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Coronavirus, il bollettino di oggi 13 ottobre: 5901 positivi e 41 morti

Fatti 112.544 tamponi. In terapia intensiva ricoverate 62 persone più di ieri. Aumentano anche i ricoveri ordinari (+255). L’allarme del sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomed: se il ritmo di crescità aumenterà ancora, in due mesi si rischia la saturazione dei reparti …

I nuovi casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore sono 5.901, rilevati sulla base di 112.544 tamponi, 41 i deceduti. Il totale dei decessi dall’inizio dell’emergenza è di 36.246. Sempre nelle ultime 24 ore i pazienti guariti/dimessi sono stati 1.428. Sono invece 514 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (62 in più). Ieri i nuovi contagi nelle 24 ore erano stati 4.619, su 85.442 tamponi, mentre le vittime erano state 39. Aumentano anche i ricoveri ordinari (+255),per un totale di 5076. Le regioni col maggior numero di casi sono Lombardia (1080), Campania (635), Piemonte (585) e Lazio (579).

Continua a salire il rapporto percentuale tra positivi e persone testate per la prima volta: oggi è all’8,4 per cento (1 su 12), ieri era al 7,7 (1 su 13). Tutti i grafici e le mappe sull’epidemia Il principale sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomed lancia l’allarme: le terapie intensive italiane potrebbero andare a saturazione nel giro di due mesi, se il trend di incremento dei casi Covid continuasse ad aumentare come sta già accadendo in altri Paesi europei. “Oggi, con 5.000 contagi al giorno di cui una trentina finisce in terapia intensiva – spiega il segretario Carlo Palermo – potremmo reggere 5 o 6 mesi, anche se qualche problema già lo vediamo sul versante dei reparti Covid di degenza ordinaria, in alcune aree già in sofferenza. Se peggiorerà, e passiamo a 60 o 90 terapie intensive in più al giorno, vuol dire avere 2-3.000 casi gravi in più al mese. Tenendo conto che oggi i posti letto sono in tutto 6.500, e sono per tutte le patologie non solo per il Covid, si rischia la saturazione in due mesi”. Anche se, ricorda Palermo, “è in corso l’implementazione dei posti letto di terapia intensiva, 3.500 in più, ma poi c’è un problema di personale: mancano almeno 4.000 medici per poter gestire questi posti per i quali serve personale specializzato”.

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