieristiche. Ora le Regioni potranno utilizzarli per fare tamponi e ricostruire la storia dei positivi. Il capo Dipartimento Angelo Borrelli: “Per tanti… …

ROMA – La ProtezIone civile è tornata ad occuparsi di virus, dopo il grande protagonismo nella prima fase marzo-giugno e un’eclissi estiva che si è protratta fino a ieri. Il Dipartimento guidato da Angelo Borrelli nel weekend, da sabato a lunedì, ha gestito l’ingresso nel circuito anti-Covid di 1.500 nuovi medici, infermieri e studenti al terzo anno di Scienze infermieristiche e di 500 addetti alle pratiche amministative che nei prossimi tre mesi, con un contratto da collaboratori esterni, dovranno entrare nelle diciannove regioni italiane e nelle due Province autonome per aiutare a gestire il tracciamento del virus, il contact tracing diventato nuovamente il primo problema nella diffusione incontrollata dei contagi.

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Hanno risposto alla chiamata della Protezione – si chiama manifestazione di interesse – in 48.736 mila e adesso le Regioni, proporzionalmente ai loro residenti e in base alle necessità del territorio, chiameranno clinici e infermieri per portarli alla gestione della storia dei singoli contagi: call center per parlare con i positivi, drive in dove eseguire tamponi e ascoltare dai contagiati con chi sono entrati in contatto nelle ultime 48 ore.

“Abbiamo bisogno di questi giovani specializzati”, spiega Angelo Borrelli, uscendo da un lungo silenzio seguito alle critiche ricevute nella prima fase della pandemia. “La Protezione civile aveva a disposizione un portale adatto e, viste le nostre prassi consolidate nell’agire in rapidità, il primo reclutamento è stato affidato a noi. Ora saranno le Regioni a gestire la partita. Il volume delle risposte dimostra il senso di responsabilità e di partecipazione collettiva nell’affrontare l’emergenza”.

Nel dettaglio, sono pervenute candidature da 9.282 medici, 2.717 infermieri, 1.982 assistenti, 8.210 studenti e 26.545 amministrativi. Complessivamente, oltre il 60 per cento delle candidature sono arrivate da donne, con punte di quasi il 75 per cento tra gli studenti e del 70 per cento tra gli infermieri. Chiude Borrelli: “Questi giovani hanno una possibilità di lavoro, probabilmente di breve periodo, e adesso hanno anche la possibilità di aiutare il loro Paese”.

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