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Coronavirus, il boom della lattoferrina: uno studio romano dice che l’integratore protegge dal virus

Esaurito in molte farmacie della Capitale, “ha effetti significativi”. La ricerca sulla proteina è stata condotta da Elena Campione di Tor Vergata …

È bastato un rapido passaparola e dagli studi medici è partita la corsa alla lattoferrina, che oggi è quasi introvabile nelle farmacie di Roma. Questa molecola, all’interno della quale convivono tanto le catene del carboidrato quanto quelle della proteina, sarebbe nient’altro che una sintesi di quello che rende i bambini di fatto immuni alle manifestazioni più gravi del Covid-19. Un equivalente del latte materno, perfetto per proteggere l’organismo dalle infezioni, e dallo stesso Sars-Cov-2.

A scoprire i benefici della lattoferrina rispetto al Covid-19 è uno studio condotto dall’università di Tor Vergata e pubblicato nel luglio scorso dall’International Journal of Molecular Sciences. Uno studio rimasto sconosciuto al grande pubblico fino al passaparola degli ultimi giorni che ha alimentato un interesse nuovo con la conseguente corsa alle farmacie alla ricerca del magico integratore.

La genesi della ricerca risale al marzo scorso quando, in pieno lockdown, la professoressa Elena Campione, ordinaria di Dermatologia all’università di Tor Vergata, avvia uno studio su circa cento pazienti positivi ma asintomatici o con sintomi lievi. “Una volta selezionate le persone – racconta la professoressa Campione – abbiamo iniziato a somministrare la proteina andando di casa in casa, ottenendo fin da subito risultati significativi”.

Ai pazienti viene somministrata una formulazione inedita di lattoferrina arrivando a dimostrare la sua efficacia nella remissione dei sintomi clinici e la negativizzazione del tampone ad appena 12 giorni dall’inizio del trattamento. “Al termine dell’attività di ricerca – prosegue Elena Campione, tornata a Tor Vergata dopo aver lavorato come ricercatrice in giro per il mondo – abbiamo verificato che l’integratore riduce le possibilità di contrarre il virus e, per i positivi, accorcia i tempi di presenza nell’organismo”.

Made with Flourish

Ad affiancare la professoressa Campione nelle sue ricerche si uniscono anche il professore Luca Bianchi, ordinario e direttore di Dermatologia, e il professore Massimo Andreoni, ordinario di malattie infettive del Policlinico Tor Vergata, oltre a un gruppo di lavoro costituito da 32 ricercatori.

Mentre la maggior parte degli italiani pensa alle vacanze, il team dell’università romana arriva a mettere a punto il primo trial clinico sull’utilizzo della lattoferrina nei pazienti Covid approvato a livello nazionale e internazionale.

A questo punto lo studio passa alla verifica di un secondo team, coordinato dalla professoressa Piera Valenti, ordinario di Microbiologia dell’università La Sapienza di Roma e membro del Comitato internazionale sulla lattoferrina, che – come riporta lo studio stesso – verifica la qualità, la purezza e l’integrità della lattoferrina utilizzata, e dimostra che questa proteina inibisce l’infezione da Sars-Cov-2 “bloccando le fasi precoci dell’interazione virus-cellula”.

E così, mentre lo studio di Tor Vergata segue il suo iter scientifico prima di essere pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences, a Roma tra medici di base e farmacie inizia il passaparola. “Io li prescrivo da settimane – racconta un medico di base – in generale integratori di fascia C, che contengono diverse sostanze utili per il sistema immunitario, tra cui la lattoferrina”.

Sono tanti quelli che ne hanno una confezione nel mobiletto del bagno anche se, a un primo giro di telefonate nei grandi ospedali della capitale, molti medici ancora non la usano.

“Dopo il primo lavoro di luglio – aggiunge la professoressa Campione – stiamo mettendo a punto la seconda parte dello studio, che contiamo sarà pubblicata a breve e confermerà una volta per tutte l’efficacia della lattoferrina”. E forse è proprio questa la questione chiave della scoperta del team di Tor Vergata: capire se dietro lo studio scientifico e il conseguente passaparola ci sia una soluzione reale che – oltre alle mascherine e al distanziamento sociale – possa rendere tutti più forti nella battaglia contro il Coronavirus.

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