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Coronavirus, folla in metro e attese infinite dei bus. Il nuovo dpcm manda in tilt il trasporto a Roma

Vetture stipate e banchine stracolme con l’entrata in vigore da questa mattina delle nuove regole anti Covid.” Come vado in ufficio con questi tempi di attesa così lunghi?” lamenta disperata una passeggera. Oggi anche lo sciopero dei taxi …

Capienza ridotta e il sistema va subito in stress. Folla nella metro, sui bus e attese infinite alle fermate. Il trasporto pubblico romano, complice lo sciopero dei taxi fa subito i conti con le restrizioni che nei fatti si traducono in assembramenti obbligati per chi ai mezzi non può rinunciare: pendolari, studenti, lavoratori. Dalle prime ore, quando la capacità di autobus e treni è già in condizioni intollerabili il limite imposto al 50% viene superato. E complicare ulteriormente il quadro trasporti, lo sciopero nazionale dei taxi e degli Ncc.

Le foto parlano chiaro: bus stipati, nessun distanziamento e paline e tabelloni a raccontare dei tempi che si allungano. “L’autobus 980 arriverà tra 27 fermate, ovvero tra 50 minuti, segna il cartellone. Non arriverò mai al lavoro”, si sfoga un utente. Ressa alle 8,30 anche presso la fermata dei bus Via Boccea Urbano II, in direzione centro città.

A bordo dei mezzi la situazione è anche peggio: “Non c’è nessun distanziamento – constata Dana, una passeggera che viaggia sul bus 916, altezza Villa Carpegna – né tanto meno la capienza è ridotta”. “Come vado in ufficio con questi tempi di attesa così lunghi? – aggiunge ancora – Mi viene da pensare che questo è un modo per farci prendere la macchina. Sono disperata”.

Banchine stracolme anche nel sottosuolo capitolino presso la fermata Flaminio: “Atac rispetta così le nuove regole”, ironizza una pendolare. A questo si aggiungono poi i repentini guasti, ormai all’ordine del giorno. Stamattina la fermata metro A Ponte Lungo è rimasta per circa tre ore aperta solo in uscita. Non va meglio per chi si sposta sulla Roma Nord. Alle 9,30 già una decina le corse saltate. Le regole, intanto, parlano chiaro: a bordo di bus, filobus, tram e treni delle ferrovie regionali  non si potrà occupare i posti a sedere di fronte ad altre persone. “La speranza è che qualcuno controlli davvero”.
 

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