Categorie
cronaca

Coronavirus, i dati settimanali: giù i contagi ma ora diminuiscono anche i decessi

In una settimana i morti (in totale 4.879) sono stati il 3,6% in meno. Intanto scendono ancora (-17.7%) i nuovi casi anche se in alcune Regioni come Veneto e Puglia continuano a crescere …

Continua la discesa dei nuovi casi di infezione da coronavirus in Italia. Nella settimana appena conclusa, dal 2 all’8 dicembre, la riduzione percentuale è stata del 17,7%. Si è cioè passati da 165.906 contagi a 136.534. La settimana scorsa la riduzione è stata del 23,5% (era al 10,6% nei sette giorni precedenti). Ci si avvicina al dato della settimana dal 21 al 27 ottobre, quando i casi furono 136 mila. Che la curva sia in discesa, del resto, lo dice anche l’Rt, fattore di replicazione, rilevato settimanalmente dalla Cabina di regia che studia i numeri delle Regioni. Sulla base di quel lavoro si decide quali zone debbano essere gialle, arancioni o rosse.

Regioni: Veneto, Sardegna e Puglia le uniche che salgono

Se la gran parte delle Regioni vedono un calo di contagi, questa settimana ce ne sono comunque alcune che crescono. Si tratta di alcune di quelle che sono sempre state in zona arancione. E’ il caso del Veneto, passato da 20.711 casi a 22.817 (+9,2%) e Sardegna che passa da 2.607 a 2.883 (+9,6%). Anche la Puglia, che è stata tutta arancione e adesso ha deciso di lasciare in quella fascia alcune province, sale da 8.925 a 10.278 (+3,5%). Chi è stato rosso cala invece nettamente. Un caso su tutti è quello della Lombardia, che nella settimana dal 18 al 24 novembre ha avuto 48.429 positivi, quella tra il 25 novembre e il primo dicembre 30.054 e l’ultima 20.488 (-32%).
 
In base ai dati raccolti da Giorgio Presicce, analista della Regione Toscana, continua a scendere la percentuale dei positivi rispetto ai tamponi. L’ultima settimana è stata del 10,85% contro l’11,84% di quella precedente e il 14,59% di quella ancora prima. Il numero di tamponi invece scende. Sono stati 1.258.914 contro 1.401.019 della settimana tra il 25 novembre e il primo dicembre. In generale nelle ultime cinque settimane se ne erano fatti di più. Su questo punto bisogna però ricordare che in tutte le Regioni ormai sono diffusissimi i test rapidi antigenici, che non vengono conteggiati dalla Protezione civile. Quindi non si conosce il reale numero di esami che vengono svolti quotidianamente, che è sicuramente molto più alto di quello che risulta se si osservano solo i tamponi “tradizionali”, cioè quelli molecolari.

 
Adesso scendono anche i ricoveri Per la seconda settimana consecutiva scende anche il numero totale dei ricoveri, anche se ad un ritmo meno sostenuto di quelli dei contagi. Si è infatti passati da 36.474 letti occupati martedì primo dicembre ai 33.426 di ieri. La differenza di 3.048 letti occupati significa un -9,1%. Ciò che è importante è che prosegue il trend avviato martedì primo dicembre, quando con un -5% si è osservato la prima discesa nell’occupazione dei letti ospedalieri dopo ben 18 settimane consecutive di crescita. Per quanto riguarda le terapie intensive, passano dai 3.663 letti occupati il primo dicembre ai 3.345 di ieri (-318 cioè -8,6%). La settimana precedente il calo era stato del 4%.
 

I morti sono del 3,6% in meno rispetto alla settimana precedente

Ieri i morti sono arrivati a 61.240, il primo dicembre erano 56.361. In una settimana hanno quindi perso la vita per il Covid 4.879 persone. Il dato è finalmente, e dopo molte settimane, più basso di quello dei sette giorni precedenti, quando i decessi erano stati 5.055. Il calo è piccolo (-3,6%) ma c’è. La scorsa settimana si era registrato un incremento del 4,2%, contro il 10,4% dei sette giorni precedenti. Prima ancora era stato del 41,8 e del 71%. Come ormai noto, la curva dei decessi è l’ultima a scendere, perché passano anche 2 o 3 settimane dalla positività al tampone alla morte. Crediti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *