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Coronavirus, il Veneto sospende la chirurgia programmata

La decisione riguarda tutti gli interventi che prevedano il ricorso alla terapia intensiva post operatoria e che non abbiano caratteristiche di urgenza …

VENEZIA – Il Veneto, con una circolare della Regione, ha disposto da ieri sera in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate “la sospensione di ogni attività chirurgica programmata che preveda il ricorso in terapia intensiva post-operatoria”, fatta eccezione per le emergenze-urgenze, come gli interventi per incidenti, ictus e infarti. Questo – ha spiegato l’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin – per non occupare, con attività ‘programmate’, posti nelle terapie intensive. Il Veneto infatti, ha aggiunto, potrebbe entrare fra pochi giorni nella ‘fase 4’ – ora è alla 3 – del piano di sanità pubblica per il Covid.

Allo stesso modo, ha aggiunto l’assessore Lanzarin, il nuovo step della piano sanitario progettato per reggere la nuova ondata del virus prevede “di ridurre tutta l’attività programmata non urgente in ambito internistico”, sia per le strutture pubbliche che private. Questo – spiega la circolare -. “per disporre di personale per la gestione dei pazienti Covid, ad eccezione delle attività non rinviabili, in particolare in ambito oncologico”.

“Avendo oggi 100 ricoveri per Covid in più al giorno – ha spiegato il presidente Zaia – capiamo che, se proseguisse questo trend, tra 10 giorni avremmo in migliaio di malati in più da ricoverare. Siamo pronti per farlo, senza panico, ma i numeri ce li abbiamo. Dobbiamo ‘regimentare’ al massimo le attività, per avere la massima disponibilità dei professionisti della sanità, che ringrazio, per la cura dei malati Covid”. “Le attività sospese – ha chiarito Zaia – non riguardano certo quelle per i malati oncologici, la pediatria o i malati terminali”.

Lanzarin ha spiegato che in questo momento l’avvicinamento del Veneto alla ‘fase 4’ – che scatta nella fascia 150-250 pazienti in intensiva, e 900-1.500 in area non critica – riguarda soprattutto quest’ultima casistica, non tanto le rianimazioni. Per questo, ha informato Lanzarin, sono stati attivati “in maniera formale” gli 11 Covid Hospital che ridurranno gradualmente le normali attività, mentre restano inalterate quelle degli hub ospedalieri.

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